<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777</id><updated>2012-01-08T01:31:48.953-08:00</updated><category term='Marketing e nuove tecnologie'/><category term='Di cosa si parla in questo blog'/><category term='Filosofia della comunicazione'/><category term='L&apos;agire economico in rete'/><category term='slide del corso di psicologia sociale e delle comunicazioni di massa'/><category term='sociologia della TV'/><category term='la narrativa ipertestuale'/><category term='Logica ipertestuale'/><category term='Antropologia visuale'/><category term='Politiche del governo elettronico'/><category term='Il digital divide'/><category term='sociologia della comunicazione'/><category term='Psicologia sociale delle comunicazioni di massa'/><title type='text'>Infomorfosi</title><subtitle type='html'>La conoscenza non nasce mai dal nulla,
 senza lo scambio e la condivisione gratuita di essa
 non può esistere produzione culturale</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>40</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-9096133710035296735</id><published>2009-03-08T04:18:00.000-07:00</published><updated>2009-03-08T04:19:06.504-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia sociale delle comunicazioni di massa'/><title type='text'>Siamo tutti in un acquario</title><content type='html'>&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2009/02/pesce_rosso.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 235px; height: 305px;" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2009/02/pesce_rosso.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://infomorfosi.blogspot.com/2009/03/slide-del-corso.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Guarda le slide del corso:&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La prima lezione è stata introdotta dal&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; prof &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;con affermazioni curiose e al contempo divertenti. Ha esordito affermando che: "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;la realtà è una strana astrazione, noi stessi siamo prigionieri di molte realtà"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.  Proprio a dimostrazione di tale teoria , sono stati posti alcuni curiosi esempi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;guardate &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://www.attivissimo.net/antibufala/luna_foto_bandiera/as11-40-5875hr_no_salute_800x600.jpg"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;questa immagine&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, e ora &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://www.team-dog.com/images/sitter/pipi.jpg"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;guardate questa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Che cosa hanno in comune l'immagine dello sbarco sulla luna e quella di un cane fa la pipì vicino a un albero? apparentemente nulla!, o meglio da un punto di vista locale (micro), non riusciamo a coglierne l'elemento comune e ci sembrano non solo due immagini una diversa dall'altra , ma tenderemo a dare una rilevanza diversa (più importante) nel caso della sbarco sulla luna rispetto al cane che fa pipì. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma perchè questa reazione? &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;- la risposta è che noi esseri umani " non ragioniamo in base a ciò che conosciamo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; oggettivamente&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; , ma ragioniamo in base a ciò che crediamo sia vero e che percepiamo". Contrariamente, a tutti gli esseri umani un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;sociologo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; non deve adottare una prospettiva locale, per vedere e spiegare la realtà, ma dovrebbe adottarne una di tipo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; globale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;: stando a questo tipo di approccio alla realtà, le due immagini che abbiamo visto per la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;sociologia &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;sono esattamente identiche - non sono altro che due modi diversi di "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;marcare un nuovo territorio&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;". Questo significa guardare la realtà da un punto di vista &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;globale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Noi esseri umani , non siamo poi così diversi da un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;pesciolino rosso in un acquario&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Il pesciolino non sa di essere in un acquario, anzi quall'acquario rappresenta tutto il suo universo. non sa cosa c'è al di fuori, tutto quello che esiste per lui è quello che percepisce in quell'acquario. Bisogna dunque sempre tenere a mente la differenza tra: locale e globale, macro e micro, biologico e culturale. Un altro esempio interessante, che può aiutarci a capire la differenza tra locale e globale, è porsi la domanda "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; perchè bussiamo alla porta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;" una risposta dal punto di vista locale, potrebbe essere, bussiamo alla porta perchè è buona&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; educazione, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ed è qui, che dobbiamo allargare il nostro raggio visivo, guardare la cosa, da un punto di vista macroscopico e chiederci "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;che cos'è l'educazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"? - l'educazione è una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;convenzione sociale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; - ossia una norma informale socialmente condivisa, che può avere radici antichissime - infatti l'azione di bussare alla porta - è una forma evoluta di un abitudine dell'uomo primitivo, quando gettava una pietra in una caverna, per controllare se vi fossero animali pericolosi, un attegiamento questo, dettato dalla "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;paura&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;" . Questo esempio, ancora una volta ci ricorda e ci dimostra come l'uomo tende a dare spiegazioni di carattere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;culturale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;fenomeni biologici&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dal punto di vista globale - anche la concezione stessa di tempo, come noi lo conosciamo, cambia del tutto. Per capire come, è utile ragionare in termini di &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_cosmico"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;calendario cosmico&lt;/span&gt;,&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Supponendo che l'arco di tempo che parte dalle origini dell'universo ad oggi, corrisponda ad un banalissimo anno terrestre (12 mesi), lo sforzo che dobbiamo fare è quello di immaginare la realtà da una prospettiva temporale differente rispetto a quella a cui siamo abituati . Ciò che secondo la nostra concezione del tempo (concezione locale), equivale , per esempio a 5.000.000 di anni, in realtà da un punto di vista globale potremmo collocarlo in un anno terrestre, o ancor di meno, in un minuto secondo i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;tempi cosmici&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Con questi concetti abbiamo cominciato a muovere i primi passi verso la comprensione della &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;psicologia sociale delle comunicazioni di massa&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e lo abbiamo fatto partendo da un approccio &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;evoluzionista&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;.&lt;/span&gt; questo tipo di approccio è importante perchè ci aiuta a comprendere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li style="font-weight: bold;"&gt;I mutamenti del significato che noi attribuiamo alle stesse cose ed agli eventi.&lt;/li&gt;&lt;li style="font-weight: bold;"&gt;La continuità del significato che noi attribuiamo a cose e situazioni che sono cambiate.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'intreccio tra natura e cultura, tra biologico e psicologico, tra umano ed animale.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;a href="http://infomorfosi.blogspot.com/2009/03/slide-del-corso.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Guarda le slide del corso:&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-9096133710035296735?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/9096133710035296735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=9096133710035296735' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/9096133710035296735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/9096133710035296735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2009/03/siamo-tutti-in-un-acquario_08.html' title='Siamo tutti in un acquario'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-5543839818295031145</id><published>2009-03-08T04:08:00.000-07:00</published><updated>2009-03-13T05:07:15.070-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slide del corso di psicologia sociale e delle comunicazioni di massa'/><title type='text'>Slide del corso</title><content type='html'>&lt;div style="width: 425px; text-align: left;" id="__ss_117591"&gt;&lt;a style="margin: 12px 0pt 3px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/stani/calendario-cosmico?type=powerpoint" title="Calendario Cosmico"&gt;Calendario Cosmico&lt;/a&gt;&lt;object style="margin: 0px;" width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=calendario-cosmico1606&amp;amp;stripped_title=calendario-cosmico"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=calendario-cosmico1606&amp;amp;stripped_title=calendario-cosmico" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;"&gt;View more &lt;a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/"&gt;presentations&lt;/a&gt; from &lt;a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/stani"&gt;stani&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="width: 425px; text-align: left;" id="__ss_346446"&gt;&lt;a style="margin: 12px 0pt 3px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/stani/stadi-di-sviluppo-della-comunicazione-umana?type=powerpoint" title="Stadi Di Sviluppo Della Comunicazione Umana"&gt;Stadi Di Sviluppo Della Comunicazione Umana&lt;/a&gt;&lt;object style="margin: 0px;" width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=stadi-di-sviluppo-della-comunicazione-umana-1207851410573100-9&amp;amp;stripped_title=stadi-di-sviluppo-della-comunicazione-umana"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=stadi-di-sviluppo-della-comunicazione-umana-1207851410573100-9&amp;amp;stripped_title=stadi-di-sviluppo-della-comunicazione-umana" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;"&gt;View more &lt;a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/"&gt;presentations&lt;/a&gt; from &lt;a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/stani"&gt;stani&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="visibility: hidden; width: 0px; height: 0px;" src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bT*xJmx*PTEyMzY5NDUzODEwNDQmcHQ9MTIzNjk*NTQyMTc*MiZwPTEwMTkxJmQ9Jmc9MiZ*PSZvPTRjYzcyYzA5ZmQ4ODQ3MDJhZDBiM2I*YzkxODNkNGE1.gif" border="0" width="0" height="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-5543839818295031145?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/5543839818295031145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=5543839818295031145' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5543839818295031145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5543839818295031145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2009/03/slide-del-corso.html' title='Slide del corso'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-8648304627036506921</id><published>2009-03-05T03:32:00.000-08:00</published><updated>2009-03-07T02:02:51.806-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antropologia visuale'/><title type='text'>Fotografia e antropologia</title><content type='html'>&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/uomodiflores6.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 316px; height: 241px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/uomodiflores6.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Fin dalla sua comparsa, la fotografia venne ritenuta utile ai fini delle più disparate attività di documentazione scientifica. Naturalisti, geologi, archeologi, viaggiatori, e non sono pittori e ritrattisti, vi ricorsero nelle abituali attività artistiche e di studio secondo l'idea che fosse capace di riprodurre la realtà con maggiore precisione e con minore dispendio di tempo, di risorse e di energia. Anche le discipline antropologiche, impegnate nelle operazioni di studio di popoli ritenuti "primitivi", fecero largo uso, nella seconda metà dell' ottocento, della fotografia. Ed è proprio in questo periodo che avvenne un incontro tra antropologia e fotografia. Gli antropologi dunque, strinsero con questo nuovo strumento di registrazione una relazione del tutto particolare. Quando la fotografia fece la sua comparsa, il giudizio unanime fu quello che essa fosse una copia fedele della realtà. Essa era riuscita, per la prima volta, ad estromettere dalle operazioni di rappresentazione, l'intervento soggettivo dell'uomo. La riproduzione della realtà operata secondo le procedure fotografiche, costituiva una importante testimonianza del sopravvento della società occidentale sulla natura e sulla morte, poichè essa era in grado di rendere memoria. Veniamo adesso all'antropologia della seconda metà dell'ottocento, quell'antropologia che fece, come già anticipato, ampio uso della fotografia. La prospettiva teorica che caratterizzò le maggiori attività di ricerca degli antropologifu senza alcun dubbio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; l'evoluzionismo.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  Conosciuto soprattutto per quanto asserito nel campo delle scienze naturali da Charles Darwin, l'evoluzionismo in antropologia rimanda a quell'insieme di richerche indirizzate a ricostruire le tappe evolutive che avevano connotato la storia dell'umanità. Compito dell'antropologia, dunque, era quello di scrivere, così come zoologi, botanici e ecc. venivano facendo per il regno animale, vegetale e minerale, la storia dell'umanità alla luce del presupposto che in essa, malgrado l'unicità della psiche, vi fossero razze diverse. Coerentemente con questi imperativi metodologici l'antropologia ottocentesca, soprattutto quella orientata allo studio fisico ed antropometrico dell'uomo, predispose una seria assai vasta di strumenti di rilevazione. È dall'impiego di questi che sarebbero emersi dati, soprattutto metrici, per le fasi successive di analisi. Craniometri, pelvimetri, goniometri, craniografi, pantografi ecc. sono soltanto alcuni degli strumenti che costituivano l'abituale corredo tecnico di cui l'antropologo ottocentesco si serviva. Ed è proprio tra questi strumenti, nella valigia degli attrezzi da lavoro, che figurava la macchina fotografica considerata anch'esa capace di restituire dati assolutamente oggettivi della realtà in rapporto agli ambiti di studio più importanti perseguiti dall'antropologia, come la&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; craniometria&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'antropometria&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;fisiognomica&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'etnografia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ecc..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;craniometria&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; -  avente per oggetto di studio il cranio, ritenuto di estrema importanza in quanto dalla sua grandezza e dagli infiniti indici sarebbe stato possibile ricavare dati per distinguere le varia razze umane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'antropometria&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; -  intesa quale studio anatomico del corpo umano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;fisionomica&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  - avente quale oggetto il volto e le varie caratteristiche somatiche che questo esprimeva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'etnografia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  - ovvero la descrizione della vita, degli oggetti , dei rituali propri di un determinato popolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;e proprio grazie alla fotografia era possibile. documentare importanti aspetti in tutti i settori dell'antropologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La fotografia antropometrica&lt;/span&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Proprio perchè la fotografia era ritenuta una copia oggettiva della realtà, si ritenne che da essa si potessero ottenere dati importanti relativi al corpo umano come l'altezza, la lunghezza degli arti, il bacino, il torace, la forma della mano delle dita, oltre alle caratteristiche dei capelli, alla forma della testa, ecc. Quando si pensa alla fotografia antropometrica bisogna immaginare le procedure effettive mediante le quali gli antropologi erano in grado di giungervi. Ovvero ad una persona posta in piedi, contro un muro, ricoperta di quel poco che si mostrasse sufficiente per nasconderne le parti intime, con a fianco un asta metrica capace di restituire con precisione l'altezza, con le braccia lungo il corpo in modo che fossero ben visibili le manie  le dita. Attraverso questo tipo di fotografia gli specialisti si garantivano importante materiale documentario su cui esercitare le dovute analisi. Del resto, proprio perchè vennero pubblicate delle apposite istruzioni su come queste fotografie dovessero essere realizzate, gli antropologi si assicurarono che queste, da qualsiasi parte del mondo provenissero, a condizione che fossero realizzate seguendo proprio quelle direttive, potessero essere impiegate per le analisi comparative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La fotografia fisionomica:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;A differenza della fotografia antropometrica avente per oggetto il corpo intero, quella fisionomica era indirizzata  a riprodurre soltanto le sembianze del volto umano. Secondo vari studiosi dell'epoca, era proprio studiando analiticamente le forme del volto, e non soltanto quelle del corpo, che era possibile risalire alle diverse razze. Ed è proprio per il raggiungimento di questo obiettivo conoscitivo che si ritenne di primaria importanza l'impiego della fotografia che consentiva di riprodurre le caratteristiche peculiari del volto: le arcate sopracciliari, gli occhi, la bocca, le orecchie, il mento, gli zigomi, ecc.. Anche in questo caso era possibile separare il momento della rilevazione da quello dell'analisi in quanto anche in questo ambito le fotografie fatte pervenire agli antropologi costituivano una importante ed incontrovertibile base documentaria per teorizzazioni e classificazioni razziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La fotografia craniomertica:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Una parte davvero consistente degli studi e delle teorizzazioni circa la classificazione razziale trovarono un importante punto di convergenza nelle analisi del cranio. È  sottoponendo ad una vasta  rigorosa operazione di misurazione il cervello, che sarebbe stato possibile giungere ad una classificazione razziale. A dire il vero, la pratica più diffusa consisteva nel raccogliere i teschi e nel farli recapitare ai musei di antropologia, Quando questo non era possibile si ricorreva alla fotografia. Riproduzioni di crani, inoltre, relativi a "razze" di particolare interesse, consentivano ai vari studiosi disseminati in Europa di prenderne visione pur non disponendo direttamente dell'oggetto. Anche in questo caso, pertanto, la fotografia in quanto ritenuta copia oggettiva della realtà, fungeva da sostituto della realtà stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La fotografia etnografica:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;L'antropologia ottocentesca, non sottopose l'uomo soltanto ad una analisi di carattere fisico-anatomico, ma estese le proprie ricerche alla cultura materiale (abitazioni, oggetti d'uso domestico, attrezzi di lavoro, armi, ornamenti, ecc..) ai rituali religiosi, magici ecc.. Compatibilmente con le tecniche dell' epoca che consentivano di fotografare soprattutto soggetti immobili, la rilevazione fotografica venne utilizzata per fini documentari e probatori sul versante etnografico. Tutto ciò che non era possibile trasportare in patria o spedire ai musei, come avveniva regolarmente con gli oggetti poco ingombranti, diveniva di competenza della riproduzione fotografica. Edifici, villaggi, ecc.. che si sottraevano dalla consueta pratica del raccogli e spedisci, venivano fotografati. Anche riti, festività, momenti vari di coesione sociale e di attività di gruppo, di caccia, di lavoro ecc. finirono nell'obietivo di una antropologia sempre più interessata, con il passare degli anni, ad avviare studi sul fronte più specificamente socio-culturale andandosi sempre più svincolando dalla matrice antropometrica e naturalistica da cui si era originata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-8648304627036506921?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/8648304627036506921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=8648304627036506921' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/8648304627036506921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/8648304627036506921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2009/03/fotografia-e-antropologia.html' title='Fotografia e antropologia'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-9038254584293851281</id><published>2009-02-27T02:31:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T05:51:39.674-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antropologia visuale'/><title type='text'>Antropologia visuale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_AN6wNCJ3WYc/SFzzXwozkaI/AAAAAAAABng/Cd9p0_MMZUQ/s400/374638476_277f56efbe_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 299px; height: 224px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AN6wNCJ3WYc/SFzzXwozkaI/AAAAAAAABng/Cd9p0_MMZUQ/s400/374638476_277f56efbe_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;cos&lt;/span&gt;'è l'antropologia visuale?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'antropologia visuale, è innanzitutto una particolare prospettiva di studio, che si inserisce nel quadro delle discipline demo-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;etno&lt;/span&gt;-antropologiche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Le prime società scientifiche dedicate specificamente all'antropologia visuale, sono sorte negli Stati Uniti, intorno agli anni 70 e 80, per poi diffondersi solo successivamente, e non proprio subito in Europa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Un punto di partenza è da individuare nella " &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Commission&lt;/span&gt; on &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;visual&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;anthropology&lt;/span&gt;" ( &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;CVA&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; che nel 1989, pubblica la rivista &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Visual&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Anthropology&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, che rappresenta il primo tentativo organico di sistemazione teorico-metodologico dell'antropologia visuale. Da qui, poi seguirono la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;SVA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; - " &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Society&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;for&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;visual&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;anthropology&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;", &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;anch&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'essa nel 1990 pubblicò una rivista dal nome "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Society&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;for&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;visual&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;anthropology&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;review&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. In &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;francia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ad esempio nacque la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Societè&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Francaise&lt;/span&gt; d'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;anthropologie&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Visuelle&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ecc..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Solo in Italia non vi fu alcuna società scientifica ed alcuna rivista di antropologia visuale, ma non mancarono occasioni di confronto, di dibattito, di diffusione e divulgazione: come &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;il festival dei popoli a Firenze, il (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;MAV&lt;/span&gt;)- materiali  di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;antropologiavisuale&lt;/span&gt; a Roma &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ecc...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'antropologia visuale , insomma, è riuscita a varcare la soglia delle università e ad ottenere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'istituzionalizzazione accademica&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Ovviamente ciò non è venuto proprio subito, ma è attraverso le cattedre di antropologia culturale, etnologia, etnografia e di storia delle tradizioni popolari, che gli antropologi visuali sono riusciti a guadagnarsi un riconoscimento ufficiale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Prima di iniziare il nostro viaggio, nel tentativo di dare una definizione scientifica dell'antropologia visuale,  credo sia opportuna discutere e approfondire il concetto di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;visuale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Secondo alcune ricerche il "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Vedere&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;", pur essendo un procedimento di natura fisiologica e neurologica, non è estraneo ad influenze di carattere culturale. Compito dell'antropologia visuale da questo punto di vista, è capire quali fattori di natura culturale possono incidere sulla decodifica delle immagini il cui procedimento fisiologico non è immune da condizionamenti di carattere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;socio-culturale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Vedere" è una funzione cognitiva essenziale per l'uomo il quale dispone per questo degli occhi. Gli occhi sono stati ritenuti in varie civiltà, e presso i popoli più disparati, il centro di tutta una serie di connotazioni simboliche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;TRa&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; gli obiettivi conoscitivi perseguiti dall'antropologia visuale vi è quello di risalire al complesso sistema di credenze, di pratiche rituali, di attribuzioni simboliche associate nei diversi contesti storico-culturali, agli occhi, e più in generale alla facoltà di vedere e al concetto di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; sguardo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dell'antropologia visuale malgrado &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'istituzionalizzazione accademica&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; avuta, non dispone di una definizione univoca. Come direbbe lo storico della scienza &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Khun&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, che ha coniato il concetto di paradigma, l'antropologia visuale si trova in una situazione &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Pre&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;-paradigmatica, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;poichè&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; la comunità scientifica non ha ancora maturato un parere unanime riguardo agli &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;obiettivi conoscitivi&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; all'oggetto di studio&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, al &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;quadro teorico di riferimento&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, alla &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;metodologia di ricerca&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; riguardo questa disciplina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Da questo punto di vista l'antropologia visuale appare come una disciplina:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Onnicomprensiva &lt;/span&gt;- &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;perchè&lt;/span&gt; vi possono trovare asilo vari filoni teorici, dunque non può &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;privileggiare&lt;/span&gt; un aspetto rispetto ad altri.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Provvisoria&lt;/span&gt;- &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;perchè&lt;/span&gt; disposta a continui ripensamenti e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;riformulazioni&lt;/span&gt;, sia dei propri obiettivi conoscitivi, che del proprio apparato teorico-metodologico.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nel 1997&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Ugo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Fabietti&lt;/span&gt; e Francesco  &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Remotti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, con il loro dizionario di antropologia culturale, sociale e di etnologia, provarono a dare una definizione più specifica di Antropologia visuale, affermando che: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'antropologia visuale deve sviluppare una teoria generale del visivo, cioè di quel livello di cultura che si offre direttamente agli occhi dell'osservatore e che della cultura costituisce una chiave di accesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Secondo questa definizione, l'oggetto di studio dell'antropologia visuale è da individuarsi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;In tutto ciò che in una cultura si&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; esprime visivamente&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;In tutto ciò che è possibile&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; cogliere visivamente&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I&lt;/span&gt;n tutto ciò che è possibile&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; registrare&lt;/span&gt; e&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; fissare, &lt;/span&gt;ovvero trasporre in una adeguata documentazione scientifica mediante l'impiego di strumenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;audiovisuali&lt;/span&gt;, quali la fotografia etnografica, gli audiovisivi e il film etnografico.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Inoltre l'antropologia visuale, si prefigge come obiettivo conoscitivo: quello di giungere ad una vera e propria teoria del visivo, volta ad analizzare e a decodificare, le forme visibili che le culture variamente assumono. Proprio per questa caratteristica, è costretta ad un continuo confronto con altre discipline &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;anch&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'esse coinvolte nell'analisi del visuale. È inevitabile, dunque, un dialogo con più approcci multidisciplinari e con metodologie utilizzate nello studio delle arti figurative, delle iconografie, del teatro, della danza, del cinema e in generale dell'arte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Proprio la definizione di antropologia visuale fino ad ora considerata invita a riflettere sulle continue trasformazioni che ha subito il suo oggetto di studio: queste trasformazioni sono dovute da un lato ai cambiamenti teorici e metodologici, dal'altro a mutamenti che riguardano i cosiddetti oggetti dell'antropologia, ovvero le società, le culture sempre più investite da importanti processi di globalizzazione in cui, proprio alle immagini, è riservato un ruolo sempre più importante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Da questa situazione di mutamento, si configurano nuove problematiche di studio. Si può dunque ritenere che l'antropologia visuale debba occuparsi :&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;Questione della rappresentazione e della narrazione nel film etnografico.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rapporto tra le fonti etnografiche, l'autorità e la conoscenza antropologica.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Studio antropologico delle emozioni e il ruolo che in esso può svolgere il film etnografico.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dello studio della rete dei simboli e dei significati visibili anche nelle realtà sociali più vicine a noi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Uno dei temi esemplari, che ci dimostra ancora una volta, la mutevolezza e la sensibilità dell'antropologia visuale verso l'apparato comunicativo e l'immaginario collettivo di una società, in relazione alle immagini e agli strumenti per la loro diffusione, è senza dubbio la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;rivoluzione digitale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;: Uno degli eventi legato a questa rivoluzione, che ha avuto non poche ripercussioni sull'apparato teorico-metodologico dell'antropologia visuale è la produzione e la diffusione delle &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;immagini digitali&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Non va dunque sottovalutato l'aspetto tecnico, cioè gli strumenti con cui si documenta &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'espressione visiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; di una cultura. E, dato che la fotografia tradizionale, il documentario su pellicola ecc. sono oggi sostituiti da supporti digitali, sia il concetto di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; espressione visiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; che di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;registrazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è notevolmente cambiato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dunque per antropologia visuale, non bisogna soltanto intendere la riflessione indirizzata all'utilizzo delle immagini nella ricerca antropologica, quanto l'analisi degli impieghi delle immagini nei diversi contesti culturali e in relazione agli strumenti utilizzati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Da questo punto di vista, possiamo ancora una volta ampliare la definizione di antropologia visuale definendola: quella disciplina che opera da una parte, una riflessione teorico-metodologica, sulle concezioni, gli impieghi rituali. le attribuzioni simboliche, le procedure di produzione, conservazione e divulgazione delle immagini nella ricerca antropologica e ,  dall'altra&lt;/span&gt; , quale disciplina che si interroga sulle concezioni, gli impieghi, le procedure di produzione, conservazione e divulgazione delle immagini nei diversi contesti culturali, nonchè sui diversi significati associati al vedere, al rappresentare e come le società costruiscono il proprio rapporto con le immagini, di qualsiasi tipo esse siano.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Non sono mancate poi le riflessioni sul fronte strettamente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;metodologico&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, legate alla &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;validità&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e alle &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;potenzialità&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; euristiche degli strumenti di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;espressione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; registrazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; delle immagini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Su questo tema hanno avuto una particolare rilevanza gli studi dell'antropologo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Lello Mazzacane&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; che ha cercato di delineare secondo quali coordinate teoriche è possibile impiegare gli strumenti di registrazione visuale. IN particolare si è soffermato sul rapporto tra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;fotografia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ricerca demo-antropologica&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Partendo dal presupposto che alcuni aspetti della realtà si manifestano visivamente, e visivamente sono documentabili, Mazzacane ha individuato diverse tipologie di fotografie e diverse funzioni associate alla registrazione fotografica. In particolare l'antropologo distingue tra:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fotografia analitica&lt;/span&gt; - è quella che isola e riproduce un dato della realtà che è dato cogliere visivamente. Per esempio, una fotografia di un ex voto donato da un pellegrino alla divinità, laddove in essa compare soltanto l'ex voto, è una fotografia analitica, in quanto consente di vedere in modo particolareggiato il tipo di oggetto donato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fotografia sintetica&lt;/span&gt; - è quella che riproduce relazioni tra più aspetti che è ancora possibile cogliere visivamente. Per esempio, una fotografia di un gruppo di fedeli presenti in un pellegrinaggio, è una fotografia sintetica in quanto restituisce le relazioni sussistenti tra quelle persone.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fotografia analogica&lt;/span&gt; - è quella, che attraverso la riproduzione di una quota del visuale rimanda a qualcosa che non ha alcun referente visuale. Per esempio, una fotografia riproducente una persona che piange nell'ambito di un pellegrinaggio richiamerà un determinato rapporto tra quella persona e la divinità, per cui si tratterà di una fotografia analogica.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nello stesso saggio, Mazzacane si sofferma su un impiego ulteriore dei dati visuali, quello basato sui fotoschemi, definibili come: "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;sistema integrato di immagin&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;i" in cui le fotografie entrano in relazione le une con le altre. Secondo questa modalità di impiego delle fotografie, ogni imagine dice qualcosa di per sè, salvo che poi tutte insieme dicano qualcosa in più. Mentre nel primo caso la riflessione teorica di Mazzacane è protesa a capire cosa, ad esempio di una ritualità festiva sia restituibile visivamente. In questo caso l'obiettivo è di fissare alcune linee teoriche che servono per impiegare più fotografie in modo integrato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Anche lo studioso Francesco Faeta si è occupato di tematiche che afferiscono ad una definizione teorico-metodologica dell'uso della immagini nella ricerca demo-antropologica. Nel saggio "strategie dell'occhio", l'antropologo segnala alcuni aspetti che connotano l'immagine di cui la ricerca demo-antropologica deve tener conto come:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;L'attitudine critica&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il potenziale apocalittico&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il coefficiente interpretativo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Secondo quello detto fino ad ora, notiamo come in questa disciplina dalle mille sfaccettature, acquistano sempre più importanza gli strumenti di registrazione visuale. E dunque il carattere teorico-tecnico. dell'antropologia visuale. Cioè lo studio delle modalità attraverso le quali la documentazione visuale &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;prodotta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; debba essere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;archiviata&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;conservata&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; affinchè le informazioni siano sempre reperibili e potranno poi, essere successivamente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;divulgate&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Un'altro aspetto dell'antropologia visuale, è quello di impiegare immagini preesistenti al fine di risalire ed analizzare secondo quali modalità queste siano state concepite, prodotte ed impiegate nelle diverse culture e nei diversi contesti sociali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nella società post-moderna  e multimediale, per esempio, si è diffusa nella popolazione l'utilizzo di strumenti di registrazione visuale che copre i momenti più disparati della nostra vita quotidiana (compleanni, matrimoni, gite ecc..). Il fatto di ricorrere alla macchina fotografica o alla telecamera, nell'intento di riprodurre ad immortalare tutto ciò che è ritenuto degno di essere ricordato e non disperso. L'antropologia visuale , in questo caso, assume quale proprio camdo di indagine lo studio delle modalità attraverso le quali in determinati contesti storico-culturali si fa ricorso a mezzi di registrazione audio-visuale. L'obiettivo conoscitivo è quello di capire cosa sia ritenuto riproducibile visivamente, e quali impieghi di queste immagini venga fatto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-9038254584293851281?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/9038254584293851281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=9038254584293851281' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/9038254584293851281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/9038254584293851281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2009/02/antropologia-visuale.html' title='Antropologia visuale'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AN6wNCJ3WYc/SFzzXwozkaI/AAAAAAAABng/Cd9p0_MMZUQ/s72-c/374638476_277f56efbe_o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-4223145537473534610</id><published>2009-02-02T09:49:00.000-08:00</published><updated>2009-02-26T06:10:45.131-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing e nuove tecnologie'/><title type='text'>Marketing management</title><content type='html'>   	&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt; 	&lt;title&gt;&lt;/title&gt; 	&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 2.4  (Linux)"&gt; 	&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;L'Azienda, la sua struttura e le sue funzioni:&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Che cos'è l'azienda?&lt;/b&gt; - l'azienda è un soggetto complesso, un'organizzazione funzionale focalizzata  sull'obiettivo della massimizzazione del profitto. La possiamo immaginare come un organismo, in cui gli ogni singolo organo svolge delle attività ben precise, dove tutto è vincolato al funzionamento dell'azienda nel suo complesso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nel corso degli anni però sia la struttura che l'organizzazione industriale è mutata nel tempo, di conseguenza il concetto stesso di marketing si è delineato di pari passo con l'evoluzione aziendale fino ad assumere i moderni connotati che conosciamo oggi. &lt;b&gt;Quali sono state le fasi di questa trasformazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;In un primo momento&lt;/b&gt;, in particolare, nella cosiddetta era industriale, quindi nei primi decenni del ventesimo secolo, nello stesso periodo della &lt;i&gt;catena di montaggio&lt;/i&gt; e della nascita della cultura &lt;i&gt;fordista&lt;/i&gt;, l'azienda è concepita principalmente come un organismo finalizzato a produrre beni di largo consumo destinati al mercato di massa. Ed è proprio in questo contesto che l'azienda viene a strutturarsi secondo un &lt;b&gt;impianto verticistico&lt;/b&gt;, basato sulla &lt;b&gt;centralizzazione delle competenze&lt;/b&gt; e sulla &lt;b&gt;definizione gerarchica del potere. &lt;/b&gt;Un'azienda strutturata in questo modo viene detta: azienda con &lt;b&gt;struttura funzionale&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per essere più precisi  è organizzata, in unità di specializzazione del lavoro (le funzioni) al cui interno vige il principio della rigorosa corrispondenza tra area di responsabilità e livello di autorità. Il suo funzionamento è di tipo piramidale (top down), per cui tutti quanti i processi decisionali e di gestione strategica vengono presi dall'alto (dal top management) e fatti ricadere verso il basso sulle diverse funzioni aziendali. Ogni ruolo di comando corrisponde ad una funzione presente nel processo produttivo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;In un secondo momento&lt;/b&gt; , invece, con le trasformazioni indotte dalla rapidità dell'innovazione tecnologica, l'esplosione dei primi movimenti ideologici &lt;u&gt;anti-capitalistici &lt;/u&gt;e &lt;u&gt;anti-consumismo&lt;/u&gt;, comincia  svilupparsi una tendenza diversa: l'adattarsi più facilmente all'ambiente esterno in continuo mutamento, e dunque maggiore&lt;b&gt; flessibilità&lt;/b&gt;, ma soprattutto a concepire  le attività delle diverse funzioni aziendali, non più come distinte, ma piuttosto come interrelate le une con le altre.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Da questa prima trasformazione emergono già due differenti visioni di marketing: nelle prima fase troviamo un &lt;b&gt;marketing di linea, &lt;/b&gt;più&lt;b&gt; rigido &lt;/b&gt;, nella seconda fase invece abbiamo un approccio più &lt;b&gt;flessibile,&lt;/b&gt; il cosiddetto&lt;b&gt; marketing di staff.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Marketing di linea:&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli viene attribuita una responsabilità esclusivamente operativa, di linea appunto, cioè di esecuzione delle decisioni e delle politiche strategiche del vertice aziendale (top management). Nel pratico, gli vengono attribuite responsabilità di ideazione di prodotto, di definizione delle politiche e delle formule contrattuali distributive, di individuazione delle politiche di prezzo, e di pianificazione strategica delle promozioni e delle attività di comunicazione prevalentemente commerciale.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Marketing come staff&lt;/b&gt;:&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Questo approccio prevede un marketing che si organizzi come funzione di staff e svolga attività di supporto decisionale, di informazione, di consulenza e di pianificazione strategica al top management: questo significa che il marketing non solo svilupperà politiche e strategie di prodotto, ma affiancherà i vertici aziendali nella pianificazione strategica generale, nella definizione delle politiche di &lt;b&gt;business development. &lt;/b&gt;In questo caso, il marketing svolgerà principalmente attività di definizione delle linee e delle politiche strategiche, mentre al commerciale verrà attribuita la responsabilità della concreta gestione delle vendite sia nei confronti della &lt;i&gt;distribuzione&lt;/i&gt;, sia nei confronti dei &lt;i&gt;consumatori finali.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Volendo entrare più nel dettaglio, possiamo concludere sintetizzando queste trasformazioni, attraverso tre passaggi o fasi:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; 	&lt;u&gt;&lt;b&gt;Una prima fase&lt;/b&gt;&lt;/u&gt; che vede un approccio di tipo 	&lt;i&gt;&lt;b&gt;manageriale&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, dove il marketing viene concepito come 	semplice funzione aziendale, deputata all'attività di persuasione, 	e le decisioni hanno rilevanza solo a livello commerciale o 	promozionale.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);" start="2"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; 	&lt;u&gt;&lt;b&gt;Una seconda fase&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;, cosiddetta di &lt;i&gt;&lt;b&gt;transizione&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, 	dove acquista sempre più maggiore rilevanza all'interno della 	generale attività di pianificazione strategica aziendale, gestisce 	il patrimonio informativo, grazie agli strumenti di analisi e di 	ricerca di mercato a sua disposizione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);" start="3"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; 	&lt;u&gt;&lt;b&gt;Infine&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;si arriva alla formulazione e 	all'affermazione di una prospettiva &lt;i&gt;&lt;b&gt;relazionale&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;,&lt;/i&gt;in 	virtù della quale l'attività di marketing – viene intesa come 	creazione, sviluppo e consolidamento di relazioni di scambio, non 	più riconducibile ad un'unica e distinta funzione aziendale, ma 	come &lt;b&gt;attività diffusa&lt;/b&gt; a tutti i livelli dell'organizzazione 	stessa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;    &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Man mano che la funzione di marketing tende a trasformarsi e a svilupparsi come attività diffusa, comincia ad assumere definitivamente i tratti di una vera e propria &lt;b&gt;disciplina.  Il marketing concept: &lt;/b&gt;Di conseguenza cambia anche la sua funzione principale che non è più quella della produzione o della vendita di un offerta da commercializzare e spingere così com'è verso il mercato, ma la sua attività prioritaria diventa quella di conoscere la propria domanda di riferimento,  il cliente, il proprio pubblico,e solo in un momento successivo sempre in funzione delle esigenze dei consumatori, approntare e gestire i processi produttivi, di marketing e di vendita. Tutto finalizzato a garantire nel tempo un elevato livello di &lt;b&gt;soddisfazione del cliente&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Tutto ciò può essere perseguito attraverso un'attività integrata di &lt;b&gt;marketing management &lt;/b&gt;(gestione di marketing). La gestione marketing comprende quattro attività principali:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; 	&lt;b&gt;L'analisi:&lt;/b&gt; - L'analisi cioè dell'ambiente strategico 	complessivo entro cui l'azienda si trova ad operare e dell'analisi 	del mercato. Per mercato però è da intendersi non solo l'insieme 	di clienti attuali e potenziali- a cui l'azienda rivolge la propria 	offerta; ma anche la pluralità di concorrenti che 	contemporaneamente si rivolgono allo stesso mercato.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; 	&lt;b&gt;Pianificazione strategica&lt;/b&gt;: - una volto raccolto un insieme 	completo di informazioni, e sviluppata una conoscenza analitica 	della situazione complessiva dell'ambiente strategico, della domanda 	e della concorrenza, l'azienda può suddividere l'intero mercato in 	segmenti definiti (attività di segmentazione), tra cui scegliere 	quelli obiettivo a cui a cui indirizzare precisamente la propria 	attività (&lt;b&gt;targeting&lt;/b&gt;); quindi può approntare un sistema di 	offerta, che possa soddisfare in maniera migliore rispetto a quello 	della concorrenza, le esigenze del target di riferimento (attività 	di posizionamento); ed infine, definisce i propri obiettivi e le 	proprie attività strategiche da perseguire nel medio-lungo termine.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; 	&lt;b&gt;Implementazione operativa&lt;/b&gt;: - in questa fase l'azienda attua 	concretamente il perseguimento degli obiettivi definiti nel piano 	strategico. E lo fa selezionando e gestendo le cosiddette leve del 	&lt;b&gt;marketing mix: &lt;/b&gt;il marketing mix è lo strumento operativo di 	cui si avvale l'impresa per la realizzazione della strategia di 	marketing, ed è composto da quattro variabili: &lt;b&gt;prodotto&lt;/b&gt;, 	&lt;b&gt;prezzo&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;distribuzione&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;promozione&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; 	&lt;b&gt;Monitoraggio e controllo&lt;/b&gt;: - l'azienda deve nuovamente 	analizzare la situazione di mercato, monitorandone le eventuali 	evoluzioni intervenute a seguito dell'attuazione delle proprie 	attività, e verificando che i risultati effettivamente ottenuti sul 	mercato siano corrispondenti con quelli attesi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;Analisi dell'ambiente strategico:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Abbiamo detto che l'analisi dell'ambiente strategico complessivo è la prima fase della gestione marketing. Tale analisi è importante perchè è l'azienda stessa ad essere inserita in una rete di sistemi sociali. Tali sistemi, pertanto influenzano l'attività dell'azienda stessa. Quindi diventa fondamentale capirne in profondità la struttura in maniera tale da neutralizzare eventuali minacce ed ostacoli, e a valorizzare potenzialità e opportunità di sviluppo in essi presenti. Tali sistemi che  tutti insieme vanno a costituire l'ambiente strategico complessivo sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'ambiente sociale e culturale&lt;/b&gt;: - ossia, 	l'insieme collettivamente condiviso di valori, norme,visioni 	esistenziali, tradizioni, usi e costumi che si sono sedimentati, nel 	corso del tempo, in un determinato sistema sociale. L'azienda perciò 	deve indagare il sistema di valori alla base del sistema sociale a 	cui si rivolge, per poter adattarvi in maniera coerente la propria 	attività e la propria offerta, evitando così il più possibile 	occasioni di contrasto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'ambiente economico&lt;/b&gt;: - le condizioni economiche 	del contesto geografico in cui agisce, diventano fattori che 	determinano e influenzano pesantemente il potere competitivo 	dell'azienda. In altri termini, il tasso di inflazione, il livello 	di disoccupazione, il potere d'acquisto della popolazione ecc..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'ambiente politico&lt;/b&gt;. -  per sistema politico si 	intende, l'insieme complessivo delle attività di indirizzo di 	governo, le tendenze dell'opinione pubblica e la risultante generale 	condizione di stabilità/instabilità interna di un determinato 	paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'ambiente giuridico&lt;/b&gt;: - significa agire 	all'interno dei confini normativi che regolano, in certi casi 	vincolano, la vita collettiva di questo stesso contesto. Pertanto 	l'azienda deve operare in linea e nel più assoluto rispetto della 	normativa locale, nazionale, comunitaria e internazionale – 	vigente nelle aree in cui opera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'ambiente infrastrutturale&lt;/b&gt;: -  conoscere la 	disponibilità di determinate soluzioni tecnologiche, tecniche e 	logistiche; apprezzarne con precisione l'effettiva diffusione tra i 	consumatori; valutarne la convenienza economica nell'applicarle 	all'interno dell'azienda e /o nell'interazione con il proprio 	mercato; analizzare le possibilità di sviluppo; considerare le 	risorse strutturali ed infrastrutturali disponibili entro il raggio 	d'azione, attuale e prospettivo, dell'azienda. Sono tutte 	riflessioni che l'impresa deve formulare sulla base di un processo 	di analisi sulle condizioni e sui supporti tecnologici presenti in 	un determinato contesto e , quindi disponibili per l'azienda stessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'ambiente relazionale&lt;/b&gt;. - l'azienda, in quanto 	organismo complesso che si trova ad operare all'interno di 	macrosistemi complessi, arriva, naturalmente a sviluppare ed 	intessere una pluralità di relazioni -  più o meno stabili, più o 	meno fiduciarie – con una rete di soggetti significativi e 	portatori di valore. Valutare o gestire lo stato di queste relazioni 	con fornitori, rivenditori, azionisti, dipendenti interni, 	istituzioni ecc.. diventa indispensabile per la vita e l'attività 	sociale dell'azienda stessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'ambiente mediale&lt;/b&gt;: - conoscere dinamiche e 	protagonisti dei mezzi di informazione (stampa, tv, radio rete, ICT 	ecc.) diventa per un azienda di vitale importanza sia in un funzione 	delle sue strategie di posizionamento e di creazione di un'immagine 	e di un'identità positiva e di qualità. Sia in previsione di 	situazioni problematiche che richiedano interventi di &lt;i&gt;crisis 	management.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;    &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'analisi dell'ambiente interno ed esterno:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nell'analisi complessiva dell'ambiente strategico è necessario tener conto sia dell'ambiente cosiddetto&lt;b&gt; interno&lt;/b&gt; che dell'ambiente cosiddetto &lt;b&gt;esterno:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;dell'ambiente interno fanno parte gli elementi che costituiscono i punti di &lt;b&gt;forza&lt;/b&gt; e i punti di &lt;b&gt;debolezza&lt;/b&gt; dell'azienda stessa: cioè risorse economiche, patrimoniali e finanziarie, risorse umane, da valutare sia in termini quantitativi che qualitativi, risorse tecnologiche e capacità produttiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dell'ambiente esterno invece fanno parte le &lt;b&gt;opportunità&lt;/b&gt; e le &lt;b&gt;minacce&lt;/b&gt; a cui può andare incontro l'impresa: sarebbe a dire, il target, i rapporti con i fornitori, i finanziatori, acquirenti, la situazione legislativa, concorrenti ecc..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;L'analisi della concorrenza:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'analisi della concorrenza è un passaggio fondamentale per un'azienda, se vuole mantenere stabile la propria posizione sul mercato e ottenere dei vantaggi competitivi. L'analisi della concorrenza inoltre ha una notevole importanza strategica, dal momento che monitorare e tenere costantemente sotto controllo l'operato dei propri &lt;i&gt;competitors&lt;/i&gt;, analizzandone le scelte e le attività, rappresenta un importante opportunità per conoscere le strategie e per, all'occorrenza, riuscire ad anticiparne le mosse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A tal proposito. È utile presentare il modello della&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;concorrenza allargata&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;, formulato da &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Porter,&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;per individuare ben&lt;b&gt; cinque soggetti&lt;/b&gt; che un'azienda deve considerare quali principali attori del sistema competitivo in cui opera:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;I concorrenti interni&lt;/b&gt; – che operano nello 	stesso mercato in cui opera un'azienda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;I sostituti&lt;/b&gt; -  i produttori di prodotti 	succedanei, che rappresentano una possibile minaccia per l'azienda, 	dal momento che possono garantire alla domanda soluzioni di offerta 	maggiormente soddisfacenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;I potenziali nuovi entrati&lt;/b&gt; – aziende cioè, 	che pur non essendo allo stato attuale diretti concorrenti, 	desiderano entrare nel settore e competere al suo interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;I fornitori &lt;/b&gt;-  che producendo beni o servizi 	destinati all'intero settore di riferimento, possono contribuire ad 	incrementare il valore dell'offerta dei concorrenti e della loro 	relativa competitività.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;I clienti&lt;/b&gt; – che in funzione del proprio 	livello di fedeltà all'azienda, possono decidere di acquistare 	indifferentemente da tutte le imprese che operano nel settore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;    &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sempre nell'analisi della concorrenza, rientra un'attività molto particolare ma soprattutto di fondamentale importanza per un'azienda, e soprattutto per un buon piano marketing. Stiamo parlando dell'attività di &lt;b&gt;benchmarking&lt;/b&gt;: che è un processi di controllo sistematico e di monitoraggio continuo operato dall'azienda nei confronti di altri soggetti organizzativi, allo scopo di individuare procedure, prassi, percorsi e performance da implementare per migliorare la gestione delle proprie attività. Il  &lt;b&gt;benchmarking &lt;/b&gt;può essere a sua volta di tre tipi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Funzionale&lt;/b&gt; -  consiste nel confronto che viene 	operato da parte dell'impresa rispetto ad attività, processi, 	performance di aziende eccellenti in una specifica attività 	funzionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);" start="2"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Generico&lt;/b&gt; – consiste nel confronto dei propri 	processi con quelle di aziende eccellenti, indipendentemente dal 	loro settore di mercato di appartenenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);" start="3"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Strategico&lt;/b&gt; – consiste nell'identificazione dei 	fattori alla base del vantaggio competitivo dei migliori 	concorrenti, diretti e non, ad organizzazione e struttura simili o 	identiche alla propria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Analisi della domanda:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ogni impresa fa i conti quotidianamente con il mercato che ha scelto di servire. È necessario dunque relazionarsi al proprio mercato con la maggior cognizione e consapevolezza possibili: conoscerlo, studiarlo, allo scopo di anticiparne le tendenze. Quella che prende il nome di analisi della domanda si pone dunque sulla vetta dell'interesse maturato dalle aziende per il perseguimento di un vantaggio competitivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Parlare di &lt;b&gt;mercato&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;domanda di mercato&lt;/b&gt; richiede però, un chiarimento in merito ai due termini, spesso trattati in maniera interscambiabile ma non certo coincidenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per&lt;u&gt; mercato&lt;/u&gt; si intende lo spazio virtuale che delimita l'insieme dei produttori e degli acquirenti, reali o potenziali  di un determinato prodotto o servizio, in relazione ad una particolare realtà geografica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;La domanda di mercato invece consiste nella &lt;b&gt;richiesta reale&lt;/b&gt; di uno specifico prodotto o servizio in relazione alla variabile spazio-temporale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Che cos'è la richiesta reale?&lt;/b&gt; - la richiesta reale fa riferimento non solo alla &lt;b&gt;voglia/desiderio &lt;/b&gt;di un prodotto da parte della clientela, ma anche e soprattutto alla sue effettiva disponibilità economica per l'acquisto di quello stesso prodotto, quindi al concreto potere d'acquisto di un bene o un servizio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si può quindi affermare che il mercato risulta essere il luogo dell'espressione della domanda. La domanda può essere &lt;b&gt;attuale&lt;/b&gt; o &lt;b&gt;potenziale: &lt;/b&gt; nel primo caso si fa riferimento al tipo di richiesta di beni già attiva per l'azienda. Nel secondo caso ci si riferisce alla richiesta che non si è ancora manifestata ma che in potenza potrebbe farlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Ma perchè esiste una domanda di beni e servizi?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Alla base delle richieste di mercato c'è il concetto di &lt;b&gt;bisogno, &lt;/b&gt;ossia la sensazione di mancanza provata rispetto a una soddisfazione generale legata alla condizione umana. Il senso di bisogno a sua volta fa scattare istintivamente delle pulsioni che fanno nascere il &lt;b&gt;desiderio&lt;/b&gt;, e infine se questo desiderio è sostenuto dal &lt;b&gt;potere d'acquisto&lt;/b&gt; del cliente o del potenziale cliente nasce la &lt;b&gt;domanda di mercato.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma insieme al potere d'acquisto, i responsabili della gestione marketing, devono studiare e tener conto di un'altra variabile connessa al potere d'acquisto e cioè la &lt;b&gt;motivazione all'acquisto. &lt;/b&gt;Quindi , il responsabile marketing deve conoscere a fondo la &lt;b&gt;situazione motivante&lt;/b&gt; della sua domanda di riferimento, per capire con quali strategie, mezzi e a quale o quali livelli del processo di acquisto sia più opportuno intervenire per raggiungere l'obiettivo della &lt;b&gt;soddisfazione del cliente.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Ma quali sono le fasi del comportamento d'acquisto del consumatore finale?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Riconoscimento del bisogno&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ricerca delle informazioni&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ricerca e valutazione delle alternative disponibili&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Decisione finale di acquisto&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Impressioni post-acquisto -(che determineranno le sue 	scelte future e la sua opinione su quel prodotto).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;     &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questo era , per così dire il processo standard che segue il consumatore nell'atto dell'acquisto. Ma non è un percorso così semplice, poiché lo stesso comportamento di acquisto è soggetto a una serie di influenze di non poco conto che l'azienda deve conoscere per rispondere in maniera più adeguata alle esigenze del cliente:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;I fattori di tipo psicologico&lt;/b&gt; -  questi fattori 	possono essere di carattere &lt;b&gt;cognitivo&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;razionale&lt;/b&gt; 	(mangiare per fame o possedere un automobile per spostarsi), di 	carattere &lt;b&gt;emotivo &lt;/b&gt;(sentire soddisfatta e appagata la propria 	identità per il possesso di un determinato bene). O addirittura di 	carattere &lt;b&gt;impulsivo, &lt;/b&gt;cioè motivazioni di acquisto 	assolutamente inconsce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Esperienze passate&lt;/b&gt; – il valore percepito dalle 	esperienze precedenti condiziona e orienta il consumatore verso il 	riacquisto di un prodotto nel caso in cui in passato ne abbia 	stimolato la soddisfazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Influenza sociale-culturale&lt;/b&gt;   -  per esempio i 	suggerimenti delle persone a noi vicine (famiglia , amici ecc.), 	oppure la volontà di appartenere a un determinato contesto che si 	appaga attraverso l'acquisto di un determinato prodotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Il tipo di acquisto&lt;/b&gt; – il costo percepito di un 	determinato prodotto (costo economico ma anche psicologico e 	operativo) condiziona il comportamento del consumatore: es. 	acquistare il pollo allo spiedo per la cena comporta un impegno 	cognitivo e un attenzione selettiva decisamente minore rispetto 	all'intento di cambiare automobile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;I fattori situazionali&lt;/b&gt; – come potrebbero 	essere le caratteristiche dell'ambiente fisico (un supermercato 	illuminato con scaffali invitanti), o la disponibilità del 	personale di vendita (che si dimostra gentile e cordiale).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;       &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;le fasi del comportamento d'acquisto delle organizzazioni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;le fasi del comportamento d'acquisto delle organizzazioni, sono sicuramente diverse rispetto a quelle del consumatore, perchè si struttura come un vero e proprio processo collettivo di gestione degli affari. Molto schematicamente possiamo ordinare il processo in cinque fasi che sono:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Bisogno/problema&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Assegnazione autorità di acquisto&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Procedura di ricerca&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Procedura di scelta&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Acquisto definitivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma ogni acquisto è curato da un team di persone preposte, che all'interno dell'organizzazione sono state opportunamente investite di questa precisa responsabilità:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Dirigenti&lt;/b&gt; – i vertici aziendali&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;responsabili di acquisto&lt;/b&gt; – gestiscono e 	chiudono la trattativa commerciale con i fornitori e supervisionano 	il processo di recapito merci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Tecnici&lt;/b&gt; -  che vengono coinvolti nell'acquisto 	di prodotti ad alto contenuto specialistico- come ad esempio il 	macchinario che sta per essere acquistato risponde alle vigenti 	norme sul diritto alla salute sul posto di lavoro?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Responsabili diretti del settore interessato&lt;/b&gt; – 	cioè i responsabili di coloro che saranno gli utilizzatori finali 	del prodotto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Utilizzatori del prodotto&lt;/b&gt; -   si tratta di 	coloro che dovranno effettivamente usare il macchinario, che 	manifestano il bisogno attivando la richiesta di acquisto, e che 	influenzano le decisioni di riacquisto a seconda del livello di 	soddisfazione che percepiscono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;La cosa importante da tenere a mente è che le figure professionali coinvolte appena elencate saranno il target obiettivo del responsabile marketing dell'impresa fornitrice.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Arrivati a questo punto non ci resta che domandarci:&lt;b&gt; quali sono le influenze che incidono sul comportamento di acquisto delle organizzazioni?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Le influenze possono essere divise in tre gruppi:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Influenze intersoggettive&lt;/b&gt; – che riguarda il 	mettere in luce i rapporti di potere che esistono tra fornitore e 	produttore, ma anche i rapporti interni all'azienda stessa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);" start="2"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;IL tipo di acquisto&lt;/b&gt;  - che a sua volta può 	essere di tipo &lt;b&gt;diretto&lt;/b&gt;: che è un acquisto di routine, 	abituale , periodico (es. approviggionamento di materiale di 	cancelleria per uffici), &lt;b&gt;riacquisto modificato&lt;/b&gt;: il caso in 	cui gli acquisti abitudinari subiscono qualche modificazione che 	implichi una rinegoziazione dei parametri contrattuali precedenti. 	Ad esempio che il fornitore di carta per uffici lanci una nuova 	linea di carta riciclata ed ecologica. In caso di interesse di un 	impresa/cliente per questo nuovo prodotto, verranno rivisti i 	contratti di fornitura, le quantità, i prezzi, le modalità di 	pagamento. Poi c'è il &lt;b&gt;nuovo acquisto:&lt;/b&gt; che è un acquisto 	episodico importante da valutare approfonditamente. Si pensi ad 	esempio, all'acquisto di un capannone industriale o di un nuovo 	macchinario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);" start="3"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Le influenze ambientali&lt;/b&gt; – derivano 	direttamente dall'ambiente sia interno che esterno all'azienda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il tipo di organizzazione, la sua struttura, la definizione delle relazioni tra i vari reparti, per quanto riguarda l'ambito interno. Per l'ambito esterno, invece, sono da considerare alcune importanti variabili, come ad esempio, il tipo di mercato sul quale l'azienda si affaccia, il livello della domanda e l'ambiente strategico e macroeconomico in cui è calata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Particolare attenzione bisogna porre alle valutazioni nel post-acquisto dell'acquirente, cioè alle percezioni effettive che il consumatore o l'organizzazione sviluppano dopo aver acquistato il prodotto e averlo consumato/utilizzato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'azienda deve investire le proprie risorse sull'ascolto delle valutazioni del cliente e del suo effettivo &lt;b&gt;livello di soddisfazione&lt;/b&gt;, dato dalla differenza tra le &lt;b&gt;aspettative &lt;/b&gt;che si era creato prima dell'acquisto, e le &lt;b&gt;percezioni soggettive&lt;/b&gt; che ha dopo aver comprato e consumato il prodotto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Al fine di raggiungere la soddisfazione del cliente finale, è opportuno fare due considerazioni importanti: &lt;b&gt;la prima&lt;/b&gt; è quella di non promettere troppo intorno al proprio prodotto e di creare aspettative che non possono essere mantenute, si preferisce &lt;b&gt;sorprendere&lt;/b&gt; il cliente piuttosto che deluderlo. &lt;b&gt;La seconda&lt;/b&gt; considerazione è che è opportuno massimizzare, attraverso la qualità della propria offerta, la &lt;b&gt;percezione soggettiva di valore&lt;/b&gt; che il cliente attribuisce al prodotto: il valore percepito è dato dal rapporto tra &lt;b&gt;benefici ricercati e attes&lt;/b&gt;i e  i diversi tipi di &lt;b&gt;sacrifici&lt;/b&gt;, economici, psicologici, emotivi, fisici, che il cliente ha dovuto sostenere per acquisire il prodotto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Detto in altri termini, attenzione a cosa vendo e a come lo vendo, ma a col tempo a cosa succede dopo che l'ho venduto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;La terza e ultima considerazione da fare è che la soddisfazione finale del cliente è importante perchè andrà a costituire le basi per una relazione tra cliente e azienda basta sulla &lt;b&gt;fiducia&lt;/b&gt; o fedeltà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;u&gt;Si possono distinguere &lt;b&gt;quattro fasi&lt;/b&gt; in cui il cliente raggiunge un elevato livello di &lt;b&gt;fiducia&lt;/b&gt; che si trasforma poi in fedeltà:&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Il cliente soddisfatto dell'acquisto effettuato&lt;/b&gt; 	è portato a reiterare l'acquisto e , nel caso in cui questo 	continui a soddisfare le sue aspettative, ad accumulare fiducia  nei 	confronti del prodotto e dell'azienda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Se effettua riacquisti soddisfacenti&lt;/b&gt;, il cliente 	sviluppa un primo tipo di fedeltà nei confronti dell'azienda o 	della sua offerta: una fedeltà comportamentale, basata cioè sui 	comportamenti di acquisto ripetitivi e di routine. Detto in altri 	termini, il cliente procede al riacquisto non tanto per il prodotto 	in sé, ma perchè sarebbe più oneroso per lui valutare e scegliere 	un prodotto diverso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Con l'avanzare del ciclo di vita di relazione con 	l'azienda&lt;/b&gt;, si arriva alla fase della fedeltà mentale e 	cognitiva, che è maggiormente profonda e radicata, perchè basata 	su convinzioni ed esperienze e che dunque rende più difficile 	disperdere il capitale di fiducia accumulato nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Infine, nel momento in cui,il cliente arriva a 	maturare anche la convinzione che l'azienda abbia manifestato nel 	corso del tempo affidabilità, serietà ed equità,&lt;/b&gt; si parla 	finalmente di generazione della fiducia. A questo punto l'azienda 	avrà la ragionevole certezza che il cliente non solo continuerà ad 	effettuare riacquisti, ma aumenterà la frequenza del riacquisto di 	uno stesso prodotto, sarà disponibile ad acquistare dall'azienda 	anche prodotti diversi da quelli abitualmente consumati, manifesterà 	proattività nell'esprimere il proprio parere e nel dare indicazioni 	e suggerimenti utili per il miglioramento del prodotto, e diventerà 	attivatore presso altri potenziali clienti di un passaparola 	positivo nei confronti dell'azienda e dei suoi prodotti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;      &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;Ricerche di mercato:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;market research e marketing research:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'attività di ricerca rappresenta un momento assolutamente indispensabile per l'azienda nel suo complesso: i dati raccolti durante la ricerca infatti, devono essere rielaborati, convertiti in informazioni che diventeranno conoscenze. Nella terminologia anglosassone per &lt;b&gt;market research&lt;/b&gt; si intende lo studio strutturale e dinamico della domanda di beni e servizi, delle tipologie di consumatori attuali e potenziali, delle forme concorrenziali che assume il mercato in base alla struttura e composizione dell'offerta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per&lt;b&gt; marketing research&lt;/b&gt;, invece, si intende quella ricerca che, utilizzando ed elaborando informazioni sia interne che esterne, studia la struttura e la dinamica prevedibile dei vari fattori del marketing, dalla tipologia dei prodotti offerti, alla variabilità e politica dei prezzi, ai  canali di distribuzione, alla pubblicità, alle azioni promozionali per incentivare le vendite, e così via.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Il disegno di ricerca è composto da sette fasi&lt;/b&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tipologia di ricerca&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Finalità di ricerca&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fonte dati&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Metodologia di ricerca&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tecniche raccolta dati&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Processamento  dati&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Documento conclusivo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;La tipologia della ricerca &lt;/b&gt;può essere &lt;b&gt;on-line&lt;/b&gt; 	&lt;b&gt;off-line&lt;/b&gt; , a&lt;b&gt; breve termine&lt;/b&gt; o a &lt;b&gt;lungo termine. 	&lt;/b&gt;Quelle a&lt;b&gt; lungo termine&lt;/b&gt; sono basate su esami 	dell'evoluzione storica passata, sull'estrapolazione di rapporti 	analogici esistenti tra dinamica del consumo in esame e fenomeni 	direttamente o indirettamente correlati, sullo studio di prodotti 	concorrenti o alternativi, sulle previsioni di sviluppo tecnologico, 	sugli obiettivi di sviluppo fissati dai piani economici nazionali, 	per territori e per settori. La ricerca basata su piani a breve 	termine, invece,  si basa su sondaggi campionari, idonei ad 	evidenziare non solo la struttura del mercato nei suoi vari strati, 	ma a fornire indicazioni preventive sulle reazioni del mercato 	stesso, rispetto ad aspetti particolari della politica che l'azienda 	vorrebbe adottare, della presentazione dei prodotti, delle 	condizioni di vendita, della struttura distributiva ecc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li value="1"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se la finalità è di tipo &lt;b&gt;esplorativo&lt;/b&gt;, con la 	ricerca si intende indagare un fenomeno la cui conoscenza iniziale è 	limitata e che si intende pertanto identificare con maggiore 	previsione. Se  la finalità è &lt;b&gt;descrittiva&lt;/b&gt;, vuol dire che 	esiste già una conoscenza di base del fenomeno, ma si intende 	indagarne con maggiore approfondimento le dinamiche e le 	caratteristiche. Se la finalità è &lt;b&gt;casuale&lt;/b&gt;, quello che si 	intende fare con la ricerca è misurare il rapporto di relazione 	casuale tra il fenomeno e le conseguenze che determina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;         &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dopo questo passaggio è importante poi scegliere il tipo di &lt;b&gt;fonti&lt;/b&gt; a cui ci si intende rivolgere prima di attuare e di implementare la ricerca stessa. A tal proposito, le ricerche di mercato possono essere condotte in due modi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Da altre fonti statistiche già disponibili sia &lt;b&gt;on-line&lt;/b&gt; 	che &lt;b&gt;off-line&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Oppure sviluppando una raccolta ex-novo di dati 	primari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Anche le metodologie usate fondamentalmente sono due: &lt;b&gt;ricerca quantitativa&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;ricerca qualitativa. Quella quantitativa: &lt;/b&gt;i risultati possiedono quasi sempre rilevanza statistica e possono essere espressi in termini numerici&lt;b&gt;. &lt;/b&gt;Ha lo scopo di quantificare atteggiamenti e comportamenti dei target indagati relativamente ai fenomeni oggetto di studio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Ricerche qualitative&lt;/b&gt;: i cui risultati sono espressi attraverso verbalizzazioni e offrono indicazioni sui motivi alla base di comportamenti, atteggiamenti e opinioni. Scopo di queste ricerche è lo studio delle dinamiche psicologiche e socio-culturali del consumatore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Tecniche e strumenti tradizionali di raccolta dati di tipo qualitativo:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Osservazione/etnografia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Focus group&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Interviste in profondità&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Tecniche e strumenti tradizionali di raccolta dati di tipo quantitativo:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;interviste telefoniche&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Panel&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Interviste postali&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Tecniche di raccolta dati con l'ausilio della rete di tipo qualitativo:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Netnografia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;On-line focus group&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Video conference interview&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Usability testing&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;ON-line tracking&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Interviste web&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Interviste e-mail&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Log file analysis&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Tecniche di raccolta dati con l'ausilio della rete di tipo quantitativo:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mailing list e newsgroup&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Servizi a sottoscrizione&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Rapporti su tracking continuativi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Una volta scelto quale metodo di ricerca utilizzare e raccolti tutti i dati , è necessario trasformare tutti questi dati in informazioni, cioè conoscenze utili e funzionali e raggrupparle in maniera sistematica all'interno di &lt;i&gt;data base.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si conclude infine  tutta l'attività di pianificazione e di realizzazione della ricerca attraverso la preparazione di un &lt;b&gt;documento sintetico conclusivo, che renda conto dei risultati ottenuti&lt;/b&gt;, delle aspettative attese, deluse, degli eventuali limiti della ricerca condotta, in maniera tale da predisporre un resoconto su ciascuna delle sei fasi precedenti del processo di pianificazione della ricerca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;Segmentazione e Posizionamento.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Segmentare il mercato vuol dire suddividere la domanda di riferimento di un'azienda in gruppi di clienti,omogenei al proprio interno e distinguibili e differenziabili al proprio esterno. Detto in altri termini, individuare segmenti di mercato significa raggruppare clienti con caratteristiche e preferenze simili e poter identificare le differenze tra gruppi di clienti con esigenze e necessità diverse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Il processo di segmentazione del mercato segue sostanzialmente tre fasi&lt;/b&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Segmentazione del mercato propriamente detta&lt;/b&gt; – 	è la definizione all'interno della domanda di riferimento, di 	gruppi distinti di clienti, cioè i segmenti, identificabili in 	funzione di determinate variabili e specifici criteri di 	segmentazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Targeting e strategie di segmentazione&lt;/b&gt; -  è la 	selezione da parte dell'azienda di uno o più segmenti di mercato a 	cui rivolgere la propria offerta. In pratica il target è il 	segmento obiettivo che l'azienda sceglie di servire concretamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Posizionamento&lt;/b&gt; – è il modo in cui l'offerta 	aziendale si posiziona nella mente del consumatore, in funzione di 	una serie di variabili scelte dall'azienda come distintive e 	peculiari della propria marca e dei suoi prodotti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;La segmentazione viene fatta prendendo in considerazione due criteri fondamentali:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Criteri 	per l'identificazione del profilo dei consumatori&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Criteri 	per l'identificazione dei consumatori desiderata.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;In funzione del primo criterio si avranno due principali tipi di segmentazione:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Segmentazione 	geografica&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Segmentazione socio-demografica&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;La segmentazione geografica&lt;/b&gt; è finalizzata ad individuare gruppi di consumatori identificabili in base alla ,loro appartenenza geografica. ES:  suddividere il mercato mondiale in base ad unità-continente o unità-nazioni rappresenta un'attività assolutamente indispensabile per un'azienda che decida di offrirsi sui mercati mondiali ed attuare strategie di marketing internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per quanto riguarda invece la &lt;b&gt;segmentazione socio-demografica&lt;/b&gt;, è chiaro che faccia riferimento sia a variabili di natura sociale, come ad esempio, la cultura, la nazionalità, la religione, la razza, la classe sociale di appartenenza, che a variabili di natura più prettamente demografica, come l'età il sesso, le dimensioni del nucleo familiare, la professione, lo stato sociale, il livello di reddito e di istruzione. Come nel caso precedente , poi, è necessario fare riferimento anche ad alcune variabili  web-specific che possono aiutare ad individuare alcune caratteristiche socio-demografiche dell'utenza internet di un'azienda: ad esempio, il dominio dell'indirizzo e-mail (.com, .it, .org ecc,) degli utenti può aiutare a definire l'ambito professionale in cui operano; identificare il tipo di browser utilizzato implica la possibilità di conoscere le relative eventuali restrizioni e/o agevolazioni all'accesso di siti che questo comporta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma per conoscere in maniera approfondita  le motivazioni e le esigenze d'acquisto, i benefici ricercati nel prodotto e , dunque, i bisogni di consumo da soddisfare, è necessario fare riferimento a variabili a criteri di segmentazione di &lt;b&gt;natura qualitativa&lt;/b&gt;: che possono essere di tre tipi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Benefit segmentation&lt;/b&gt;  (segmentazione in base ai 	benefici ricercati) – punta a rendere conto di quelle che sono le 	motivazioni profonde in funzione delle quali un consumatore matura 	la propria decisione d'acquisto. Ad esempio, all'interno del mercato 	dei giocatori del lotto potrebbero essere individuati questi 	segmenti in riferimento a diverse ipotesi di benefici ricercati. ES: 	&lt;/span&gt; 	&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;   &lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Fatalisti &lt;/b&gt;(quelli che tentano il colpo di 	fortuna)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Formiche &lt;/b&gt;(impiegano ludicamente il proprio 	tempo, puntando a vincite piccole ma più facili)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Cicale&lt;/b&gt; (divertimento disimpegnato, veloce e poco 	costoso)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Accaniti&lt;/b&gt; (giocare per vincere).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Segmentazione comportamentale&lt;/b&gt;  - definisce 	segmenti di mercato in funzione delle attività e della situazione 	di utilizzo/consumo di un determinato prodotto da parte di 	consumatori. I principali criteri che possono essere utilizzati per 	questo tipo di segmentazione sono:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Lo status dell'utilizzatore/consumatore (attuale , 	potenziale, o ex consumatore)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'intensità di utilizzo/consumo (nulla, media, 	intensa, alta)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La situazione di utilizzo/consumo (lavoro, casa 	vacanza).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La fedeltà di utilizzo/consumo (nulla , bassa, madie, 	alta)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;per esempio, tornando all'esempio dei giocatori del lotto si può riscontrare che il segmento degli accaniti è quello che presenta il maggior livello di&lt;b&gt; intensità e di fedeltà &lt;/b&gt;al gioco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Segmentazione psicografica -  che utilizza gli stili di 	vita come criteri di base per l'identificazione di gruppi omogenei 	di consumatori. Analizzare lo stile di vita implica, pertanto, la 	necessità di indagare tre principali dimensioni:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;u&gt;La dimensione più stabile e profonda dei valori e 	dei tratti di personalità&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;u&gt;Una dimensione intermedia degli atteggiamenti&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;u&gt;La dimensione più superficiale e modificabile dei 	comportamenti e degli atti di consumo.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;Targeting: definizione e strategie:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quando l'azienda arriva poi a scegliere uno o più segmenti, da servire con la propria offerta, si parla di attività di &lt;b&gt;targeting&lt;/b&gt;. Più in particolare, perchè un segmento diventi target di riferimento per l'azienda, è necessario che si caratterizzi per il fatto di essere un obiettivo cosiddetto &lt;b&gt;S.M.A.R.T.&lt;/b&gt;, vale a dire:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Specifico&lt;/b&gt; (omogeneo al proprio interno e 	distinguibile dagli altri)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Misurabile&lt;/b&gt; (definibile in base al suo valore e 	alle sue dimensioni quantitative)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Achievable&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;raggiungibile&lt;/b&gt;) – cioè 	servibile dall'azienda e dalla sua offerta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Rilevante&lt;/b&gt; (significativo e realistico, cioè 	sufficientemente grande da garantire nel lungo periodo 	un'accettabile e concreta redditività)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Trackable&lt;/b&gt; (monitorabile) – tale da poter 	essere tenuto continuamente sotto controllo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Pertanto, quattro sono le possibili strategie di targeting che l'azienda può attuare nella scelta e nell'individuazione del proprio target di riferimento:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Non entrare&lt;/b&gt; – una volta segmentato il mercato 	l'azienda può arrivare a decidere di non entrare in nessuno dei 	segmenti individuati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Marketing indifferenziato&lt;/b&gt; -  l'azienda decide di 	servire l'intero mercato- questo è un caso che si verifica solo 	quando: l'azienda detiene la leadership per cui non ha bisogno di 	servire singoli segmenti. Oppure il segmento scelto come target è 	talmente grande e rilevante da annullare l'importanza degli altri, o 	infine, quando il mercato è talmente piccolo che non sarebbe 	conveniente concentrarsi su un solo segmento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Marketing differenziato &lt;/b&gt;– l'azienda individua 	come target obiettivo più segmenti e decide di servirli 	contemporaneamente, proponendo però a ciascuno offerte differenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Marketing concentrato&lt;/b&gt; – l'azienda rivolge la 	propria offerta esclusivamente a un segmento di mercato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;La personalizzazione di massa e il marketing 121:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie alle nuove tecnologia di informazione e comunicazione è possibile adottare delle strategie di personalizzazione di massa, la rete e le ICT sono in grado di garantire, a costi ridotti e in tempi più rapidi, informazioni precise sui singoli consumatori e sulle loro specifiche esigenze di consumo, a al contempo servire un'ampia base di clienti. È il cosiddetto marketing 121 ,che si basa sull'assunto di fondo che per contrastare i crescenti fenomeni di infedeltà della clientela e per garantire così più ampi margini di profitto, è necessario utilizzare la tecnologia per realizzare relazioni a lungo termine e personalizzate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Secondo l'approccio marketing 121, un buon programma di marketing deve strutturarsi in quattro fasi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Identificazione della clientela&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Differenziazione della clientela&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Interazione con la clientela&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Personalizzazione del prodotto/servizio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;Il posizionamento:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il posizionamento si definisce come strategica attività prospettica e finalistica che l'azienda mette in atto con l'obiettivo di garantire alla propria offerta, identità, immagine, e riconoscibilità positiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Diverse sono le strategie di posizionamento che un'azienda può scegliere di utilizzare:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Posizionamento rispetto alle caratteristiche, di 	superiorità o di unicità, del prodotto/brand  -&lt;/b&gt; la mercedes ad 	esempio si distingue nel mercato automobilistico in termini di 	maggior prestigio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Posizionamento rispetto alla funzione o 	all'occasione d'uso&lt;/b&gt;: la Hag ha modificato il posizionamento del 	proprio decaffeinato , trasferendo da una dimensione salutista di 	prodotto indirizzato ai malati, ad una dimensione conviviale di 	prodotto da consumarsi, come occasione di svago e socializzazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Posizionamento rispetto alla categoria di 	utilizzatori&lt;/b&gt; – basti pensare a tutte le linee biologiche di 	marchi alimentari che hanno creato a fronte della nascita e dello 	sviluppo di un nuovo segmento di consumatori particolarmente 	sensibili alla genuinità e alla qualità dei prodotti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; 	&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Posizionamento rispetto ai concorrenti&lt;/b&gt;  - ad 	esempio, pepsi cola ,rispetto a  coca cola&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;(vedere sul libro, posizionamento dinamico)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-4223145537473534610?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/4223145537473534610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=4223145537473534610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4223145537473534610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4223145537473534610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2009/02/marketing-management.html' title='Marketing management'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-651343287732759780</id><published>2009-01-10T06:25:00.000-08:00</published><updated>2009-01-28T08:34:13.107-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing e nuove tecnologie'/><title type='text'>L'intensità e la distrazione - industrie, creatività e tattiche della comunicazione</title><content type='html'>&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2008/04/consumismo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 160px; height: 208px;" src="http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2008/04/consumismo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Introduzione:&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Questo post è tratto dal testo d'esame &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'intensità e la distrazione &lt;/span&gt;scritto da&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Daniele &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Pitteri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, docente universitario in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marketing e nuove tecnologie&lt;/span&gt; presso la facoltà di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sociologia&lt;/span&gt;, corso di laurea in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;culture &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;digit&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ali e della comunicazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Questo libro descrive in maniera più che soddisfacente, il percorso evolutivo, le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;tr&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;asformazioni&lt;/span&gt; progressive dell'arte del comunicare. Raccoglie le traccie di queste trasformazioni, passando per le sue antiche origini. Ne registra le forme, le intensità, le dinamiche, le potenzialità, ma anche i limiti e le complesse trappole, che questa arte che noi chiamiamo comunicazione, nasconde. Lasciando emergere, in tal modo, una logistica delle dinamiche di produzione e di consumo dei processi comunicativi così come accadono dentro i media e nelle loro relazioni con le persone, le aziende, i territori e i mercati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Il libro è sostanzialmente diviso in due parti: "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La costruzione del mondo&lt;/span&gt;" (come lo conosciamo oggi) è il titolo della prima parte del libro, concepita come un lungo saggio, suddivisa a sua volta in quadri che muovono riflessioni varie sui concetti di merce, società del consumo, lo sviluppo delle metropoli, il superamento nella post-modernità, la definizione della cultura del consumo, secondo una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;temporizzazione&lt;/span&gt; progressiva, stirata lungo gli ultimi due secoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Medialogie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;" è il titolo, invece, della seconda parte, che è una attenta analisi sugli strumenti della comunicazione, sulla logica o la non logica dei media, tentando di capirne le potenzialità, gli inciampi, gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;impantanamenti&lt;/span&gt;, le stasi, le occasioni di crescita e di trasformazione, il passaggio da una fase all'altra del loro corso di vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Tutte le cose del mondo":&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo primo paragrafo introduttivo intitolato, tutte le cose del mondo, è particolarmente interessante, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;perchè&lt;/span&gt; offre una visione più ampia del concetto di merce, ma non solo, ci dà inoltre, una visione più profonda della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;società del consumo&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;nonchè&lt;/span&gt; delle strategie di comunicazione e i relativi media che vi hanno regnato nel corso della storia.&lt;br /&gt;Questo paragrafo inizia con una frase apparentemente generica forse per alcuni un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;po'&lt;/span&gt; banale, ma che in realtà nasconde un significato più ampio,che ci fa capire con chiarezza le origini della moderna&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; società del consumo&lt;/span&gt;,la frase è: " &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il mondo è un ammasso di merci"&lt;/span&gt;. Partendo da questa affermazione, il libro ci riporta indietro nel tempo, in particolare in America,&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;nei primi giorni del secolo scorso dove era possibile sfogliare dei cataloghi che pubblicizzavano le merci più svariate.&lt;br /&gt;C'era proprio di tutto su quei cataloghi, biografie di grandi esploratori, canzoni popolari, dizionari medici, armi con immagini di battaglie (fucili pistole), e tutti i nuovi prodotti tecnologici nati dalla prima &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rivoluzione industriale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ciò che il testo tende a sottolineare è che quei cataloghi non erano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; uno strumento volto ad informare la popolazione sulla produzione industriale, per persuadere e convincere i cittadini ad acquistare quei beni, ma erano decisamente qualcosa di più: quelle pubblicazioni erano anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cronaca, &lt;/span&gt;che riflettevano con chiarezza l&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a realtà sociale dell'epoca&lt;/span&gt;, erano un occasione in più per imparare la geografia, la storia, meravigliarsi delle scoperte della tecnica , di nuovi popoli e terre lontane, insomma raccontavano quasi attimo dopo attimo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i cambiamenti del mondo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ma ciò che più balzava agli occhi, ma anche ciò che era più evidente nella vita di ogni persona era senza dubbio la rivoluzione del secolo. Quei cataloghi dicevano a chiunque li sfogliasse soprattutto: Guarda; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;siamo nella rivoluzione industriale - &lt;/span&gt;un processo che ha trasferito il centro dell'attività produttiva dall'agricoltura all'industria, dall'artigianato all'industria, ma soprattutto dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;produzione manuale&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a quella seriale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La rivoluzione industriale è importantissima . È  La chiave per capire questo periodo storico di vitale importanza per lo sviluppo  sia dell'economia moderna,che del mercato.&lt;br /&gt;L'industria diventa rapidamente il motore di tutto, trasforma tutti i livelli della realtà sociale, dalla struttura organizzativa delle aziende, ai prodotti stessi.&lt;br /&gt;Ma la rivoluzione industriale portò anche energia, energia che fece muovere i treni, che a loro volta fecero accorciare le distanze tra le persone, nacquero inoltre spazi di lavoro immensi che sostituirono le piccole botteghe, l'uomo istituì un nuovo rapporto con la macchina, persino la concezione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tempo &lt;/span&gt;subì un importante trasformazione.&lt;br /&gt;La trasformazione del tempo fu un passaggio importante &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;perchè&lt;/span&gt; è strettamente legato alla nascita dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;industria culturale &lt;/span&gt;e in particolare con il&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; cinema, &lt;/span&gt;quegli stessi cataloghi infatti oltre alle svariate merci che presentavano dicevano al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lettore: &lt;/span&gt;è nata una nuova arte si chiama cinema, è tecnologica , riproducibile, accessibile a tutti, questo significò due cose importantissime: che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;esiste&lt;/span&gt; un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuovo tempo&lt;/span&gt;, un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tempo libero dal lavoro&lt;/span&gt;, in cui si possono fare un sacco di attività - leggere, guardare film, fare foto, ascoltare musica, e puoi comprare tutti i prodotti adatti ad occupare a queste attività e dunque ad occupare questo tempo.&lt;br /&gt;La rivoluzione industriale, specialmente nella sua seconda parte, è l'epoca del movimento, del suono, della luce, di immagini fisse e in movimento è l'epoca in cui si comincia a sentire l'esigenza del tutto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;percorribile&lt;/span&gt;, tutto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;visibile&lt;/span&gt;, tutto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;percepibile&lt;/span&gt;. Una rivoluzione che ha mutato il volto della città, la ha articolata in snodi di una rete complessa in modo che tutte le città cominciano in qualche modo ad &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;essere&lt;/span&gt; collegate fra loro, non più entità singole autonome, si può dire che nasce il concetto di metropoli .&lt;br /&gt;Non a caso infatti, proprio nella seconda parte di questa rivoluzione si assistono a rivoluzioni tecnologiche che affascinarono e stupirono il mondo intero:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1844&lt;/span&gt; - l'americano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Samuel&lt;/span&gt; Morse inventa il primo mezzo di comunicazione elettronico - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il telegrafo&lt;/span&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;A partire dalla metà del secolo, si svilupparono le prime tecniche fotografiche: fu l'americano "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;George&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Eastman&lt;/span&gt;" a consentire la serializzazione della fotografia - quindi una concezione industriale - attraverso l'introduzione sul mercato della pellicola flessibile su celluloide . È l'anno della rivoluzione &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;kodak&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;: da professione di pochi, la fotografia diventa hobby di molti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1874&lt;/span&gt;, il francese &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Baudot&lt;/span&gt; inventa la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;telescrittura&lt;/span&gt;, un evoluzione del telegrafo, che consente di trasmettere messaggi composti non in codice, ma in chiaro, cioè in modo immediatamente leggibile.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1875&lt;/span&gt;, vengono introdotte in editoria delle macchine per la stampa e piegatura in grado di funzionare alla velocità di 400 fogli al minuto.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Più o meno simultaneamente, due americani - Bell e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Edison&lt;/span&gt; brevettano due straordinarie invenzioni: il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;telefono&lt;/span&gt; e la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lampadina&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1876&lt;/span&gt;). Entrambe stupiscono il mondo, soprattutto non sono fini a se stesse, ma inglobano già l'idea di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rete&lt;/span&gt;, l'idea di un progetto al contempo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;economico e sociale&lt;/span&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;L'ultimo decennio del secolo è monopolizzato dalle macchine capaci di riprodurre immagini in movimento: nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1895&lt;/span&gt; i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fratelli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Lumière&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; presentano a Parigi il loro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cinematografo&lt;/span&gt;. E nello steso anno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guglielmo Marconi&lt;/span&gt; sperimenta la trasmissione di messaggi in codice morse sfruttando le onde elettromagnetiche nell'etere. È il cosiddetto&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; telegrafo senza fili&lt;/span&gt;, è il primo passo verso la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;radio&lt;/span&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;A livello comunicativo poi, si cominciò a sentire il bisogno di mettere in contatto diretto l'uomo e la merce attraverso un luogo o dei luoghi ben precisi, emerge dunque sempre più il concetto di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esposizione&lt;/span&gt;, di messa in scena con una conseguente rivalutazione e riscoperta del popolo che si trasforma in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pubblico&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Per capire bene questo passaggio, ancora una volta il testo ci porta indietro nel tempo, questa volta, ci riporta fino all'antica &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Grecia&lt;/span&gt;, quando il nucleo della vita cittadina si chiamava &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Agorà&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;L'Agorà era il perfetto punto di incontro fra la cosa pubblica e gli affari privati, centro reale della città e della vita cittadina, era il catalizzatore di tutte le funzioni: politica, religiosa, economica e giudiziaria. Ma era anche il luogo di feste, giochi, associati nella maggioranza dei casi, ad occasioni di culto e ad eventi naturali, dove i commerci trovano occasione di grande prosperità, luogo di raccolta e di scambio fra la domanda e l'offerta delle merci, le quali - in virtù di tante presenza simultanee - entrano in relazione dialettica con la realtà nel suo complesso. Ed è proprio su questo rapporto, determinato e regolato dalle occasioni e dalle costanti e progressive evoluzioni della vita pubblica e religiosa, che si fonda una delle caratteristiche più importanti del mercato: " &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la capacità di adattarsi tempestivamente e costantemente alla realtà in mutamento".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche il concetto di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;agorà&lt;/span&gt; è cambiato e mutato più volte nel corso dei secoli, ogni città di ogni epoca storica sviluppò un rapporto diverso con il pubblico, con la vita cittadina:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Nel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; foro romano, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;per esempio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;sebbene fosse&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;ancora un luogo affollato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e generalista , e dunque per certi versi ancora simile all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;agorà&lt;/span&gt; , in realtà possiamo già notare alcune differenze sostanziali. Innanzitutto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lo spazio è cresciuto&lt;/span&gt;, è diventato più grande e maggiormente strutturato. Agli edifici dedicati al culto si &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;affiancano&lt;/span&gt; gli edifici destinati all'attività politica, quest'ultima muta la propria funzione, perdendo quella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dimensione pubblica&lt;/span&gt; tipica dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;agorà&lt;/span&gt; e comincia ad assumerne una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rappresentativa&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Ai banchi del mercato si sono sostituite le botteghe dotate di insegne esterne, cui è demandata una&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; funzione informativa - " qui si vende questo" -  &lt;/span&gt;&lt;span&gt;ma anche una&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; funzione comunicativa - " questa merce è la migliore". &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Il foro romano diventa anche lo spazio ideale della propaganda, sede di comizi, di &lt;/span&gt;&lt;span&gt;campagne elettorali, affiancando alla qualità di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; luogo pubblico delle decisioni,&lt;/span&gt;&lt;span&gt; la nuova qualità di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; luogo pubblico della promessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Nel medioevo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;invece troviamo una società dalle gerarchie forti, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;dalla mentalità&lt;/span&gt; chiusa e sospettosa. La piazza diventa luogo della convivenza dei due poteri regnanti, quello politico e quello religioso. Il primo rappresentato dal palazzo del governo, il secondo dalle immense cattedrali. La città dunque, si svuota della maggior parte delle sue funzioni pubbliche, persino la ritualità trasloca al coperto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, al fuori &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;delle feste si sostituisce il&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; dentro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; della liturgia cattolica&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;La piazza si trasforma da centro della &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;vita&lt;/span&gt; sociale e relazionale a luogo, dove recarsi per svolgere attività molto precise e circoscritte: partecipare alla messa, acquistare al mercato. La vera caratteristica della piazza medievale è proprio questa sovrapposizione fra luogo della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pratica religiosa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; (interna) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e luogo della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pratica mercantile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; (esterna). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Lo spazio sacro della cattedrale è anche sede del mercato ed è proprio nelle occasioni delle festività religiose che si verifica questa sovrapposizione totale, fra religione e mercato: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;" il massimo e più alto momento di culto coincide col massimo momento del commercio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Nel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; rinascimento &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;invece , si rafforza sempre più il concetto di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; piazza, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;anzi di più piazze, ma non in tutte era ovviamente possibile la rappresentazione dei poteri.Infatti il potere religioso si rafforza sempre di più, si moltiplica, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;perché&lt;/span&gt; le piazze vengono costruite proprio attorno alle chiese, il potere politico invece resta circoscritto ad un solo luogo, la piazze principale della città. La piazze dunque, non è più il punto di riferimento centrale della città, ma solo di una parte di essa. La moltiplicazione delle chiese produce un vertiginoso aumento di ricorrenze sacre  - non più solo la festa del santo patrono - ma anche quella dei santi cui la chiesa è intitolata - e un conseguente aumento dell'occasione mercantile. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Cosicché&lt;/span&gt; la fiera legata alla festività del santo patrono, che nel medioevo era l'unico evento, diviene &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'evento degli eventi&lt;/span&gt;, il momento do socializzazione del'intera città, il momento del massimo splendore mercantile e del confronto e dello scambio con il resto del mondo. Questa funzione scenica e rappresentativa esplode in età barocca, la piazza si trasforma in luogo della messa in scena, dove i legami fra i cittadini e le funzioni rappresentative tradizionali della piazza sono mediati da nuovi elementi simbolici.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Nel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; tardo settecento, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;poi, nella città emergono due caratteristiche specifiche: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la dotazione di servizi&lt;/span&gt; all'interno della &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;città&lt;/span&gt; - primi fra tutti quelli igienici, e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la razionalizzazione dei flussi di traffico&lt;/span&gt;. Dunque la circolazione di mezzi e di persone all'interno delle città. La piazza si trasforma da luogo di raccolta delle persone a luogo di convergenza e smistamento delle arterie stradali. La piazza diviene &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nodo&lt;/span&gt;, non più luogo vuoto da riempire di giorno con il mercato, ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;luogo sempre pieno di transito&lt;/span&gt;, le chiese perdono la funzione di polo di attrazione e di direzione dei flussi della piazza. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Nella città &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ottocentesca&lt;/span&gt; i mercati destinati alla vendita al dettaglio trovano una collocazione diversa dalla piazza e vengono spostati in aree coperte, generalmente ai margini dei quartieri. Nascono i mercati generali, destinati all'ingrosso, all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;approviggionamento&lt;/span&gt; delle nuove botteghe alimentari che in ogni strada iniziano a nascere, affiancandosi alle botteghe artigianali tradizionali. Con la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dislocazione dei mercati&lt;/span&gt; in aree &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;differenti&lt;/span&gt; dalle piazze, la vita della città non coincide più con quella della piazza, la quale, persa la&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; funzione spettacolare&lt;/span&gt; e rappresentativa a seguito della sua trasformazione in nodo, perde anche la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;funzione comunicativa&lt;/span&gt; di luogo di scambio interpersonale fra i cittadini e i forestieri. Ma anche le merci, in un primo momento, perdono la propria dimensione spettacolare: meno esposte alla vista, rinchiuse all'interno delle botteghe o dei mercati coperti. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È una fase in cui il rapporto fra cittadino e merci è del tutto stravolto&lt;/span&gt;: non è più la merce che con la propria visibilità va incontro allo sguardo degli uomini, ma  lo sguardo a dover ricercare la merce. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La vetrina&lt;/span&gt; offre un nuovo possibile equilibrio, ponendosi come punto di confluenza fra sguardi e merci.&lt;br /&gt;Le cose cambiano quando si comincia a sentire il bisogno di una nuova dimensione comunicativa, un nuovo centro che trasferisca le dinamiche dei flussi comunicativi e relazionali da un ambito fisico locale ad un ambito virtuale cosmopolita. Nell'ottocento, e in particolare a Parigi , sotto la guida del prefetto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Haussmann&lt;/span&gt;, la città viene vista direttamente come merce, si apre alla speculazione del grande capitale finanziario, si concepisce la metropoli, a differenza della città, come terreno della lotta di classe. Tutto l'impianto della metropoli, viene visto, dal punto di vista dell'interesse capitalistico.&lt;br /&gt;A dare un ulteriore svolta a questo periodo, furono senza dubbio le grandi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esposizioni nazionali&lt;/span&gt; e in seguito quelle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;universali&lt;/span&gt;. Che recuperano, estendendole alle merci, la relazione visivo-sentimentale del pubblico con la realtà e la dimensione teatralizzata e simbolica che aveva caratterizzato la piazza barocca. Ma recuperano anche quella concezione di spazio vuoto da riempire, di luogo che acquista senso e significato solo grazie alle presenze che lo popolano. Attraverso questo doppio meccanismo di spettacolarizzazione le esposizioni universali, recuperano l'antica relazione visiva fra individuo e mondo esistente - tipica dell'agorà. E la attualizzano creando una consapevolezza della centralità della visione. "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'illusione di vedere il mondo venire a noi".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il grande magazzino:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1852&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Baucicout&lt;/span&gt; inventa il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;grande magazzino&lt;/span&gt;, un'intuizione geniale, sia dal punto di vista economico -gestinale, che soto il profilo psicologico - emozionale. Sperimenta una nuova modalità dialettica con il cliente/spettatore, da un lato liberandolo&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; dall'obbligo dell'acquisto&lt;/span&gt; e dall'altro spingendolo verso di esso con un sottile gioco di seduzione. A differenza della bottega, il grande magazzino si sviluppa su una superficie molto estesa e spesso distribuita su più piani del medesimo edificio, tale da consentire di ottimizzare e soddisfare la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;necessità/desiderio&lt;/span&gt; del cliente di instaurare un rapporto diretto fra il proprio sguardo e la merce. L'accesso ai singoli prodotti non è mediato da alcuna presenza umana, ma regolato dalle modalità del self-service, le quali se da un lato lasciano libero il cliente, dall'altro lo responsabilizzano, stringendo con lui un rapporto di mutua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fiducia&lt;/span&gt;, ulteriormente rafforzato dalla possibilità di cambiare la merce acquistata, e dall'istituto del prezzo fisso e visibile, elemento di democrazia - è lo stesso per tutti, e di riservatezza, poichè consente a ciascuno la verifica delle proprie possibilità economiche, la comparazione con i prezzi di altri esercizi commerciali e la conseguente libertà di non acquisto, tuto questo imbriglia il cliente-spettatore in una ragnatela di seduzioni, e di fascinazioni che lo legano emotivamente alla merce e che lo inducono ad agire di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;istinto&lt;/span&gt;, ad afferrare quegli oggetti di desiderio - così vicini e raggiungibili, e ad acquistarli subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'industria culturale e la scoperta del pubblico:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il XIX secolo è l'epoca della&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; scoperta del pubblico&lt;/span&gt;, ma soprattutto è l'epoca in cui a seguito della prima rivoluzione industriale, si avvia una progressiva &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;industrializzazione della cultura&lt;/span&gt;, ponendo le basi per la moderna&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; industria culturale&lt;/span&gt;. Da un lato abbiamo l'organizzazione industriale con tutte le sue regole, dall'altro, il ruolo decisionale centrale del produttore (impresario, editore, ecc.), e il pubblico come risorsa primaria, sia in termini di indotto economico, che in termini di elemento centrale per la costruzione di relazioni industriali. Ovvero: per la nascita di una concezione moderna di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pubblicità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nell'industria culturale, le merci, sono merci culturali e la caratteristica principale di quello che noi chiamiamo editore, sta nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rinnovamento continuo della propria offerta&lt;/span&gt;. Tuttavia in questa epoca l'industria culturale si trova nel bel mezzo di una contraddizione: il bisogno di novità da un lato e la standardizzazione della produzione dall'altro. Nonostante ciò non può sopprimere nessuno di questi due elementi, dunque la domanda sorge spontanea: "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; come si fa a coniugarli insieme&lt;/span&gt;?"&lt;br /&gt;La risposta è  - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;inventando il pubblico&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;IL pubblico gioca un ruolo centrale in questo periodo e acquista un duplice significato: per pubblico si intende sia il&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; fruitore &lt;/span&gt;del bene che i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;luoghi stessi della fruizione&lt;/span&gt;. In questo senso le merci culturali. sono soprattutto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;: influenzano le relazioni fra gli uomini e lo spazio in cui essi operano, le relazioni sociali, la vita intima di ciascun individuo.&lt;br /&gt;In quest'epoca il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cinema&lt;/span&gt; ebbe un ruolo importante soprattutto dal punto di vista industriale: sia i produttori di macchine per il suono che quelli di macchine per immagini furono impegnate anche sul fronte della produzione dei supporti - pellicole, dischi. la vendita delle prime è legata alla vendita dei secondi. È soprattutto una questione di massimizzazione degli utili da perseguire attraverso l'induzione del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;principio di necessità&lt;/span&gt; nel pubblico: per raggiungere tale scopo si utilizzano due strategie congiunte: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'abbattimento dei costi dell'hardware e la pubblicità come strumento per stimolare desiderio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciò che colpisce di questo secolo è la volontà di costruire un industria della cultura fondata innanzitutto su un soddisfacimento sensoriale il più vicino possibile a quello raggiungibile in natura.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda invece l'editoria, con la nascita delle prime testate giornalistiche, i giornali furono più orientati a produrre profitti, piuttosto che sostenere un ideale o una causa politica e assumono una struttura organizzativa che ricalca il modello industriale manifatturiero. Ma anche lo stesso prodotto editoriale -  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il giornale&lt;/span&gt; - si conforma alla logica industriale, in modo da soddisfare le esigenze di un pubblico più ampio. Da un lato un flusso di notizie organizzato tematicamente: cronoca, interni, estero, impaginato in modo che il lettore possa scegliere e riconoscere, grazie a collocazione, uso e stili dei caratteri. Dall'altro, le rubriche fisse, utili a fidelizzare e a facilitare il reperimento delle informazioni. Anche qui due elementi colpiscono:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Una concezione dell'organizzazione del prodotto affidato alla grafica, quindi a stimolare la vista come senso primario della percezione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;L'attenzione prioritaria al pubblico.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo meccanismo di matrice prettamente industriale fonda il proprio funzionamento su due elementi imprenscindibili e strettamente connessi, ma nello stesso tempo contraddittori: " l'aumento delle vendite sono per buona parte determinati da una politica di prezzi bassi, l'ottenimento dei quali, però, può essere raggiunto solo con un aumento della produzione. Detto in parole povere: per avere molto pubblico debbo praticare prezzi bassi, ma per praticare prezzi bassi devo avere molto pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La pubblicità nell'editoria&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Per sua natura il quotidiano si presta ad accogliere inserzioni pubblicitarie, col giornale industriale dunque, la pubblicità esplode nelle pagine interne, ne determina in qualche modo la grafica, si lega e si mescola sempre più al contenuto giornalistico. Significa inserirla nel flusso di notizie, costringendo il lettore a prenderla in considerazione.&lt;br /&gt;Gli editori dell'editoria libraia, strutturano la propria produzione in linee editoriali tematiche: è la nascita delle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;collane&lt;/span&gt;, ciascuna contraddistinta da una propria grafica, ciascuna in grado di indirizzare la scelta del pubblico. Questo portò anche alla nascita dei cosiddetti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;generi moderni&lt;/span&gt; (western, poliziesco, ecc). Ma provocò anche dei cambiamenti nel lettor stesso: prima il libro era un oggetto di consumo collettivo - un volume veniva acquistato da gruppi di persone che se lo passavano fra loro o che lo fruivano attraverso la lettura ad alta voce di chi sapeva leggere. Con l'introduzione dei generi, delle tematizzazioni e della serializzazione si svilupparono due fenomeni:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La trasformazione in consumo individuale grazie ai prezzi bassi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La fidelizzazione del lettore, volto sempre più, all'assunzione di un atteggiamento abitudinario, affascinato grazie ai generi - più dai meccanismi della narrazione, che dal suo contenuto.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il teatro&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;FRa le arti industriali, il teatro è la meno industriale di tutte sotto il profilo tecnologico ma è la pià industriale di tutte sul versante organizzativo e strutturale. Soprattutto è ad esso, che nell'ottocento, va forse attribuita la scoperta del publico. Niente è più di massa del teatro, niente è più standardizzato, niente è più segmentato. Tutto si risolve, appunto, in meccanismi atti a suscitare reazioni estreme: risate, pianti,tensioni, in altre parole il publico acquista una merce molto particolare e precisa; acquista &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;emozioni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Inoltre nel teatro sono presenti dellecaratteristiche organizzative e comunicative che ricordano quelle del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;grande magazzino&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Come nel grande magazzino, anche nel teatro sono presenti simultaneamente una quantità di merci adatte a tutti, le cui strategie di seduzione sono volutamente visibili.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Come il grande magazzino facilita l'acquisto impulsivo, così il teatro ottocentesco stimola impulsivamente le emozioni.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Come l'atto d'acquisto diviene egoistico e teso a soddisfare un bisogno nato lì per lì, così il teatro è utile a riempire l'emozione, a dotarla della cifra che lo spettatore richiede.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;IL teatro ottocentesco è un teatro urbano, adeguato ai ritmi della metropoli, alla nuova concezione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mobilità&lt;/span&gt; interna e di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; flusso&lt;/span&gt;. Alcune sale inaugurano lo spettacolo continuato. Lo spettatore può entrare in qualsiasi momento e in qualsiasi ora della giornata. La frammentarietà consente una fruizione parziale e tuttavia completa. Soprattutto rappresenta pienamente il concetto di flusso. Ma evidenzia anche una nuova peculiarità che cambierà radicalmente il concetto di consumo culturale: ossia la necessità del pubblico di adeguare i tempi e i ritmi degli spettacoli al proprio tempo libero. È in questa fase che il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tempo libero&lt;/span&gt; inizia ad assumere i contorni di un nuovo ambito lavorativo e produttivo da esplorare.&lt;br /&gt;Tornando poi al discorso della pubblicità, oltre che sulle pagine dei giornali, esplode nelle strade delle nascenti metropoli. Ma già a partire dal 1860, le società concessionarie di spazi pubblicitari, iniziano ad offrire ai propri clienti anche la creazione del testo, l'impaginazione dell'annuncio. le illustrazioni. Si tratta di un primo nucleo operativo creativo, dal quale poi si svilupparono le agenzie di pubblicità vere e proprie.&lt;br /&gt;Sin da subito &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la pubblicità è la rottura del flusso&lt;/span&gt;. perfettamente integrata in esso, si frappine improvvisamente all'occhio del lettore, del passante, dello spettatore, interrompendo il movimento naturale e perpetuo del flusso. La pubblicità serve a stupire, ad attrarre l'attenzione, a bloccare l'andamento normale delle cose. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Essa deve esistere perchè esistono un pubblico e delle merci che a quel pubblico vogliono parlare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quello che è meno chiaro è che la pubblicità è contemporaneamente causa ed effetto della scoperta del pubblico. Nella metropoli ottocentesca, la pubblicità definisce pienamente il legame fra l'industria capitalistica e l'industria culturale: la seconda può ricavare utili grazie all'esistenza della prima, usando come strumento proprio la pubblicità, mentre la prima necessita della seconda perchè questa è il luogo della socialità e quindi in qualche modo deve ad essa la propria possibilità di accrescere profitto. D'altronde la pubblicità è il motore, il meccanismo moltiplicatore del pubblico, il catalizzatore primario della percezione urbana.&lt;br /&gt;Qualcosa che, colto in superficie, giunge direttamente in profondità senza filtri, senza mediazioni. Nella sua ancora grezza e primitiva presenza, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la pubblicità parla direttamente agli istinti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Culture tecnologiche e tecnologie culturali- "L'industria americana":&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Perchè la cultura industriale americana, ha preso il sopravvento su tutte le altre?&lt;br /&gt;IL processo di trasformazione degli USA si concretizza subito nella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;produzione seriale.&lt;/span&gt; Un'idea senza dubbio geniale, basate e generata da due presupposti, uno di ordine&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; culturale&lt;/span&gt; e uno di ordine &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tecnologico&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL presupposto culturale&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli USA sono una nazione giovane, con poco più di 500 anni di storia, e quindi non avevano una vera e propria identità culturale. Una nazione giovane, dunque, composta però - già attorno alla metà del XIX secolo da etnie molto diverse, ognuna della quali ha proprie tradizioni culturali le quali sono state culturalmente costrette a fondersi. Ma prima di arrivare a questo "unicum", &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;ci sono state due epopee, che hanno determinato la sua identità:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quella dei padri fondatori&lt;/span&gt;:  - di coloro che avevano guidato la rivoluzione e che avevano consentito l'indipendenza dal'Inghilterra e quindi dall'europa (1776).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Quella della guerra civile: - (1861-65), che aveva originato la fine dello schiavismo e la nascita della nuova società americana.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Fondandosi su queste due epopeee, la giovane nazione americana vive e si fortifica su due miti che resteranno costanti fino ad oggi nella sua storia: la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;democrazia&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'uguaglianza&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;L'atto di abolizione della schiavitù, fu un segnale psicologico importantissimo, perchè consente, nei decenni immediatamente successivi, durante e dopo le grandi ondate migratorie, il "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;delicato equilibrio fra etnie e culture diverse&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Ma nonostante i miti di uguaglianza e democrazia, gli stati uniti soffrono comunque, per lungo tempo di una sorta di inferiorità rispetto all'Europa, inferiorità che è soprattutto di ordine &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;politico&lt;/span&gt; ed &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;economico&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Dal punto di vista politico, un primo passo lo compie il presidente Monroe nel 1823, che dichiara che gli USA possono permettersi di divenire garanti della libertà e della democrazia di tutte le nazioni del continente americano, in quanto la loro esistenza come stato fu determinata da una rivoluzione che scacciò gli europei dai territori americani. Dal punto di vista economico gli stati uniti iniziano ad individuare fermamente la propria vocazione nel corso della guerra di secessione, che oppone gli stati del nord industriali - a quelli del sud agricoli e latifondisti.&lt;br /&gt;E certamente vero che la scintilla della guerra (l'abolizione della schiavitù) fu sostenuta da una forte spinta idealistica, ma è altrettanto vero che tale nobile azione abrogativa fu determinata per lo più dalla necessità di liberare forza lavoro (chi meglio dei neri?), da impiegare nelle industrie del nord. Per farlo l'abolizione del regime schiavistico si rendeva necessaria.&lt;br /&gt;Questi due momenti rappresentano delle tappe fondamentali per l'emencipazione della nazione americana. Il primo sancisce la nascita degli stati uniti come potenza militare e politica; il secondo segna l'affermazione del pragmatismo americano: l'industrializzazione è giusta e rappresenta il futuro e pur di raggiungere questo scopo pagheremo il prezzo di una guerra civile dilaniante, che - manco a farlo apposta - è la prima guerra moderna, in cui l'industria pesante mostra tutta la propria potenza di produzione.&lt;br /&gt;Ma il 12 luglio del 1893 -  un giovane storico di nome frederick Jacson Turner, formula &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'ipotesi della frontiera&lt;/span&gt;. Che diventa il terzo mito costante nella storia degli USA: se gli USA esistono, ciò non dipende da germi di libertà portati dagli europei, ma dalla specificità del territorio americano, dall'enorme quantità di terre selvagge che sono lì, al di là dell'orizzonte, nel west, riserva senza fine di ricchezze e di possibilità di arricchimento. Questo è lo spirito di frontiera, quella spinta ad andare sempre avanti e non fermarsi di fronte all'ignoto. Spirito di frontiera significa dunque individualismo, iniziativa,democrazia, una democrazia naturale, generata spontaneamente dalle condizioni di vita esistenti sul territorio.&lt;br /&gt;Con la tesi della frontiera, gli USA rimuovono il senso di inferiorità nei confronti dell'europa e si inventano una specificità di razza e dunque un'identità nazionale retta sui principi di democrazia, uguaglianza,iniziativa individuale, ovvero: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"libertà"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Continua&lt;/span&gt;.......(il post sarà finito entro il 2 febbraio- si pregano i gentili lettori di pazientare un pò).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-651343287732759780?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/651343287732759780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=651343287732759780' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/651343287732759780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/651343287732759780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2009/01/lintensit-e-la-distrazione-industrie.html' title='L&apos;intensità e la distrazione - industrie, creatività e tattiche della comunicazione'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-5013450858507899428</id><published>2008-12-27T08:48:00.001-08:00</published><updated>2008-12-27T08:48:37.729-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la narrativa ipertestuale'/><title type='text'>La narrativa interattiva</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://kidslink.bo.cnr.it/malaguti/pagina6.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 179px; height: 168px;" src="http://kidslink.bo.cnr.it/malaguti/pagina6.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La narrativa interattiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; cerca di reinterpretare le forme tradizionali e sfida il modo in cui concepiamo le forme narrative fiorite sulla stampa. L'ipertesto offre al lettore una nuova esperienza letteraria, in cui gli è possibile condividere il controllo del testo l'autore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma  cosa si può fare all'interno di un ipertesto narrativo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;Invece di una serie lineare di paragrafi, l'autore può organizzare uno spazio testuale bi-tridimensionale, in cui sviluppare la trama.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;Il lettore può intervenire direttamente sul testo sia selezionando una particolare sequenza di episodi al momento della lettura, sia modificando la trama stessa.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;Nella forma più semplice, la narrativa interattiva richiede solo due elementi: gli episodi e i collegamenti tra gli episodi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;L'autore inserisce anche una serie di link ipertestuali, insieme a una procedura per scegliere quali collegamenti seguire.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;Il lettore può seguire la storia in ordine cronologico normale e inverso, o con una complicata sequenza di flash-back e ritorni.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;Può rivolgere l'attenzione a un personaggio per un tratto di storia, tornare indietro e cominciare a seguirne un altro.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;insomma!, ha a sua disposizione una serie di scelte che farebbe dipanare diversamente la vicenda. è chiaro! ovviamente, che ogni autore può decidere quanto controllo sul testo cedere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alcuni esempi importanti di narrativa interattiva:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Una delle prime opere di narrativa interattiva è&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; afternoon a story &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Michael Joyce&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;: il lettore ha sullo schermo una finestra elettronica nella quale compaiono in successione episodi contenenti da una centinaia di parole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;All'estremità inferiore dello schermo c'è una piccola barra, su cui il lettore digita delle risposte per passare all'episodio successivo; il movimento può essere promosso anche selezionando determinate parole dell'episodio corrente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il testo di tutta ls toria è di Joyce, ma l'ordine di comparsa degli stessi è deciso al momento della lettura, quindi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;è la lettura che produce la storia strada facendo.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Da un episodio quindi partono diversi itinerari dando di conseguenza al lettore, la possibilità di procedere in diverse direzioni. Afternoon, diventa così anche la storia del suo lettore, perchè il desiderio del lettore di fare accadere la storia e di darle un senso è inevitabilmente inscritto nella storia stessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Victory Garden:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Victory Garden&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Stuart Moulthrop&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è una delle più significative tra le prime opere ipertestuali, è una rete di 990 episodi con 2.800 collegamenti. La maggior parte della narrazione è temporalmente collocata nella notte dell'inizio dei bombardamenti della guerra del golfo, nel gennaio del 1991. I personaggi appartengono all'ambiente accademico e i loro problemi sono collegati alla guerra. Nelle conversazioni, le allusioni ai bombardamenti sono continue, come costante è la presenza delle relative immagini televisive.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dovunque il lettore capiti nella rete del romanzo, una televisione accesa propone la sua versione della guerra. Questo lo aiuta a collocarsi nell'universo del racconto e a combattere il senso di sradicamento causato dagli effetti di spostamento che caratterizzano l'opera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Con le sue centinaia di episodi e migliaia di link, questo testo è un labirinto di possibili percorsi di lettura. Un giardino di percorsi che si intersecano e a ogni intersezione corrisponde il nome di un episodio. IL giardino funge da simbolo visivo dell'intero romanzo ed è anche un allusione al racconto di borges (il giardino dei pensieri che si biforcano). Il diagramma permette operativamente e metaforicamente di controllare e organizzare lo spazio narrativo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli spostamenti in un ipertesto sconvolgono il significato convenzionale, presentando un episodio accanto a un altro, senza permettere al lettore di ipotizzare tra i due l'esistenza di un rapporto unico e comprensibile. un' altra caratteristica di quest'opera è la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ripetizione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;: spesso il lettore orbita intorno allo stesso luogo, sebbene si sforzi di raggiungere un'altra parte del testo. Si tratta però di una ripetizione con variazioni. L'episodio ripetuto è interpretato diversamente dal lettore precisamente a causa del percorso che lo ha condotto alla ripetizione. Come lettori, possiamo interpretare la ripetizione ipertestuale come un tentativo di migliorare una precedente versione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sterne e il romanzo come conversazione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il Tristram Shandi di "Sterne"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è un attacco alla forma del romanzo, alle sue convenzioni narrative: è un esempio di come il romanziere possa spostare o alterare l'ordine degli eventi di una storia semplice per creare un intreccio complesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Più il narratore fa digressioni e ci allontana dalla storia, più ci sentiremo vicini alnarratore come se stessimo conversando con lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Addirittura l'autore salta un capitolo, sostenendo di averlo strappato e provvede nel capitolo successivo a informare il lettore di quanto conteneva di interessante. L'autore quindi coinvolge il lettore non solo nella costruzione del racconto, ma nella stessa realizzazione fisica del libro. Le omissioni nel testo sono indicate da asterischi, e trasformate da Tristram in una sorta di gioco. A volte egli segna un asterisco per ogni lettera della parola omessa, creando un codice che il lettore è invogliato a decifrare. Di tanto in tanto lascia uno spazio bianco in cui il lettore può inserire delle parole. Tristam sfida il lettore a intervenire su un volume pubblicato. Invitandolo così facendo a rinunciare alla sicurezza del suo status e a condividere la responsabilità della narrazione. La scrittura elettronica pone il lettore in una posizione analoga. che richiama sempre di più una sorta di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;conversazione tra autore e lettore, eliminando&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;il divario fra i due status.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-5013450858507899428?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/5013450858507899428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=5013450858507899428' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5013450858507899428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5013450858507899428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/12/la-narrativa-interattiva_27.html' title='La narrativa interattiva'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-6309776796497863528</id><published>2008-12-27T08:00:00.000-08:00</published><updated>2008-12-27T08:49:19.585-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la narrativa ipertestuale'/><title type='text'>Strutturalismo - Post-strutturalismo e Decostruttivismo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;È facile intuire che, la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;tradizione, letteraria&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, si pone come riferimento negativo nei confronti della scrittura elettronica. La critica tradizionale , d'altronde, confidava cecamente nenne proprie gerarchie. La tradizione sosteneva che ogni opera letteraria, centrale o marginale, ha la propria identità; che ogni opera occupa una porzione dello spazio dei libri. Un'opera letteraria ha dei predecessori e influenza altre opere. Per la tradizione è sempre possibile identificare un testo e isolarlo a scopo di studio. Siamo sempre liberi di separare un testo dalle opere che l'hanno influenzato, di tornare alla tragedia in se stessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sono proprio queste le opinioni che i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;post-strutturalisti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;decostruttivisti &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;sfidano: Autori e teorici dell'ipertesto ci hanno incoraggiato a guardare altrove che alla critica tradizionale per trovare un paradigma della lettura e della scrittura elettronica. E innanzitutto ci hanno spinto a rivolgerci alle opere post-strutturaliste. Possiamo usare l'aggettivo post-strutturalista per riferirci agli autori degli anni 60 e 80. il cui interesse predominante era il farsi e il disfarsi del significato nel discorso letterario e non. È proprio la teoria post-strutturalista, quella più rilevante per l'ipertesto. Bolter mette in evidenzia il rapporto tra post-strutturalismo e ipertesto. Infatti se il primo chiarisce l'importanza culturale del secondo, è vero anche l'inverso. L'ipertesto ci aiuta a comprendere come il post-strutturalismo sia legato a una certa fase della tarda maturità della stampa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il decostruttivismo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; I decostruttivisti, figli diretti dei post-strutturalisti, sostenevano che il significato di qualunque testo scritto è radicalmente precario. Il decostruzionismo, si contrappineva alla tradizione, e in particolare a quella umanistica dell'età della stampa, mirava appunto a negare quello che era allora l'incontestato paradigma di ogni scrittura letteraria e seria, ossia la pagina stampata. Ma in particolare il decostruzionismo mirava alla reinterpretazione di tecniche legate al libro stampato, restando all'interno di tale tecnologia. D'altra parte, la scrittura elettronica ri-media la stampa stessa; cerca cioè di reinterpretare le forme e i generi della stampa a partire dalla prospettiva di una nuova tecnologia. Tanto è vero che i decostruzionisti, hanno accettato il carattere fisso del testo, poichè il testo elettronico non pretende di essere altro che un testo in potenza. Inoltre è importante sottolineare che i post-strutturalisti e i decostruzionisti davano particolare importanza al concetto di reinterpretazione, sostenendo che un testo non è più importante delle sue interpretazioni, perchè non poteva esserne separato. Ora, nello spazio elettronico dello scrivere. dove ogni lettura di un testo è una realizzazione o perfino una riscrittura del testo, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;leggere è interpretare&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-6309776796497863528?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/6309776796497863528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=6309776796497863528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/6309776796497863528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/6309776796497863528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/12/strutturalismo-post-strutturalismo-e.html' title='Strutturalismo - Post-strutturalismo e Decostruttivismo'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-7285864800651442544</id><published>2008-12-05T08:03:00.000-08:00</published><updated>2008-12-06T07:38:41.458-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Logica ipertestuale'/><title type='text'>Lo spazio dello scrivere (di Jay David Bolter)</title><content type='html'>&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.blogo.it/soldiblog/libri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 224px; height: 263px;" src="http://static.blogo.it/soldiblog/libri.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Salve a tutti&lt;/span&gt;! è un pò che non mi facevo vivo, vi chiedo scusa! e cercherò di farmi perdonare intrattenendovi con un argomento che io trovo particolarmente interessante. Oggi parliamo di&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ipertesto&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;!. Molti di voi conosceranno sicuramente il significato di questa parola, soprattutto in ambito informatico, ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;infomorfosi&lt;/span&gt; affronterà come sempre il tema da una prospettiva nuova, prendendo come punto di riferimento un libro intitolato &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Lo spazio dello scrivere&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Jay David Bolter&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, che io stesso ho avuto modo di studiare e approfondire recentemente durante il mio percorso di studi, in particolare per l'esame di&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; logica ipertestuale&lt;/span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; del corso di laurea triennale in &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;culture digitali e della comunicazione&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Prima di iniziare a parlare dei contenuti del libro e delle riflessioni che l'autore pone, credo sia particolarmente utile chiarire il concetto di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;logica ipertestuale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, capito questo!, ci sarà più facile comprendere le riflessioni e i concetti espressi da Bolter nel suo libro lo spazio dello scrivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Che cos'è la logica ipertestuale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dare una definizione di logica ipertestuale non è semplice, per fare ciò bisognerebbe chiarire prima il concetto di&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; logica&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e successivamente quello di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ipertesto&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. A livello generico possiamo definire la logica come la&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; scienza del pensare a prescindere dai contenuti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Oppure, facendo riferimento ad Aristotele possiamo definirla come la struttura, la forma, il percorso che ogni processo o procedimento di pensiero deve avere, per essere valido.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Esempio di logica Aristotelica&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. (fai clic sull'immagine per ingrandire)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/STgB0aiwxfI/AAAAAAAAAWE/Su9J9LBfiz8/s1600-h/logica+aristotelica.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 147px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/STgB0aiwxfI/AAAAAAAAAWE/Su9J9LBfiz8/s320/logica+aristotelica.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275968963454486002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Volendo dunque azzardare una definizione vera e propria di logica ipertestuale possiamo dire che essa fa riferimento allo studio della struttura dei processi cognitivi che stanno alle spalle e alla base di un organizzazione di contenuti, di concetti, o come nel nostro caso di&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ipertesti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Da questa definizione deduciamo come emerga nell'ipertesto una logica di tipo associativo (simile a quella umana) e in parte paragonabile alla &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;cultura orale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ( dopo Bolter ci spiega perchè!). L'ipertesto infatti altro non è che un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;testo che và oltre il testo &lt;/span&gt;dotato di significati che a loro volta rimandano per &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;associazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; a un altro significato più ampio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Una delle espressioni più singolari che l'autore usa nel suo libro è &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; tarda maturità della stampa&lt;/span&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, espressione che egli usa per descrivere l'era moderna dei media elettronici e digitali. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span&gt;Ma perchè nominare, nell'era dell'ipertesto, una tecnologia precedente , che diventa sempre più obsoleta con lo sviluppo dei media elettronici?&lt;/span&gt; lo scopriremo piano piano leggendo i post seguenti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Riconfigurare la voce del testo e lo spazio dello scrivere:&lt;br /&gt;Bolter &lt;/span&gt;è convinto che l'ipertesto sia in gradi di riconfigurare la voce del testo, che cos'è la voce del testo vi starete chiedendo: nella tradizione classica e occidentale si immagina che un testo abbia una voce e parli al lettore. Un testo elettronico può&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; frammentare&lt;/span&gt; la voce unica del testo e rivolgersi in diversi registri a diversi lettori. Un testo elettronico può soddisfare le esigenze di ogni utente come se fosse su misura, grazie alle scelte che l'utente compie nel leggerlo. Ma Bolter tiene a sottolineare che la parola frammentazione non è sinonimo di disordine o di caos, ma piuttosto si trovano in uno stato di continua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riorganizzazione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Anche lo stesso spazio di scrittura è per Bolter in continua riorganizzazione e riconfigurazione. Uno spazio di scrittura è prodotto dall'interazione tra fattori materiali, scelte e prassi culturali. Inoltre, ogni spazio di questo tipo dipende per il proprio significato dagli spazi che l'hanno preceduto e da quelli coevi con cui compete. Ad esempio, lo spazio del rotolo di papiro venne definito in relazione a precedenti forme di comunicazione orale e di scrittura su pietra o legno. Così come nel xv secolo il libro stampato si definì in relazione al codice manoscritto che mirava a sostituire. Lo spazio della scrittura elettronica consiste sia nello schermo del computer, sul quale è visualizzato, sia nelle sue memorie, nelle quali è immagazzinato. La nostra cultura ha scelto di tradurre queste tecnologie in uno spazio dello scrivere fluido, visivamente complesso e manipolabile da parte sia di chi scrive sia di chi legge.&lt;br /&gt;Comunque si scriva, su pietra o su argilla, su papiro o su carta, o su monitor è facile per lo scrivente finire col&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; considerare la propria mente uno spazio di scrittura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'evoluzione della scrittura come emancipazione progressiva:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Con l'avvento dell'ipertesto si è avuto:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Emancipazione della parola dal contenuto&lt;/span&gt; - la parola tende ad avere una sua autonomia. "Ted Nelson", aggiungerà poi un nuovo potere a questa parola, facendola diventare attiva e chiamandola link.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Emancipazione del contenuto dalla forma&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Liberazione del testo, dalla dimensione del tempo&lt;/span&gt; - spariscono tutti quei connettori tipo: poi; dunque, bensì, o meglio tutte quelle parole che danno un senso di continuità.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'isolamento del testo dallo spazio&lt;/span&gt; - acquista un importanza primaria il presente. In relazione a questo non è un caso che i primi supporti che sono stati pensati come ipertesto, sono stati le enciclopedie, dove non esisteva un filo narrativo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'emancipazione della forma grafica dal significato&lt;/span&gt;: le parole possono essere parole chiave o concetti - se viene vista come concetto, fa riferimento a un significato preciso. Se invece viene vista come parola chiave, è semplicemente una chiave di classificazione che serve ai motori di ricerca, quindi non fa riferimento al concetto, ma all'insieme grafico dei caratteri.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-7285864800651442544?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/7285864800651442544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=7285864800651442544' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/7285864800651442544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/7285864800651442544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/12/lo-spazio-dello-scrivere-di-jay-david.html' title='Lo spazio dello scrivere (di Jay David Bolter)'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/STgB0aiwxfI/AAAAAAAAAWE/Su9J9LBfiz8/s72-c/logica+aristotelica.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-1132042007865264747</id><published>2008-12-05T08:02:00.000-08:00</published><updated>2008-12-08T07:57:43.853-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Logica ipertestuale'/><title type='text'>La scrittura nella tarda maturità della stampa</title><content type='html'>&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://manuali.pcacademy.it/manuale-guida-linotype.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 267px; height: 320px;" src="http://manuali.pcacademy.it/manuale-guida-linotype.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La rivisitazione dell'oralità:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Bolter&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; sostiene che oggi ci troviamo in una fase che lui chiama tarda maturità della stampa, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;poiché&lt;/span&gt;, sostiene l'autore, anche oggi, no&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;nostante&lt;/span&gt; l'avvento della scrittura elettronica, non abbiamo ancora superato la fase del testo fisso inteso come&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; codice&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, affermando che ogni nuova tecnologia è un'evoluzione di quelle precedenti (passato e futuro sono legati) come una sorta di continuo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;remix&lt;/span&gt;, o come la chiama &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Bolter&lt;/span&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;RI&lt;/span&gt;-Mediazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, la scrittura elettronica non sarebbe altro che una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;ri&lt;/span&gt;-mediazione della tecnologia precedente ossia la stampa a caratteri mobili. (approfondiremo il concetto di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ri&lt;/span&gt;-mediazione in un secondo momento).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'autore, nel suo libro lo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"spazio dello scrivere"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; , nell'esaminare i vantaggi , svantaggi e caratteristiche dell'ipertesto, propone una rivisitazione della cultura orale, e in particolare della forma dialogica, trovando dei punti in comune, tra cultura scritta e cultura orale, nonostante oggi si &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;tende&lt;/span&gt; a contrapporle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Se riflettiamo bene infatti la cultura orale conserva le sue caratteristiche più importanti proprio nell'ipertesto e cioè:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Dinamicità&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Flessibilità&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Riconfigurabilità&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Evoluzione del testo&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma l'anello mancante, che congiunge oralità e scrittura è senza dubbio la&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; logica associativa&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In questa rivisitazione dell'oralità, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Bolter&lt;/span&gt;, esamina, per poi porre come esempio i cosiddetti &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;dialoghi platonici&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I dialogo Platonico tende a conciliare la permanenza dello scritto con la duttilità della conversazione. Ogni dialogo è la ricostruzione di una discussione filosofica. Per Platone tale discussione doveva essere viva, capace di volgersi in ogni direzione per affrontare un problema; e il dialogo sembrava possedere queste caratteristiche. In questo senso Platone, adotta un approccio ipertestuale &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;perché&lt;/span&gt; rinuncia, in parte, al controllo del testo, limitandosi a riferire le conversazioni tra Socrate e i suoi discepoli, nella speranza che questa rinuncia gli avrebbe permesso un controllo più sofisticato dell'esperienza del lettore. Quindi maggiore&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; interazione, rinunciando sebbene in minima parte alla linearità del testo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nonostante questa visione interessante che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Bolter&lt;/span&gt; ci propone, nello stesso tempo ci fa notare alcune differenze importanti tra chi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ascolta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e chi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;legge &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, o meglio tra&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; lettore&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;ascoltatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'ascoltatore&lt;/span&gt; si limita a lasciare che le parole lo raggiungano mentre il lettore deve far scorrere le parole. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Poiché&lt;/span&gt; leggere vuol dire attivare elementi verbali nel tempo.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;è  più difficile ingannare il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;lettore &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;che l'ascoltatore, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;perché&lt;/span&gt; il lettore può interrompersi in ogni momento, riflettere e verificare il contenuto di parti precedenti del testo&lt;/span&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il concetto di ri-mediazione:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Abbiamo detto che Bolter, nel suo libro "Lo spazio dello scrivere" afferma che ogni tecnologia è un evoluzione di quella precedente, un concetto che egli chiama principio di Ri-mediazione. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che cos'è la Ri-mediazione? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In Europa occidentale il passaggio dal codice al libro a stampa fu un ulteriore riconfigurazione, alla quale ultima in ordine di tempo -  si aggiunge ora quella legata alla scrittura elettronica. Ciascuna di questa transizioni può essere chiamata Ri-mediazione. Nel senso che un medium nuovo prende il posto del medium in uso, ereditando e insieme riorganizzando le caratteristiche di scrittura del vecchio medium e riformando il suo spazio culturale. La ri-nediazione è una fase di competizione culturale tra due o più tecnologie della comunicazione.&lt;br /&gt;In questo senso possiamo dire che ogni tecnologia è nello stesso tempo un omaggio ma anche un oltraggio a quella precedente. Ad esempio il world wide web, è il frutto dell'assimilazione e Ri-mediazione di quasi tutti i precedenti media visivi e testuali, (tv, radio , cinema, stampa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novità e tradizione nell'ipertesto:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La scrittura elettronica e l'ipertesto possono essere sia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tradizionali&lt;/span&gt; che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rivoluzionari&lt;/span&gt;, perchè il processo di RI-mediazione deve tenere conto sia della loro relazione con la stampa sia della loro autonomia da questa. L'ipertesto infatti, usa il linguaggio stampato come oggetto di Ri-mediazione. Valutiamo l'ipertesto in base a centinaia di anni di familiarità con la stampa. In questa tarda maturità della stampa le due tecnologie continueranno ad avere bisogno l'una dell'altra. La prima rappresenta la tradizione dalla quale la seconda ancora dipende, mentre la scrittura elettronica costituisce il superamento della stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ri-mediazione a ritroso:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sebbene anche un libro possa contenere immagini, esso ha quasi sempre regalato in posizione marginale e sussidiaria il materiale iconografico. Al contrario, nel  www le immagini hanno spesso il predominio. Da questo punto di vista possiamo affermare che il web è una ri-mediazione delle altre tecnologie visive precedenti (fotografia, tv e cinema). La tarda maturità della stampa è una fase più visiva che linguistica. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma cosa sta accadendo in tale contesto, alla tecnologia della stampa e al testo scritto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sta accadendo che si sta assistendo a un processo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"ri-mediazione simmetrica"&lt;/span&gt; cioè le tecnologie meno recenti ri-mediano a loro volta quelle più recenti. Nel xx secolo infatti, la tecnologia digitale ha riconfigurato la prassi della stampa: la stampa digitale sembra propizia al pluralismo delle forme e dei contenuti. Il computer colloca i procedimenti della stampa alla portata anche di piccoli gruppi, e perfino dei singoli. La ri-mediazione si esprime in due modi: libri stampati, riviste e giornali stanno cambiando visivamente e tipograficamente e si stanno dotando di una grafica pià elaborata; lo stesso testo scritto si sta trasformando, dovendo rispecchiare la potenza culturale dell'immagine e cercare di tenerle testa. Quindi i media vecchi e quelli nuovi non fanno altro che ri-mediarsi a vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ipermediatezza e trasparenza:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A partire dal rinascimento, la nostra cultura ha coltivato due attese opposte nei confronti dei media visivi: da un lato la&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; trasparenza &lt;/span&gt;del'oggetto che vede il medium come una finestra (es. pittura prospettica). In occidente artisti e fruitori di media visivi hanno generalmente guardato alla pittura prospettica, alla fotografia, alla realtà virtuale, al cinema, come media &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;trasparenti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;D'altra parte non sempre artisti e fruitori desiderano che il medium si renda invisibile. A volte desiderano essere consapevoli anche del medium,e perfino percepire il medium più ancora del contenuto che trasmette, in questo caso diremo, che essi mirano all&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;'ipermediatezza&lt;/span&gt;. tra i nuovi media digitali. il www è quello più spesso caratterizzato dall'ipermediatezza.&lt;br /&gt;Il lavoro di ri-mediazione in qualunque medium si fonda dunque, su due strategie apparentemente contrapposte (immediatezza e trasparenza): A volte l'artista cerca di cancellare nel proprio lavoro le tracce del medium precedente e di convincerci che l'opera realizzata nel nuovo medium offre una rappresentazione molto più diretta del mondo. Altre volte, il medium precedente è rievocato e perfino posto in primo piano. La prima strategia è quella dell&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;'immediatezza trasparente&lt;/span&gt;, la seconda dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ipermediatezza&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Con ipertesti e ipermedia, le oscillazioni tra guardare e guardare attraverso, tra trasparenza e ipermediatezza appunto, diventano una caratteristica importante e decisiva del moderno spazio dello scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scrivere il sè e scrivere come analisi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Se la tecnologia dello scrivere ha sempre avuto una qualità riflessiva, permettendo agli scrittori di vedere se stessi in ciò che scrivevano. I popoli alfabetizzati giunsero a guardare alle loro tecnologie di scrittura come una metafora del pensiero, ma anche come alla sua principale concretizzazione. La mente diventa una superficie di scrittura e il pensiero l'attività di scrivere su tale superficie.&lt;br /&gt;Le tecnologie dello scrivere partecipano alla nostra continua ridefinizione culturale del sè, della conoscenza e dell'esperienza. I nuovi media dipendono da precedenti definizioni del sè incorporate in precedenti media. Scrivere quindi è anche un processo di analisi. Lo studioso Walter Ong ha sostenuto che lo scrivere sia una rappresentazione e un estensione del naturale processo di pensiero. Elenca una serie di caratteristiche che differenziano la mente orale da quella alfabetizzata. Quest'ultima sarebbe analitica, l'altra aggregativa. La mente alfabetizzata sarebbe obiettiva, mentre quella orale non potrebbe staccarsi dal proprio contesto. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La scrittura ha quindi facilitato, la scoperta delle relazioni logiche e la subordinazione di un'idea a un'altra.&lt;/span&gt; Inoltre le forme di ri-mediazione elettronica ci danno la possibilità di ridefinire gli ideali culturali ereditati dalla comunicazione stampata. Una di queste è il venir meno alla distinzione tra letteratura d'elite e popolare. In più, la scrittura elettronica è più varia e democratica, perchè diversamente dalla stampa permette la diffusione dei testi senza l'intervento dell'autorità.&lt;br /&gt;Ogni particolare tecnologia dello scrivere,a partire dal rotolo di papiro, fino ad arrivare alla video scrittura è stata usata per definire una relazione di volta in volta diversa tra la parola scritta e l'identità dello scrittore. I nuovi media dipendono da precedenti definizioni del sè incorporate nella stampa e in precedenti media visivi; il sè elettronico è una versione ri-mediata del sè stampato, cinematografico e televisivo. Per molte persone, la scrittura elettronica è avviata a diventare uno spazio più autentico e appropriato della stampa per l'iscrizione del sè.&lt;br /&gt;Nei decenni passati, la metafora della scrittura elettronica è stata pplicata a due visioni molto diverse della mente e del sè. La prima versione della metafora trattava l'ipertesto come iscrizione del pensiero razionale, addirittura&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; cartesiano&lt;/span&gt;. La tesi implicita era che l'ipertesto potesse meglio rappresentare la&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; mente razionale&lt;/span&gt; o facilitare i suoi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;processi associativi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Mentre la stampa mascherava queste qualità naturali del pensiero, l'ipertesto le rendeva trasparenti. La seconda versione, ora prevalente, non è interessata alla scrittura elettronica in quanto strumento di pensiero razionale, ma come&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; riflesso dell'identità post-moderna&lt;/span&gt;, che appare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;frammentata&lt;/span&gt; e in perpetuo cambiamento. Il carattere riflessivo della scrittura è così sottolineato: scriviamo sia per esprimere, sia per scoprire e condividere ciò che siamo, e nell'età post-moderna la nostra identità scritta è come l'ipertesto, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dinamica&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;flessibile&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;contingente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'èkphrasis:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Nella retorica antica, la capacità del testo scritto di riprodurre esperienze sensoriali era chiamato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;èkphrasis: esso vuole dimostrare che si possono descrivere scene vivide con le parole. Con i media digitali è possibile un&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; èkphrasis alla rovescia, &lt;/span&gt;dove le immagini e le animazioni tendono a surrogare le parole. Questi due procedimenti sono manifestazioni di quello che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Krieger &lt;/span&gt;chiama &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;desiderio del segno naturale. &lt;/span&gt;Ed è proprio questo ingenuo desiderio a indurci a preferire l'immediatezza dell'immagine alla mediazione del codice, mentre cerchiamo un referente reale, che renderebbe trasparente il segno. Da questo punto di vista ci accorgiamo che ancora una volta i media elettronici ri-mediano delle tecnologie precedenti come la pittografia - caratterizzata proprio dall'immediatezza. Oggi infatti si parla di pittografia elettronica - un testo elettronico può prsentarsi come un insieme di segni alfabetici misti a elementi grafici, che hanno l'aspetto di un ufficio ben organizzato, dove i file da eliminare vanno in un metaforico cestino.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-1132042007865264747?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/1132042007865264747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=1132042007865264747' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/1132042007865264747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/1132042007865264747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/12/la-scrittura-nella-tarda-maturit-della_1473.html' title='La scrittura nella tarda maturità della stampa'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-7144353721497801439</id><published>2008-12-05T04:20:00.000-08:00</published><updated>2008-12-08T04:38:09.776-08:00</updated><title type='text'>La scrittura come tecnologia del pensiero</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In realtà al contrario di come si potrebbe pensare, il concetto di ipertesto è più antico di quanto pensiamo, se pensiamo a una qualsiasi &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;cattedrale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; medievale, con la sua profusione di statue, vetrate, immagini di santi, allegorie della virtù e del vizio ecc.. la cattedrale rappresenta un libro sempre aperto per i religiosi come una sorta di enciclopedia di pietra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Rieccoci confrontati al problema della lettura. Sappiamo che nei primi testi alfabetici non vi era separazione fra le parole. Solo progressivamente furono inventati gli spazi tra i vocaboli, la punteggiatura, i paragrafi, le suddivisioni in capitoli, gli indici, gli apparati, l'impaginazione, la rete dei rimandi delle enciclopedie e dei dizionari, le note a piè di pagina - insomma tutto ciò che serve a facilitare la lettura e la consultazione dei documenti scritti. Contribuendo a &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;piegare&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; i testi, a strutturarli, ad articolarli oltre la loro linearità, queste tecnologie ausiliari costituiscono quello che potremmo definire un apparato di lettura artificiale. O meglio i primi accenni di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ipertesto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In realtà il libro a stampa non &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;abbatté&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; l'enciclopedia di pietra &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;né&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; cancellò completamente l'antica arte degli amanuensi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli uomini continuarono a leggere le proprie tradizioni religiose tradotte nelle lingue dell'architettura e della pittura e nel contempo a comunicare con carta e penna, nelle occasioni più disparate. Semmai quello che accadde fu che la stampa rese marginale la scrittura a mano, nel senso che il libro stampato diventò la forma di testo più comune e importante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Negli anni 80 il computer e il libro sembravano ancora destinati a diversi ambiti di comunicazione. Anche se l'informazione cartacea resta indispensabile, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;non appare più tale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;: questa è la sua curiosa contraddizione nella tarda maturità della stampa. Come dice uno studioso  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;neomarxista&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; di nome &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Jameson&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;: quello che l'aggettivo tardo tende a suggerire è l'idea che qualcosa sia cambiato, che la situazione sia diversa, che il nostro mondo e la nostra vita abbiano subito una trasformazione. è questo il modo migliore di concepire anche la tarda maturità della stampa: come una trasformazione dei nostri &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;atteggiamenti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; sociali e culturali nei confronti di questa tecnologia così familiare e dei modi in cui la usiamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;è senza dubbio una grande rivoluzione, mentre prima vi era una propensione a considerare il testo scritto una creazione immutabile, un monumento all'autore e alla sue epoca. Tendiamo anche a dilatare la distanza tra l'autore e i lettori, a vivere il primo come un colosso e i secondi come timidi visitatori delle sue cattedrali di parole. D'altra parte, nella tarda maturità della stampa i testi elettronici, ci colpiscono per la loro instabilità e sembrano quasi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; abolire il divario tra autore e lettori , facendo di questi ultimi altrettanti autori in potenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La tensione tra monumentalità e mutevolezza, e quella tra distanza o vicinanza tra autore e utenti di un testo fanno parte dell'attuale economia dello scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mente alfabetizzata:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; UN autore di nome &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Walter Ong&lt;/span&gt; in un libro intitolato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"oralità e scrittura" &lt;/span&gt;ha sostenuto che la scritttura è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;interiorizzata &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;e che il processo di interiorizzazione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ostacola la percezione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;delle implicazioni tecnologiche&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;della scrittura&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le persone istruite sanno che le parle possono essere collocate in uno spazio visivo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;e avere un esistenza prolungata in tale spazio. Le tecnolgie dello scrivere non sono fattori esterni che si impongono alla mente di chi le utilizza. Ma sono naturalizzate, solo nel senso che derivano dall'interazione di materiali concreti e prassi umane. Nessuna tecnologia, nemmeno il computer con la sua aria di autosufficienza, può fungere da spazio di scrittura in mancanza di autori e lettori umani. è ciò che Walter Ong, chiama &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la mente alfabetizzata, &lt;/span&gt;è solo un altro nome per indicare le decisioni collettive di autori e lettori su come adibire alla comunicazione i materiali di cui dispongono.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tecnologia di scrittura e cultura materiale:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La scrittura ha sempre luogo in un contesto concreto, si serve di strumenti concreti e ha per risultato degli artefatti materiali. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roger Chartier&lt;/span&gt; (studioso) ha ripetutamente toccato questo punto nella sua opera sulla storia del libro.&lt;br /&gt;Chartier sostiene che la materialità della scrittura è importante, sia essa elettronica o no. La scrittura elettronica richiede pur sempre la nostra interazione con materiali fisici: la tastiera , il mouse, il monitor. La scrittura elettronica è sempre inserita nella cultura materiale e nell'economia del suo tempo. Lo spazio della scrittura virtuale è in continuità con lo spazio materiale dello scrivere: è tanto un riflesso dei materiali e delle tecniche contemporanei, quanto un espressione delle ambizioni della nostra cultura riguardo allo scrivere.&lt;br /&gt;Il punto è che non dobbiamo concepire la scrittura come un fattore tecnico che influenza e trasforma la prassi culturale dall'esterno, ma essa è parte integrante della cultura. Non è il determinismo tecnologico di cui parlava Mc Luhan. Non è la tecnologia a influenzare la società, ma la tecnologia è intrinseca in essa.&lt;br /&gt;In altre parole, possiamo rifiutarci di separare gli aspetti tecnici e quelli sociali della tecnologia dello scrivere, ma riflettere ugualmente su come le tecniche e i materiali siano stati impiegati da autori e lettori in diverse epoche culturali.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-7144353721497801439?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/7144353721497801439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=7144353721497801439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/7144353721497801439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/7144353721497801439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/12/la-scrittura-come-tecnologia-del.html' title='La scrittura come tecnologia del pensiero'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-675248931914257202</id><published>2008-12-05T04:12:00.000-08:00</published><updated>2008-12-06T07:12:37.928-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Logica ipertestuale'/><title type='text'>Scrittura elettronica: sostenitori e scettici</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli entusiasti della tecnologia elettronica non sono ambivalenti e talvolta predicano la fine del libro, come ha fatto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Raymond Kurzweil&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;". Egli sostiene che i libri elettronici, grazie alle immagini in movimento, in grado di interagire con l'utente, la possibilità di accedere a quantità sempre più vaste di materiale ecc.. renderà obsoleto il libro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Qualche volta gli entusiasti giungono a ignorare del tutto la stampa, immaginando un' epoca di comunicazione elettronica pura e trasparente, caratterizzata dall'audio, video, interattività e perfino da reti di comunicazione al livello della realtà virtuale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Altri fantasticano di classi in cui i libri di testo sono sostituiti da ambienti virtuali per l'apprendimento, in cui gli studenti in  quanto telepresenze, possono vedere, ascoltare, toccare, e forse un giorno perfino odorare e gustare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;D'altra parte invece una scrittrice di nome E. Annie Proulx esclude che si possa leggere un romanzo su un fastidioso videoterminale. Dà per scontato che il genere romanzo, nato e cresciuto nell'epoca della stampa, continuerà a esistere in forma lineare, onde concludere che un monitor è inadatto alla fruizione di questa forma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In altre parole ella non prende sulserio la sfida che i nuovi media elettronici potrebbero rappresentare anche sul piano della struttura dei testi, narrativi e non. Tra le questioni che appassionano sia i fautori sia i detrattori della scrittura elettronica, figurano le seguenti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Qual'è la natura della sfida dei media digitali alla stampa?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I media digitali sostituiranno la stampa?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'avvento del computer annuncia una rivoluzione della scrittura o si tratta di un cambiamento di portata limitata?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dobbiamo chiederci se i testi alfabetici possono davvero competere con le esperienze sensoriali visive e uditive dei media digitali, e se la scrittura stessa dovrà rinegoziare il suo status culturale. Sè verrà meno il predominio della scrittura in campo culturale, cosa ne sarà del prestigio dei libri, che vivono di scrittura? forse il lubro tradizionale sopravviverà come spazio testuale esclusivamente verbale e sarà proprio per questo, culturalmente emarginato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Coloro che dichiarano che il libro non sarà mai sostituito da computer sottolineano i suoi pregi concreti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;IL libro è trasportabile&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Economico&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Facile da leggere&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non ingombrante&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non dipendente da una fonte di elettricità&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In effetti come superficie di lettura lo schermo del computer è meno confortevole di una pagina stampata, cosìcchè leggere a lungo comporta stress oculare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Stando a queste affermazioni il punto di forza del libro sarebbe la&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; fruibilità&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; anche se non è difficile immaginare dispositivi elettronici con le medesime caratteristiche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I fan dell'ipertesto sostengono che siccome pensiamo in modo associativo, l'ipertesto ci permette di scrivere nello stesso modo in cui pensiemo. Mentre i sostenitori della stampa sostengono che la linearità rispecchia la vera natura del pensiero, quindi il libro tradizionale è più vicino alla natura, perchè può essere usato all'aperto e in luoghi dove l'uso del computer è difficile. Inoltre mettono in discussione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'interattività&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;: permettere al lettore di scegliere dei collegamenti dà solo l'illusione di un controllo, che in realtà egli è lontano dal possedere. Imponendo dei collegamenti predeterminati , l'autore toglie al lettore la possibilità di seguire la propria associazione di idee. Tuttavia stando al principio di ri-mediazione, l'ipertesto ammette il proprio debito verso le forme rivali. Ma ciò che i sostenitori della scrittura elettronica tendono a sottolineare è che l'ipertesto non è solo un prodotto ma un vero e proprio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;processo mentale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-675248931914257202?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/675248931914257202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=675248931914257202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/675248931914257202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/675248931914257202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/12/scrittura-elettronica-sostenitori-e.html' title='Scrittura elettronica: sostenitori e scettici'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-7195965348024596497</id><published>2008-11-20T05:24:00.000-08:00</published><updated>2008-12-02T04:23:37.328-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politiche del governo elettronico'/><title type='text'>E-Government e comunicazione pubblica in italia (di Mattia Miani)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/STLS7jC2aII/AAAAAAAAAR8/CGm6-qNRk8Y/s1600-h/comunicazione+pubblica.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 168px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/STLS7jC2aII/AAAAAAAAAR8/CGm6-qNRk8Y/s400/comunicazione+pubblica.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274510034065582210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2o92lmgyttw1k41e5eey.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; in un unico file&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pdf&lt;/span&gt; tutti i post della categoria &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;politiche del  governo elettronico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nel libro di  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Miani&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; si parla di comunicazione pubblica sempre principalmente come sinonimo di "comunicazione dell'istituzione pubblica". Generalmente vengono utilizzate due diverse strategie di definizione: una più &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;restrittiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, focalizzata sul &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;soggetto&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; della comunicazione, e una più &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;estensiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; focalizzata sull&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'oggetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Secondo la prima strategie, è comunicazione pubblica ogni forma di comunicazione che proviene dalla pubblica amministrazione. Secondo l'altra strategia, il comune denominatore delle diverse forme di comunicazione pubblica è l'oggetto, che consisterebbe nell'interesse generale della materia trattata. In questo caso il concetto di comunicazione pubblica comprende:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La comunicazione sociale&lt;/span&gt; (ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica)&lt;/li&gt;&lt;li style="font-weight: bold;"&gt;La comunicazione dell'istituzione pubblica&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La comunicazione politica&lt;/span&gt; (gestita da partiti, movimenti e altre organizzazioni di rappresentanza politica, con lo scopo di costruire il consenso e influenzare le scelte del governo su temi controversi).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Miani&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ci fa notare come, nonostante la nostra costituzione (come tutte quelle democratiche) sancisce il diritto alla manifestazione del pensiero, tuttavia la libertà di parola è solo una dimensione, cioè quella &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;attiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; di questo diritto. Ma bisogna tener conto di altre due dimensioni complementari e altrettanto importanti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;esiste una dimensione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;passiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, intesa come diritto a essere informati e libertà di ricevere informazioni. E poi c'è una dimensione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; riflessiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  - che riguarda il diritto di informarsi inteso come libertà di ricercare attivamente l'informazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Senza queste due dimensioni insieme, l'esercizio attivo della libertà di parola perde significato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Miani&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; poi analizza l'evoluzione della comunicazione pubblica negli anni 80 e 90:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli anni 80&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Fino agli anni 80 si può affermare che in Italia non sia esistito un moderno sistema di comunicazione pubblica, ma si assiste ad una serie di fenomeni che contribuiscono a diffondere nella società valori legati alla cultura della comunicazione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;In primo luogo ci fu la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;S.202/76 &lt;/span&gt;della corte costituzionale che riconobbe il cosiddetto diritto di antenna. Provocando un esplosione dell'industria pubblicitaria, in particolare attraverso la TV.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si sviluppa un clima culturale favorevole allo spirito di impresa e al marketing che rende permeabile anche la pubblica amministrazione alla cultura della comunicazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La sentenza &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;364/88&lt;/span&gt; della corte costituzionale chiama in causa la pubblica amministrazione e il suo dovere di comunicare in modo chiaro con i cittadini.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La sentenza &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;348/90&lt;/span&gt;, afferma, qualsivoglia soggetto ed organo rappresentativo, investito di competenze di natura politica, non può risultare estraneo all'impiego dei mezzi di comunicazione di massa.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2o92lmgyttw1k41e5eey.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; in un unico file&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pdf&lt;/span&gt; tutti i post della categoria &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;politiche del  governo elettronico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli anni 90:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli anni 90 furono invece caratterizzati, soprattutto da un forte consolidamento del mercato pubblicitario, poi la legge &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;223/90&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; (legge &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;mammì&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;) conferma il regime di duopolio fra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;RAI&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; E &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Mediaset&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In questi anni però assumono particolare importanza le leggi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;142/90 e 241/90&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; le cui finalità vanno oltre la ricerca di efficienza e di efficacia, ma piuttosto sono finalizzate a una maggiore democrazia e trasparenza. Gli anni 90 vedono anche l'attuazione dei primi strumenti concreti per migliorare le relazioni con i cittadini: è il caso ad esempio dell&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;URP&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; (ufficio relazioni con il pubblico), dell'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;AIPA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, fino al presente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;CNIPA&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma il vero e proprio avvio del processo di informatizzazione della pubblica amministrazione in &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Italia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, ebbe inizio con il decreto legislativo 12 febbraio 1993 n°39.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Questi sistemi informativi automatizzati dovevano rispondere a 4 grandi obiettivi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Miglioramento dei servizi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Trasparenza dell'azione amministrativa&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Potenziamento dei supporti conoscitivi per le decisioni pubbliche.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Contenimento dei costi dell'azione amministrativa.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nel 97 poi, assumono particolare importanza le leggi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Bassanini&lt;/span&gt; uno  e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Bassanini&lt;/span&gt; due n° 59/27.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il piano di azione Italiano:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il modello italiano delineato dal ministero per l'innovazione e le tecnologie presenta 6 elementi chiave:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Erogazione dei servizi - un insieme di servizi che dovranno essere resi disponibili attraverso modalità innovative.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Riconoscimento digitale - modalità di riconoscimento dell'utente e di firme sicure attraverso la carta di identità elettronica, la carta nazionale dei servizi e la firma digitale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Canali di accesso - una pluralità di canali innovativi attraverso cui l'utente accede ai servizi offerti: internet, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;call&lt;/span&gt;- center , cellulare ecc..&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Enti eroganti - un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;back&lt;/span&gt; -office efficiente ed economicamente ottimizzato dei diversi enti eroganti.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Interoperabilità e cooperazione - standard di interfaccia tra le amministrazioni che consentono comunicazioni efficienti e trasparenza verso l'esterno.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Infrastruttura di comunicazione - in modo da collegare tutte le amministrazioni.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli strumenti di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;autentificazione&lt;/span&gt; digitale:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli strumenti di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;autentificazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; digitale, già nominati nel primo piano di azione di e-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;gov&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; italiano sono i seguenti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;La firma digitale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La posta elettronica certificata&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;CNS&lt;/span&gt;- carta nazionale dei servizi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La carta di identità elettronica.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La firma digitale:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La firma digitale rappresenta un tipico fenomeno tecnico-giuridico, nel senso che nasce dalla convergenza di tecnologia e diritto. La firma digitale costituisce uno dei cardini del processo di e-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;government&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. per quanto riguarda la pubblica amministrazione, l'obiettivo, abilitante allo sviluppo dei servizi on-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;line&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, si sviluppa su tre principali linee di intervento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Diffusione della firma digitale all'interno delle amministrazioni con distribuzione a dirigenti e funzionari con potere di firma e relativa formazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Intervento su applicazioni e servizi, per renderli accessibili in sicurezza tramite la firma digitale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Iniziative di stimolo all'utilizzo della firma da parte di gruppi specifici di utenti esterni all'amministrazione.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In Italia si può dire che la firma digitale sia una realtà dal 27 gennaio 2000 quando venne incluso, il primo soggetto autorizzato a rilasciare dispositivi di firma digitale utilizzabili per poter sottoscrivere documenti informatici con la medesima validità giuridica della firma autografa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2o92lmgyttw1k41e5eey.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; in un unico file&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pdf&lt;/span&gt; tutti i post della categoria &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;politiche del  governo elettronico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per comprendere il funzionamento della firma digitale bisogna fare un passo indietro e comprendere come funziona un sistema di crittografia. I sistemi di crittografia hanno origini molto antiche. Già nel 400 a.C presso gli spartani era diffusa la pratica di scrivere un messaggio in verticale su di un pezzo di cuoio arrotolato attorno a un bastone di un certo diametro detto &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;scitale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Solo chi riavvolgeva il cuoio attorno a un bastone dello stesso &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;diametro&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; poteva leggere il messaggio originale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Un sistema di crittografia si compone di quattro elementi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Il testo in chiaro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Un algoritmo di trasformazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Una chiave desunta dall'algoritmo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il testo cifrato, incomprensibile senza l'applicazione della chiave.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Diverso è poi il lavoro giuridico attribuito dalla norma al documento informatico a seconda del tipo di firma utilizzata per la sua sottoscrizione. Infatti la maggiore novità introdotta dalla direttiva è la previsione di tre tipologie di firma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;La firma elettronica - cioè l'insieme di dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Firma elettronica qualificata- è quella firma elettronica ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati, che sia basata su un certificato qualificato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Firma digitale -  è basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l'integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2o92lmgyttw1k41e5eey.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; in un unico file&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pdf&lt;/span&gt; tutti i post della categoria &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;politiche del  governo elettronico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La posta elettronica certificata (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;PEC&lt;/span&gt;):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;PEC&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è un sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l'invio e la consegna di documenti informatici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Certificare l'invio e la ricezione significa fornire al mittente, dal proprio gestore di posta, una ricevuta che &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;costituisce&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; prova legale dell'avvenuta spedizione del messaggio e dell'eventuale allegata documentazione. Allo stesso modo, quando il messaggio perviene al destinatario, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancante) consegna con precisa indicazione temporale. Nel caso in cui il mittente smarrisca le ricevute, la traccia informatica delle operazioni svolte, conservata per legge per un periodo di 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il DPR. 11febbraio 2005, n°68, disciplina le modalità di utilizzo della posta elettronica certificata (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;PEC&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;) non solo nei rapporti con la pubblica amministrazione, ma anche tra privati cittadini. IN sintesi le novità contenute nel provvedimento sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Nella catena di trasmissione potranno scambiarsi le e-mail certificate, sia i privati, sia le pubbliche amministrazioni saranno i gestori del servizio iscritti in apposito elenco tenuto dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;CNIPA&lt;/span&gt;, a fare da garanti dell'avvenuta consegna.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Per iscriversi nell'elenco dovranno possedere un capitale sociale minimo non inferiore a un milione di euro e presentare una polizza assicurativa contro i rischi derivanti dall'attività di gestore.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I messaggi verranno sottoscritti automaticamente da parte dei gestori con firme elettroniche. Tali firme sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;apposte&lt;/span&gt; su tutte le tipologie di messaggi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;PEC&lt;/span&gt; ed in particolare sulle buste di trasporto e sulle ricevute per assicurare l'integrità e l'autenticità del messaggio.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I gestori dovranno conservare tracia delle operazioni per 30 mesi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I gestori sono tenuti a verificare l'eventuale presenza di virus nelle e-mail ed informare in caso positivo il mittente, bloccandone la trasmissione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Le imprese potranno dichiarare l'esplicita volontà di accettare l'invio della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;PEC&lt;/span&gt; mediante indicazione nell'atto di iscrizione delle imprese.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La carta di identità elettronica:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;CIE&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e la &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;CNS&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; sono degli elementi attraverso i quali gli utenti vengono riconosciuti in rete in modo certo al fine di usufruire dei servizi erogati per via telematica della pubblica amministrazione. La carta di identità elettronica è una &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;smartcard&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; che integra nel supporto in &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;poli carbonato&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; una banda ottica e un microchip. I dati del titolare sono impressi in modo visibile (compresa la foto) sia sul supporto fisico sia sulla banda ottica. è una tecnologia molto robusta sotto il profilo della sicurezza, che ha però lo svantaggio di richiedere strumentazioni  molto particolari sia per la lettura che per la scrittura. La &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;CIE&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; cerca di salvaguardare i seguenti obiettivi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Maggiore sicurezza nel processo di identificazione ai fini di polizia&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Utilizzo, quale strumento di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;autentificazione&lt;/span&gt; in rete per i servizi telematici&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Completa interoperabilità su tutto il territorio nazionale.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La carta nazionale dei servizi (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;CNS&lt;/span&gt;):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sulla gazzetta ufficiale n° 105 del 6 maggio 2004 è stato pubblicato il DPR del 2 marzo 2004, n°117, recante, regolamento concernente la diffusione della &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;CNS&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;CNS&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; non è altro che uno strumento di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;autentificazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; in rete che consente l'accesso ai servizi della pubblica amministrazione resi disponibili per via telematica (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;es&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. pagare tasse on-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;line&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; o sbrigare pratiche amministrative on-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;line&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;). L'utilizzo della &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;CNS&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, è protetto da un codice personale &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;PIN&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, consegnato con particolari cautele al &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;legittimo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; titolare della carta. La &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;CNS&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; può essere prodotta o fornita ai cittadini da qualunque ente, anche regione o provincia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le nuove tecnologie nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;back&lt;/span&gt;-office:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Quando parliamo di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;back&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;-office, facciamo riferimento ai sistemi informativi, volti a migliorare l'efficacia, di una qualsiasi organizzazione. Ovviamente, con le nuove tecnologie anche i sistemi di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;back&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;-office hanno subito sicuramente un miglioramento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nella pubblica amministrazione, come in ogni altra organizzazione, i sistemi informativi assolvono due importanti funzioni:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Consentono di elaborare dati finalizzati alla presa di decisioni e alla regolazione del sistema &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Contribuiscono all'erogazione di servizi e alla produzione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;è importante poi non confondere un sistema informativo con un sistema informatico. IL sistema informativo rappresenta la struttura e il fine del sistema, mentre gli apparati hardware e software costituiscono il mezzo attraverso cui le operazioni sono effettivamente compiute. Nulla impedisce che ci siano sistemi informativi basati esclusivamente su sistemi tradizionali (registri, schedari, ecc..).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le banche dati:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le banche dati rappresentano una delle componenti fondamentali dei moderni sistemi informativi. Oggi per banca dati bisogna intendere l'organizzazione e gestione dei dati tramite sistemi informatici e software appropriati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Che cosa fanno le banche dati?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le banche dati registrano ovviamente le informazioni, ma non è questo il loro fine: un dato è una registrazione di una descrizione di una qualsiasi caratteristica della realtà. Le banche dati attuano queste registrazioni con un fine preciso: Generare l'informazione che nel gergo dei sistemisti è qualunque elaborazione di dati in grado di produrre variabilità nel patrimonio conoscitivo del soggetto. Questa caratteristica delle banche dati, rende questo strumento un alleato nei processi decisionali della pubblica amministrazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'evoluzione delle banche dati:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La comunicazione pubblica ha subito un evoluzione con l'avvento delle banche dati sull'ottica della politica dell'e-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;government&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; che conduce alla integrazione e scomparsa del confine tra &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;back&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;- office e front-office. Infatti con la tecnologia web le banche dati - che sono state- e ancora per alcuni enti continuano ad essere, il classico strumento del &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;back&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;-office - sono a completa disposizione dei cittadini, che avranno la possibilità di consultare dal computer di casa, attraverso un interfaccia disponibile a tutti, ogni dato che li riguarda, accedendo alle più ampie informazioni possibili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Interi cataloghi on-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;line&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, per esempio, l'insieme degli orari degli aerei, treni e quant'altro, sono a disposizione dell'utenza e altre informazioni ancora lo saranno con la messa on-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;line&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; delle banche dati degli uffici per le relazioni con il pubblico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Quando tutti gli enti &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;provvederanno&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; in modo completo alla messa on-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;line&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; delle proprie banche dati, sarà molto vantaggioso per tutta la collettività, permettendo il venir meno alla tradizionale barriera tra i due spazi dell'erogazione del servizio, front-office e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;back&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;-office, e trasformando così la modalità di comunicazione tra la pubblica amministrazione e i cittadini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Un problema da risolvere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'unica problematica da affrontare sarà l'eccessiva frammentazione delle informazioni gestite dagli enti. Nel tempo ogni utente ha sviluppato delle proprie banche dati con propri criteri e tecnologie, spesso differenti l'una con le altre, ciò comporta delle difficoltà tecniche nella gestione unitaria dei dati e dunque l'impossibilità di dialogare tra le stesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Una soluzione a questo problema potrebbero essere i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;datawarehouse&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; che rappresentano un magazzino di dati contenente le informazioni estratte dai vari sistemi di banche dati aziendali reso disponibile all'utenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In altre parole, sono delle informazioni di secondo livello per la cui creazione non necessita la disattivazione e la ricostruzione delle banche dati già esistenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per la pubblica amministrazione, dotarsi di un &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_58"&gt;datawarhouse&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; significa dunque andare incontro a esigenze di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il protocollo informatico:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nella pubblica amministrazione, il protocollo informatico è: l'insieme delle risorse di calcolo, degli apparati, delle reti di comunicazione e delle procedure informatiche usati dalle amministrazioni per la gestione dei documenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il protocollo informatico è un sistema che consente per ogni documento ricevuto o spedito dall'amministrazione, la registrazione in maniera automatizzata delle informazioni di protocollo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nelle sue applicazioni più evolute, infatti, il protocollo informatico da semplice registro divento un vero e proprio centro per la gestione digitale di tutti i flussi documentali interni all'amministrazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli obiettivi del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_59"&gt;protocollo&lt;/span&gt; informatico:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli obiettivi che si vogliono raggiungere con il protocollo informatico sono delineati chiaramente nella direttiva del ministro per l'innovazione e le tecnologie del 9 dicembre 2002 e sono fondamentalmente due:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Rendere maggiormente efficienti le amministrazioni-attraverso l'eliminazione dei registri cartacei, la riduzione degli uffici del protocollo, la razionalizzazione dei flussi documentali.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Migliorare la trasparenza dell'azione amministrativa.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il software libero nella pubblica amministrazione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Innanzitutto cerchiamo di chiarire che cosa si intende per software libero: l'espressione software libero si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software e cioè:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Libertà di migliorare il programma e distribuire pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Una delle caratteristiche fondamentali del software libero è rappresentata dalla metodologia di sviluppo: dal momento che tutti i programmatori interessati possono prendere visione del codice, essi sono messi nelle condizioni non solo di rilevare eventuali errori in qualità di utenti, ma anche di suggerire rimedi e miglioramenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2o92lmgyttw1k41e5eey.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; in un unico file&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pdf&lt;/span&gt; tutti i post della categoria &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;politiche del  governo elettronico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Software libero a Bolzano (da Report rai3)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ITzX7zRgOkA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ITzX7zRgOkA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Quali sono i vantaggi del software libero nella pubblica amministrazione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In primo luogo si afferma che l'assenza di costi connessi con le licenze d'uso dovrebbe consentire notevoli risparmi economici. Ma il vero vantaggio del software libero nella pubblica amministrazione è nella possibilità di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;riuso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La principale ragione dietro questa idea consiste nel fatto che le amministrazioni possono avere esigenze comuni e spesso si corre il rischio di duplicare gli investimenti. Per la pubblica amministrazione è dunque fondamentale riuscire a condividere le risorse software sviluppate da agenzie diverse per evitare duplicazioni e inutili sprechi di risorse. Inoltre la possibilità di conoscere il codice sorgente dei programmi è una garanzia di sicurezza. Infatti solo conoscendo il sorgente, i tecnici informatici della pubblica amministrazione possono valutare al meglio la sicurezza delle applicazioni software e non sono dipendenti dai produttori ufficiali del software, in caso di gravi bug (errori).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'E-procurament:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'E-procurament o approviggionamento elettronico,indica quell'insieme di tecnologie, procedure,operazioni e modalità organizzative, che consentono l'acquisizione di beni e servizi on-line, grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo della rete internet e del commercio elettronico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'E-procurament ha come scopo la diffusione, la promozione e lo sviluppo del commercio elettronico quale strumento per l'acquisizione di beni e servizi nella pubblica amministrazione. Attraverso questo nuovo strumento si vogliono raggiungere i seguenti obiettivi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Ridurre la spesa per le forniture di beni e servizi nella pubblica amministrazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rendere le procedure più rapide e snelle&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Garantire la massima trasparenza nelle operazioni di gara&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Aprire il mercato delle forniture e renderlo più competitivo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I benefici attesi per la pubblica amministrazione dichiarata dalla Consip sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Riduzione dei costi del processo di acquisto e dei tempi di contrattazione, grazie alla possibilità di negoziare in tempi ridotti prezzi e condizioni agevolate.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Accessibilità a una base maggiore di fruitori abilitati, tale da permettere una migliore individuazione di fornitori più competitivi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Facilità di confronto dei prodotti e trasparenza informativa grazie all'utilizzo di cataloghi on-line.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità di tracciare gli acquisti e quindi di controllare la spesa, eliminando ogni supporto cartaceo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I benefici dell'e-procurament per i fornitori:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Diminuire i costi di vendita grazie alla parziale riduzione dei costi di intermediazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Adottare un nuovo canale di vendita e allargare il proprio bacino di clienti.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Introdurre un canale complementare a quelli già attivati per gestire le relazioni commerciali.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Recuperare competitività.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le nuove tecnologie nel front-office:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Quando parliamo di nuove tecnologie di front-office facciamo riferimento a quelle particolari interfaccie di comunicazione con i cittadini rese dai portali e dai siti web.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Da questo punto di vista il sito web non è altro che una sorta di front-office vistuale. A partire dal 2000 si è sviluppata in italia un originale riflessione sui criteri di qualità dei siti web pubblici. Questa riflessione ha trovato un primo momento di organizzazione nella direttiva 3/01 del ministro della funzione pubblica recante linee guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il testo delinea i seguenti principi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;L'attività di progettazione e di sviluppo del sito deve essere opportunamente inserita nel contesto organizzativo dell'amministrazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il web dovrebbe essere utilizzato per pubblicare tutta l'informazione di rilevanza pubblica.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I siti devono essere usabili. L'usabilità del web implica che le informazioni debbano essere organizzate e strutturate in maniera da garantire la massima fruibilità.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I siti devono essere accessibili. Essi devono essere progettati in modo da garantire la loro consultazione anche da parte di individui affetti da disabilità fisiche e sensoriali, o condizionati dall'uso di strumenti con prestazioni limitate o da condizioni ambientali sfavorevoli.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Queste affermazioni sono riassumibili rispettivamente nei principi di:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Organizzazione&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Aggiornamento&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Usabilità&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Accessibilità&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;T-Government &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per t-government si intende l'insieme dei servizi forniti dalle pubbliche amministrazioni o dagli enti privati, fruibili  dall'utente tramite il mezzo televisivo, in particolare tramite la televisione digitale terrestre. Si prevede che in breve tempo la televisione digitale terrestre sarà in grado di veicolare potenzialmente applicazioni di carattere innovativo nell'area dei servizi pubblici e dell'interazione tra cittadini e amministrazioni pubbliche. Con il bando (G.U. N° 143 del 21 giugno 2004), il Cnipa ha stanziato 7 milioni di euro per il cofinanziamento di applicazioni informative di e-gov, basate sul digitale terrestre e destinate al grande pubblico a cui assommano altri 3 milioni di euro della&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; fondazione Bardoni&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; per il cofinanziamento di applicazioni avanzate. Obiettivo primario è quello di cofinanziare progetti che prevedano sistemi di erogazione, trasferimento e promozione basati sul digitale terrestre. Dei 56 progetti pervenuti al Cnipa alla chiusura del bando, sono stati 29 i progetti quelli ammessi al cofinanziamento, che daranno il via ad investimenti per oltre 32,5 milioni di euro. Sono coinvolte 13 regioni, 25 provincie, 164 comuni, 15 comunità montane, 40 emittenti tra locali e nazionali. I progetti cofinanziati prevedono l'attivazione sperimentale sul territorio di numerosi servizi destinati ai cittadini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I servizi offerti alla cittadinanza sono&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Utenze.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Biblioteche.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Reclami/ricorsi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Scuola.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Viabilità mobilità.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lavoro&lt;/li&gt;&lt;li&gt; turismo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I servizi di carattere sociale:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Terza età&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Assistenza sociale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Cultura&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tempo libero&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ambiente&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Salute e benessere&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Servizi specifici per l'assistenza sociale:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Informazioni raggiungibili da remoto&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Posibilità di richiedere assistenza o servizi tramite call- center&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Registrazione utente per il riconoscimento.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Caratteristiche dei servizi dedicati alla terza età:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Livello di interattività molto basso&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Informazioni raggiungibili da remoto&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità di richiedere assistenza o servizi tramite call-center&lt;/li&gt;&lt;li&gt;In alcuni casi è possibile richiedere moduli o medicinali tramite TV.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;M-Government&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La telefonia mobile è oggi il mezzo di comunicazione di gran lunga più usato dagli italiani e può diventare io modo più rapido e semplice per raggiungere i cittadini e fornire servizi di immediata utilità. Molti progetti di e-government possono trovare nella telefonia mobile un veicolo di immediata diffusione in aree quali i servizi dati in mobilità, i servizi di autentificazione ed autenticazione, la messaggistica, servizi per micropagamenti, i servizi di localizzazione. In tale contesto il Cnipa ha promosso un progetto di applicazioni su rete mobile denominato &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;m-government&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, finalizzato a mettere a fattore comune le esperienze nazionali ed internazionali consolidate, con lo scopo primario di realizzare un catalogo di servizi utili alle pubbliche amministrazioni e di individuare e promuovere servizi universali per il cittadino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Alcuni dei servizi offerti dall' m-government&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Informazioni per ispettori pubblici addetti alle ispezioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Wireless con pocket Pc per medici, con ricettario, informazioni su pazienti , codici diagnostici ec..&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Servizio di mappe stradali su gprs&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Servizi sms:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Segnalazioni da parte degli uffici di collocamento&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Avviso ai genitori se il figlio è assente da scuola&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Accesso alle cartelle cliniche&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Comunicazione di ritardi nei servizi pubblici.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Servizi di pagamento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Parcheggi pubblici&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Biglietto dell'autobus&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Servizi per anziani e portatori di handicap:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Avviso agli accompagnatori con l'indirizzo dell'anziano.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Localizzazione dell'accompagnatore.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2o92lmgyttw1k41e5eey.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; in un unico file&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pdf&lt;/span&gt; tutti i post della categoria &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;politiche del  governo elettronico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-7195965348024596497?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/7195965348024596497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=7195965348024596497' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/7195965348024596497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/7195965348024596497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/11/e-government-e-comunicazione-pubblica.html' title='E-Government e comunicazione pubblica in italia (di Mattia Miani)'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/STLS7jC2aII/AAAAAAAAAR8/CGm6-qNRk8Y/s72-c/comunicazione+pubblica.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-178502013150729256</id><published>2008-11-06T00:59:00.000-08:00</published><updated>2008-12-02T06:04:00.025-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politiche del governo elettronico'/><title type='text'>Anche il governo diventa elettronico!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SRLAXmkOowI/AAAAAAAAAPw/UFy3zKIIe-Y/s1600-h/Immagine1.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 351px; height: 202px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SRLAXmkOowI/AAAAAAAAAPw/UFy3zKIIe-Y/s400/Immagine1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265482426071556866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anche il governo diventa elettronico&lt;/span&gt;! la massiccia diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ICTS&lt;/span&gt;) sta radicalmente modificando il profilo delle società contemporanee. Nella società dell'informazione, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;internet,&lt;/span&gt; diviene il più importante mezzo di gestione e condivisione dell'informazione, ricordandoci che la condivisione di informazioni e di conoscenza sta alla base della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;produzione culturale&lt;/span&gt;. La rete dunque, va assumendo sempre più le caratteristiche di una vera e propria &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sfera pubblica&lt;/span&gt; nella quale ogni attore sociale e politico può esprimere e presentare le proprie idee, le proprie opinioni partecipando così al dibattito pubblico e avvicinandosi concettualmente, sempre più, a quella che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;P.&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Lèvy&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; chiamava &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;intelligenza collettiva: &lt;/span&gt;Secondo P.&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Lèvy&lt;/span&gt; questa nuova sfera pubblica presenta tre caratteristiche essenziali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Inclusività&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;cyberspazio&lt;/span&gt; è molto più inclusivo di qualunque altro mezzo precedente: Offre opportunità di esprimersi pubblicamente a tutti gli individui, gruppi, istituzioni e comunità, incluse quelle mai esistite prima (comunità virtuali).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Trasparenza&lt;/span&gt; - Nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;cyberspazio&lt;/span&gt; i semplici cittadini possono by-passare giornalisti, dottori, avvocati, insegnati o politici e ottenere informazioni politiche, mediche, scientifiche o legali in maniera diretta. (processo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;disintermediazione&lt;/span&gt;).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Universalità&lt;/span&gt; - Internet è il primo sistema di comunicazione multimediale interattivo senza confini. Trascende tutte le barriere nazionali, istituzionali, disciplinari e di altro tipo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Secondo tale visione le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ICTS&lt;/span&gt; possono contribuire ad un drastico ripensamento del nostro modo di intendere la democrazia. Si confida che queste tecnologie siano in grado di aprire la strada ad una&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; partecipazione diretta&lt;/span&gt; ai &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;processi democratici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i sostenitori di questa tesi le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;ICTS&lt;/span&gt; sarebbero in grado di rilanciare, su basi concrete, l'ideale greco di democrazia. Un'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;agorà&lt;/span&gt; elettronico dove tutti i cittadini possono partecipare alle dinamiche decisionali e dunque &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;autogovernarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Politica on-line (da Digitalk)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;embed id="VideoPlayback" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-9059073750004052513&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=true" style="width:400px;height:326px" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;panopticon&lt;/span&gt; elettronico:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una lettura più pessimistica, la rete richiamerebbe invece esplicitamente i meccanismi del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Panopticon&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Bentham&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, dove il controllo è invisibile ma pervasivo in ogni ambito della sfera pubblica e privata. Un controllo tra reale ed il virtuale. è reale in quanto l'utente si sente sorvegliato e si comporta di conseguenza, ma è virtuale in quanto il "guardiano" può non essere al suo posto di controllo. Questa visione della rete, potrebbe comportare gravi conseguenze in termini di privacy degli individui e potrebbe in ultima istanza, trasformarsi in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;guinsaglio&lt;/span&gt; elettronico, &lt;/span&gt;grazie al quale le autorità politiche possono, attraverso la gestione incrociata dei dati, sapere tutto dei suoi cittadini.&lt;br /&gt;Tutto questo si inserisce in un unico contesto, che prende il nome di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Politics&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, ossia, come le istituzioni e la sfera pubblica in generale si inseriscono nel contesto internet?&lt;br /&gt;Volendo dare dunque una definizione: con il termine e-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;politics&lt;/span&gt; si fa riferimento all'utilizzo dei mezzi elettronici come strumento di gestione delle relazioni tra un soggetto politico ed i propri interlocutori strategici, che possono essere istituzioni, partiti, associazioni, i singoli cittadini e le imprese. Concettualmente la E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;politics&lt;/span&gt;, comprende tanto gli atti rivolti alla fornitura e alla gestione di servizi e informazioni da parte di una determinata amministrazione (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;es&lt;/span&gt;. gli enti locali), quanto le esperienze di organizzazione del consenso in chiave elettorale (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;es&lt;/span&gt;.il comportamento strategico in rete di candidati e partiti politici), e quelle di movimento e partecipazione politica dal basso mediante la rete (ad esempio i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;social&lt;/span&gt; forum).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto dunque, di E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Politics&lt;/span&gt;, si divide e si ramifica a sua volta in altri concetti, che con l'avvento delle nuove tecnologie hanno subito una trasformazione radicale senza precedenti, stiamo parlando di:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Government&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Democracy&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Campaigning&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Movement&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Definizione di governo elettronico:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si definisce G. E. l'utilizzo innovativo delle ITC da parte delle amministrazioni pubbliche sia nei processi interni che nelle relazioni con l'esterno, per fornire servizi maggiormente fruibili e nello stesso tempo migliori prestazioni ai cittadini e alle imprese al fine di migliorare i processi della macchina burocratica in termini sia di efficacia che di efficienza. In una visione più ampia, i servizi erogati nell'ambito del G.E possono essere proposti in tre livelli:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Informazione &lt;/span&gt;- si propone come soluzione al problema dell'efficienza e riguarda la messa a disposizione di documenti elettronici accessibili tramite le reti al posto dei documenti cartacei, rivendicando il diritto di essere informati sia ai cittadini che alle imprese sui temi più disparati dell'amministrazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Interazione&lt;/span&gt; - si propone di colmare il bisogno di trasparenza nei confronti dei cittadini. Riguarda la possibilità di dialogare con le amministrazioni pubbliche via internet, non &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;soltanto&lt;/span&gt; per consultare le informazioni, ma anche per fruire di servizi interattivi ottenendo informazioni personalizzate o sbrigando delle &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;pratiche&lt;/span&gt; amministrative senza spostarsi dal proprio domicilio.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Partecipazione&lt;/span&gt; - L'elemento partecipazione, fa riferimento alla cosiddetta Democrazia elettronica (e-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;democracy&lt;/span&gt;) dove le funzionalità vanno oltre l'erogazione di informazioni e di servizi per concentrarsi sulla possibilità per i cittadini di esprimere le loro opinioni e di esercitare il sacrosanto diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero tramite internet (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;es&lt;/span&gt;: il voto elettronico; blog; politica 2.0).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le origini:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il programma della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;National&lt;/span&gt; Performance &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Review&lt;/span&gt;, voluto dal vice presidente degli stati uniti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;ALGore&lt;/span&gt; varato dal governo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;Clinton&lt;/span&gt; nel 1993 è il primo e più noto esempio di moderna ingegneria amministrativa tendente a cambiare le relazioni fra amministrazione ed amministrati, al fine di creare un governo che costa meno e funziona meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Government&lt;/span&gt; in Europa:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Con l'avvento delle ITC, anche l'Europa si mise in azione in materia di E-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Government&lt;/span&gt; ideando ben due piani di azione che avrebbero dovuto portare l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;europa&lt;/span&gt; on-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;line&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;I piani&lt;/span&gt; di azione sono stati denominati: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2002&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2005&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il piano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2002&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;Il piano di azione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2002, approvato dal consiglio europeo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Feira&lt;/span&gt; nel giugno del 2000, aveva come obiettivo quello di portare l'Europa on-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;line&lt;/span&gt; il più rapidamente possibile. Il piano di azione prevedeva 64 obiettivi da raggiungere entro il 2002. Tra gli obiettivi più importanti vi erano: estendere le connessioni internet in Europa, aprire alla concorrenza tutte le reti di comunicazione e stimolare l'impiego di internet mettendo l'accento sulla formazione e la tutela dei consumatori.&lt;br /&gt;In sintesi il piano di azione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2002, si iscrive direttamente nel quadro della strategia di Lisbona che mira a fare dell'unione Europea &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'economia della conoscenza&lt;/span&gt; più dinamica e competitiva del mondo entro il 2010 ruotando intorno a tre obiettivi chiave:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Un internet meno costoso, più rapido e sicuro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Investire nelle persone e nelle competenze&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Stimolare l'uso di internet.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il piano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2005:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se il piano di azione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2002 mirava soprattutto all'estensione della connettività. Il nuovo piano di azione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;tutt&lt;/span&gt;'ora operante è  &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2005, approvato dal consiglio europeo di Siviglia nel giugno del 2000, mira a trasformare questa connettività in un aumento della produttività economica e un miglioramento della qualità e dell'accessibilità dei servizi a profitto di tutti i cittadini europei, sulla base di un'infrastruttura a banda larga, protetta e ampiamente disponibile. In sintesi , l'accesso a&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; banda larga&lt;/span&gt; è caratterizzato da un alto flusso e dall'accesso permanente ad internet e risponde anche ad un obiettivo trasversale di accesso per tutti per lottare contro l'esclusione sociale, dovuta a esigenze particolari, un handicap, l'età o una malattia.&lt;br /&gt;Nello specifico i principali obiettivi che l'unione europea intende raggiungere entro il 2005 sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Servizi in linea modern&lt;/span&gt;i:&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;amministrazione elettronica (e-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;government&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;servizi di apprendimento elettronico (e-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;learning&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;servizi di assistenza sanitaria on-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;line&lt;/span&gt; (e-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;health&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Un ambiente dinamico per il commercio elettronico (e-business)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;UN infrastruttura di informazione protetta&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;disponibilità&lt;/span&gt; massiccia di un accesso a banda larga a prezzi concorrenziali&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Una valutazione comparativa e la diffusione delle buone pratiche.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2010&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;L'obiettivo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;eEurope&lt;/span&gt; 2010&lt;/span&gt; è più che ambizioso: trasformare l'unione europea, entro il decennio, nell'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del pianeta. Il punto di partenza è la costruzione di una società dell'informazione onnicomprensiva che concili gli europei con le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;ICT&lt;/span&gt;, dimostrando che le nuove tecnologie possono migliorare la qualità della vita in tutta l'unione europea. I tre temi chiave interdipendenti tra loro sono:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Innovazione&lt;/span&gt; - che è fondamentale per stimolare lo sviluppo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'Inclusione&lt;/span&gt; - fondamentale per garantire la piena partecipazione dei cittadini europei a benefici derivanti da un uso delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;ICT&lt;/span&gt;. Per raggiungere tutto questo è necessario, sviluppare strategie lungo tre campi:&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Combattere il divario digitale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;le nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La creatività&lt;/span&gt; - che è il motore dell'innovazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-178502013150729256?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/178502013150729256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=178502013150729256' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/178502013150729256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/178502013150729256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/11/anche-il-governo-diventa-elettronico.html' title='Anche il governo diventa elettronico!'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SRLAXmkOowI/AAAAAAAAAPw/UFy3zKIIe-Y/s72-c/Immagine1.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-5520595845134004795</id><published>2008-09-17T02:24:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:12:52.093-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della TV'/><title type='text'>"La WebTv"</title><content type='html'>Questo post è stato tratto dal 16° capitolo del libro - &lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/logiche-televisione-bettetini-franco-angeli/libro/9788846453341"&gt;Le logiche della televisione (a cura di: G.Bettini; P.Braga; A.Fumagalli) edito da Franco Angeli.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/z0vj073j4ainkager5b.pdf"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Scarica tutti i post della categoria "sociologia della TV in un unico file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;embed id="VideoPlayback" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-1359158809899355740&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=true" style="width: 400px; height: 326px;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Introduzione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Addentrarsi nel fitto tessuto degli intrecci tra televisione e nuove tecnologie digitali è un impresa che richiede un atteggiamento attento a cogliere i tratti definitori del fenomeno senza perdere di vista la sua complessità. Le forme assunte da questo incontro sono molteplici e comprendono sia la trasmissione di prodotti televisivi attraverso il web (webcasting), sia l'integrazione dell'offerta televisiva con contenuti distribuiti on-line (webTV).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Oggi la maggior parte delle televisioni dispone di siti web e ofre servizi di televisione digitale e la gran parte trasmetterà digitalmente, solo entro il 2010, ampliando in modo significativo, il numero di canali, abbassando il costo di trasmissione e incrementando la possibilità di fusione tra televisione e rete. Nello stesso tempo anche internet si è evoluto a diversi livelli, qualificandosi progressivamente come medium domestico fruito da casa alla pari di alcuni media predecessori, come radio e televisione, e in molti casi sostitutivo proprio a questi ultimi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Già agli inizi degli anni 90, quando i media digitali e interattivi muovevano i primi passi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;George Gilder&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; ipotizzava l'evoluzione del mezzo televisivo verso quello che lui chiamò &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Teleputer: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;si immaginò dunque questo medium, in grado di radunare e spedire film, documenti, notizie e clip, in tutto il mondo e in cui l'utente avrebbe sempre potuto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;"ordinare quello che voleva, esattamente quando lo voleva".&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;In sostanza possiamo dire che esistono due modi di interpretare l'evoluzione e la convergenza fra i due media: da un lato, si privilegia una convergenza lineare verso un nuovo medium che ricomprenda in sè quelli che lo hanno preceduto. Nel secondo caso la prospettiva è quella di una coevoluzione dei media che ne ridefinisce assetti e caratteristiche attraverso una fitta rete di relazioni. La web tv può essere letta, dunque, come un nuovo medium o come una delle possibili intersezioni tra media differenti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;A questo punto emergono tre diversi filoni di riflessione:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Uno prettamente economico che si interroga su quali trasformazioni nel business e nell'assetto produttivo vengono introdotte nella webTV&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Uno legato ai linguaggi e a quali elementi di novità introducono queste emittenti.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Uno, comunicativo-antropologico che tenga conto di come si relazionano gli utenti.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://videoinfomorfosi.blogspot.com/2008/08/la-tv-del-futuro.html"&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://videoinfomorfosi.blogspot.com/2008/08/la-tv-del-futuro.html"&gt; &lt;/a&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/z0vj073j4ainkager5b.pdf"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Scarica tutti i post della categoria "sociologia della TV in un unico file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Le varie forme di intersezione tra internet e televisione affondano le loro radici in alcuni processi di evoluzione avviati a partire dagli anni settanta, che toccano l'assetto produttivo e le dinamiche di fruizione e consumo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Ripercorrendo in modo sintetico, queste radici possiamo osservare che, negli anni settanta:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dal punto di vista &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;dell'assetto produttivo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, si sviluppano le prime conglomerate: imprese multimediali da cui parte la convergenza produttiva e distributiva tra i media e apparato di telecomunicazione fino ad arrivare a una situazione in cui le reti di telecomunicazione sono diventate l'infrastruttura essenziale del nuovo sistema dei media.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dal punto di vista socioculturale si definisce lo statuto del computer come mezzo di comunicazione (medium) e un bisogno di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;personalizzazione del consumo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;dei media. Nasce inoltre un esigenza di indipendenza dagli elementi di condivisione e sincronizzazione delle pratiche di fruizione, prima fra tutte &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;l'organizzazione palinsestuale del flusso. televisivo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Arrivati a questo punto cerchiamo di fare chiarezza cercando di catalogare nella maniera più chiara possibile, le svariate forme di intersezione tra internet e tv o tra tv e computer:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Alcuni fenomeni di intersezione tra televisione e web li troviamo nella categoria &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;webcasting, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;con questo termine, dal punto di vista informatico, si intende la trasmissione di segnale audio o video sul web. Consiste nell’invio in tempo reale o ritardato di trasmissioni audio e video mediante tecnologie web. Il suono o il video sono catturati con sistemi audio-video convenzionali, quindi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digitalizzazione" title="Digitalizzazione"&gt;digitalizzati&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; e inviati in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Streaming" title="Streaming"&gt;streaming&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; su un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_server" title="Web server" class="mw-redirect"&gt;web server&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;. Un client webcast consente agli utenti di connettersi ad un server che sta distribuendo (webacasting) e di ascoltare o visualizzare il contenuto audiovisuale.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Ne sono un esempio quei siti che offrono repertori di video accessibili online detti &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;web video on demand , e le web cam.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Attraverso i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;web video on demand&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; si accede a un menù di prodotti audiovisivi visionabili senza vincoli di tempo. In questi casi l'utente non interagisce con un palinsesto, come accade per il mezzo televisivo ma con una libreria di contenuti e può scegliere l'oggetto oltre ai tempi della fruizione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Le web cam&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;, invece, sono telecamere collocate in un punto fisso (un luogo di interesse geografico o naturalistico) o situate nel luogo di un evento (ad esempio un concerto o uno spettacolo) che trasmettono le proprie immagini in diretta e a ciclo continuo attraverso internet.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;collegandosi a questi siti si ha l'opportunità di vedere un luogo o seguire un evento in diretta. Spesso è possibile anche prendere il controllo della telecamera e agire sul punto di ripresa simulando una sorta di regia da parte dell'utente.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;In sostanza possiamo dire che la rete si presta a ricomprendere dimensioni televisive (la trasmissione in diretta o l'offerta di programmi registrati) abbinandole a caratteristiche proprie di internet (costruire spazi di dialogo; offrire approfondimenti anche nel formato del testo verbale e trasmettere in modalità interattiva e mirata).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Un'altra forma interessante di web tv potrebbe essere quella di separare il concetto di interattività dalla tecnologia che attualmente lo ospita, cioè il computer. Questo approccio, può realizzarsi attraverso l'offerta dei sistemi che consentono di navigare online attraverso il televisore. In questo modo l'utente non percepisce più il web come legato esclusivamente al computer, e i programmi televisivi possono venire integrati con contenuti offerti dal web.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Quando viene connesso a internet il televisore diventa una sorta di terminale domestico destinato a ospitare diverse forme di informazione e intrattenimento di volta in volta declinate nel formato broadcast o interattivo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Si può parlare allora di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;enchanced broadcasting o di interactive broadcasting.  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;il primo offre la possibilità di arricchire i servizi televisivi con contenuti multimediali, dati e giochi eventualmente sincronizzabili con il programma in onda. La piattaforma più adatta è la TV digitale integrata con disco rigido e videoregistrazione digitale. L'Interactive broadcasting, consente invece, all'utente di interagire attraverso un canale di ritorno e di usufruire di servizi più avanzati come &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;pubblicità interattiva&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;pay TV&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;home banking&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;t-commerc&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;e  e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;video on demand.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;A questo punto è opportuno fare una riflessione posta su tre livelli:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nuove trasformazioni a livello produttivo introdotte dalla web TV.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Lo sviluppo di nuovi linguaggi.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La personalizzazione del consumo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Nuovi soggetti e modelli nell'universo produttivo:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Lo sviluppo della televisione digitale e le sue intersezioni con la rete delineano, infatti, un nuovo panorama caratterizzato da:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Aumento del numero dei canali e delle emittenti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Disponibilità di una molteplicità di contenuti fruibili con modalità differenti di erogazione e consumo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Emergere di nuove figure di mediazione.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Si tratta, innanzitutto, dei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;content provider &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;che detengono i diritti sui prodotti culturali che vengono messi in circolazione dai media (dalla ripresa in diretta degli eventi sportivi, alle produzioni audiovisive d'archivio). In secondo luogo i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;service provider, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;che confezionano e commercializzano l'offerta finale al pubblico (dai boquet di canali digitali alle library di video offerti online).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;La nuova centralità dei canali di trasmissione fa sì che acquisiscano sempre maggiore importanza anche i loro proprietari o gestori (network provider come fastweb). Nella comunicazione in rete delle web TV e nell'offerta del digitale terrestre l'operatore che gestisce le reti sta diventando, infatti, sempre più attivo nell'organizzazione dell'offerta e nella sua commercializzazione, configurandosi come un nuovo anello di congiunzione fra offerta e domanda. L'Attività delle emittenti si trova così collocata tra due strozzature operate a monte da i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;content provider &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;e a valle dai &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;service e network provider.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Questo nuovo assetto, da un lato fa emergere come la semplice moltiplicazione delle emittenti non si traduca necessariamente in un processo di disintermediazione e di maggiore libertà e autonomia da parte del fruitore. Piuttosto si ha uno spostamento di responsabilità della funzione sociale di selezione e organizzazione delle offerte di contenuto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Le intersezioni tra televisione e internet generano due nuovi modelli. Il primo è il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;business per user, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;tipico delle reti digitali terrestri che vendono al singolo utente la possibilità di accesso a un pacchetto di canali. Il ritorno economico per l'emittente deriva, in questo caso, dai ricavi della vendita dei pacchetti di canali al singolo acquirente. Il secondo è il modello tipico di alcune offerte televisive in rete dove è la stessa attività di fruizione dell'utente che deve produrre reddito.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Due esempi significativi di questo secondo modello sono le offerte di consumo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; lean forward &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;dove la transazione commerciale è ciò su cui si basa la possibilità di consumare il prodotto come nei sistemi di VOD (video on demand) e oferte di consumo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;lean back  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;che aggiungono &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;impulsive enhancement&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; nel flusso del programma e sollecitano lo spettatore a fare transazioni che generano reddito. Si tratta dei casi di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;e-advertising&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;, ma anche della trasmissione di eventi che possono muovere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;l'impulse retail&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;, cioè l'acquisto di impulso.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Queste ultime osservazioni fanno emergere due caratteristiche:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'assimilazione delle attività di consumo di prodotti culturali con le attività di acquisto e consumo di beni materiali.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il privilegio accordato ai prodotti culturali in grado di generare processi di acquisto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://videoinfomorfosi.blogspot.com/2008/08/la-tv-del-futuro.html"&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/z0vj073j4ainkager5b.pdf"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Scarica tutti i post della categoria "sociologia della TV in un unico file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Le forme dell'offerta:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Tra le forme dell'offerta, il primo elemento da osservare è il modo in cui i canali digitali. webcasting e webTV costruiscono palinsesti. Venendo meno al vincolo temporale della fruizione, il palinsesto non si basa più sull'organizzazione dei ritmi e delle durate della messa in onda, quanto sulla coerenza tematica dell'offerta e l'individuazione del target.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;I nuclei attorno a cui si organizza la nuova offerta possono essere, allora, la costanza di temi e generi; l'individuazione di uno specifico segmento di audience; la scelta di una nicchia di pubblico costituita dall'intersezione tra un segmento di audience e uno dei suoi generi preferiti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;In questo modo l'offerta digitale, il webcasting e le webTV tendono a creare attorno a sè comunità virtuali su cui modellare le proprie programmazioni e veicolare i valori attorno ai quali riconoscersi. Si tratta di offerte che hanno una grande capacità di generare universi condivisi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/z0vj073j4ainkager5b.pdf"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Scarica tutti i post della categoria "sociologia della TV in un unico file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Le forme del consumo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Affrontando il tema della nuova organizzazione palinsestuale e delle intersezioni tra forme espressive televisive e new media abbiamo concentrato l'attenzione sui mediae, solo a tratti, sulle modalità di relazione con il loro pubblico. Tuttavia, come si è sottolineato nella prima parte del saggio, uno dei principali elementi innovativi dell'intersezione tra televisione e internet è proprio legato all'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;interattività.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Come sottolineano i contributi più recenti su questo tema il termine interattività è molto utilizzato come criterio di definizione delle possibilità aperte dalle nuove tecnologie rispetto al broadcasting, ma ne sono poco definite le caratteristiche e il significato. In termini genarali si fa riferimento a una comunicazione interattiva quando- a partire da specifiche configurazioni tecnologiche - l'utente di un medium ha la possibilità di interagire per riorganizzare il palinsesto; attivare una fruizione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;dialogica&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; con un testo; inviare messaggi che si rendono visibili attraverso i media che sta utilizzando.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Il modello tipico della comunicazione televisiva, sinora, è stato quello della trasmissione (in cui pochi soggetti controllano produzione e distribuzione dell'informazione), mentre gli altri modelli restavano tipici delle interazioni faccia a faccia o della navigazione online. La possibilità di interagire con il mezzo televisivo, invece, consentirebbe una moltiplicazione dei modelli di traffico anche nell'ambito della comunicazione televisiva spostandola verso la comunicazione interpersonale e online. L'interattività può essere allora definita come "la misura della capacità potenziale di un medium di consentire all'utente di esercitare un influenza sul contenuto e/o sulla forma della comunicazione mediata e le diverse forme di televisione interattiva possono essere classificate all'intersezione tra i diversi modelli: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;l'interattivirà di consultazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; che consente all'utente di scegliere a partire da una pre-selezione di prodotti mediali. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;L'Interattività di conversazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; che consente all'utente di produrre un proprio input che viene immagazzinata immediatamente dall'emittente infine c'è &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;l'interattività di registrazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; basta sulla capacità di adattare l'offerta alle esigenze immesse dall'utente (come nel caso delle possibilità di t-commerce).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/z0vj073j4ainkager5b.pdf"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Scarica tutti i post della categoria "sociologia della TV in un unico file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://videoinfomorfosi.blogspot.com/2008/08/la-tv-del-futuro.html"&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-5520595845134004795?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/5520595845134004795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=5520595845134004795' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5520595845134004795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5520595845134004795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/09/la-webtv.html' title='&quot;La WebTv&quot;'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-2558773175579386761</id><published>2008-09-17T01:41:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:13:49.144-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della TV'/><title type='text'>Riflessioni sul concetto di interattività</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.starstore.com/acatalog/simpsons_poster_homer_tv_L.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 188px; height: 260px;" src="http://www.starstore.com/acatalog/simpsons_poster_homer_tv_L.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Conclusioni e riflessioni sull'interattività:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservata da i vari punti di vista, l'interattività del mezzo televisivo comprende:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le relazioni testo lettore&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; (processi ermeneutici)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le relazioni tra attori sociali e media nel loro complesso&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; (i già visti modelli di traffico informativo e le trasformazioni delle condizioni di esperienza)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;aggregazioni&lt;/span&gt; simboliche del pubblico attorno a un prodotto mediale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; (i dialoghi e le comunità che si raccolgono attorno a un genere o a uno specifico testo).&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'interattività, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;riguarda&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; il modo in cui utente, medium, messaggio e ambiente interagiscono e ,in questo senso, agiamo in un modello comunicativo che è ancora prettamente televisivo. Si ha, infatti, una moltiplicazione dell'offerta e, quindi, delle possibilità di scelta, ma resta sostanzialmente stabile la relazione tra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;emittenti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;recettori&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.  Se si osservano, infatti, il numero di azioni comunicative compiute dai diversi soggetti - la distribuzione dei turni di parola e i ritmi dell'interazione - emerge che l'emittente occupa la maggior parte del tempo di interazione e l'utente è impegnato soprattutto in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;attività di percezione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;,  del programma piuttosto che nell'offerta di un proprio contributo a quest'ultimo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://videoinfomorfosi.blogspot.com/2008/08/la-tv-del-futuro.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/z0vj073j4ainkager5b.pdf"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Scarica tutti i post della categoria "sociologia della TV in un unico file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-2558773175579386761?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/2558773175579386761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=2558773175579386761' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/2558773175579386761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/2558773175579386761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/09/riflessioni-sul-concetto-di.html' title='Riflessioni sul concetto di interattività'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-792317288363130114</id><published>2008-08-27T07:11:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:43:40.560-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Il Determinismo tecnologico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Che cos'è il determinismo tecnologico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Quando un prodotto dell'uomo si oggettivizza, va incontro ad alcune conseguenze di carattere generale: cioè la società si comincia a ristrutturare in base ad una innovazione rivoluzionaria che è avvenuta. In questo senso si parla dunque di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;determinismo tecnologico: &lt;/span&gt;ossia, l'interpretazione della società sottoforma di evoluzione tecnologica; o meglio l'organizzazione e la struttura di una società è determinata dalla tecnologia dominante. L'uomo e le sue tecnologie non vanno intesi in modo separato tra di loro, ma sono gli uomini e le società che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;interiorizzano&lt;/span&gt; delle tecnologie e di conseguenza &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il modo di rapportarsi a loro, &lt;/span&gt;avvengono cioè delle vere e proprie trasformazioni di carattere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"psicosensoriale".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In questo senso l'uomo diventa un prodotto delle tecnologie che egli stesso produce.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-792317288363130114?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/792317288363130114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=792317288363130114' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/792317288363130114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/792317288363130114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/il-determinismo-tecnologico_27.html' title='Il Determinismo tecnologico'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-3974401003271612343</id><published>2008-08-27T06:34:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:45:51.691-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Marshall Mc Luhan - il medium è il messaggio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mediamente.rai.it/home/TV2rete/mm9899/aforismi/immagini/2405mcluhan.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.mediamente.rai.it/home/TV2rete/mm9899/aforismi/immagini/2405mcluhan.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;è la figura più imponente nel panorama della riflessione sui media. La sua opera più importante è senz'altro: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Galassia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Gutemberg&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, che ricostruisce la nascita dell'uomo tipografico, ovvero in modo in cui l'adozione della tecnologia della stampa a caratteri mobili ha plasmato il nostro modo di percepire e comprendere il mondo, dando vita alla civiltà moderna. Ma prima di parlare di questo è di fondamentale importanza dire che ciò che accomuna Mc &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Luhan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; al suo stimato collega &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Innis&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è l'idea secondo la quale &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il medium è il messaggio:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;cioè non è tanto importante studiare i contenuti del mass-media come &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;film&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, pubblicità ma l'aspetto più importante risiede nel medium stesso e nel condizionamento profondo che, in virtù delle sue caratteristiche tecnologiche, opera sui nostri modi di percepire e pensare il mondo; è il medium quindi che controlla e plasma le proporzioni e la forma dell'associazione e dell'adozione umana. I contenuti invece di questi media, possono essere diversi, ma non hanno alcuna influenza sulle forme dell'associazione umana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'effetto del medium è rafforzato dal fatto di attribuirgli come contenuto un altro medium, cioè il contenuto di un medium è sempre un altro medium: ad esempio, il contenuto della scrittura è il discorso. Alla domanda, qual'è il contenuto del discorso?, si deve rispondere, che è un processo mentale in se stesso non verbale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'autore fa poi un importante distinzione tra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;medium caldi e medium freddi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: left;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Medium &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;cald&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i&lt;/span&gt; (Radio, cinema e TV)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Medium freddi&lt;/span&gt; (telefono, libro)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il medium caldo è quello che estende, un unico senso fino allo stato in cui si è abbondantemente colmi di dati. Il telefono invece è un medium freddo, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;perchè&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; attraverso l'orecchio si riceve una scarsa quantità di informazioni, e altrettanto dicasi, ovviamente di ogni espressione orale rientrante nel discorso in genere, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;perchè&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; offre poco ed esige un grosso contributo da parte dell'ascoltatore.  I media caldi invece non lasciano molto spazio che il pubblico debba colmare o completare; comportano perciò una limitata partecipazione, mentre i media freddi implicano un alto grado di partecipazione o di completamento da parte del pubblico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-3974401003271612343?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/3974401003271612343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=3974401003271612343' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/3974401003271612343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/3974401003271612343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/marshall-mc-luhan-il-medium-il.html' title='Marshall Mc Luhan - il medium è il messaggio'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-4493205359687386097</id><published>2008-08-27T06:32:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T05:29:03.805-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>"Gli studi di Harold Adams Innis"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://content.answers.com/main/content/wp/en/thumb/e/e2/200px-Harold_Innis_public-domain_library_archives-canada.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 306px;" src="http://content.answers.com/main/content/wp/en/thumb/e/e2/200px-Harold_Innis_public-domain_library_archives-canada.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I Supporti della comunicazione: (Harold Adams Innis)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Innis&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;" è senza dubbio il capofila di quel filone di studi a cui si fa talora riferimento come &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"scuola di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;toronto&lt;/span&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, caratterizzato da una particolare attenzione alla natura dei medium più che ai messaggi da essi veicolati e da un più o meno marcato "determinismo tecnologico".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'idea centrale su cui poggia &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Innis&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, è che la comunicazione della conoscenza costituisce la base delle relazioni sociali ed economiche tra gli uomini. Cominciò dunque a studiare il modo in cui &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;i supporti della comunicazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; che si sono succeduti nel corso dei secoli. Egli capì infatti, che senza la carta, cioè senza libri, giornali, registri contabili e certificati azionari, l'economia contemporanea non avrebbe potuto funzionare, e addirittura non sarebbe mai potuta nascere. Senza la carta non avremmo mai assistito al sorgere dell'economia mercantile. Dunque bisogna &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;concluderne&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; che nella società moderna la carta è la tecnologia di base che determina lo sviluppo economico complessivo. Così come &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;prima&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; di essa, la pergamena , il papiro. l'argilla. la pietra e così via.. hanno dato vita a diverse forme di organizzazione economica e politica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-4493205359687386097?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/4493205359687386097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=4493205359687386097' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4493205359687386097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4493205359687386097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/gli-studi-di-harold-adams-innis_27.html' title='&quot;Gli studi di Harold Adams Innis&quot;'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-4676484503050921011</id><published>2008-08-27T06:30:00.001-07:00</published><updated>2008-12-02T04:49:02.455-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>"Innis - oltre lo spazio e il tempo"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Innis&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, spiega come le forme e gli strumenti della comunicazione sono caratterizzati da un inclinazione per lo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;spazio&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; o per il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;tempo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;: cioè &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;esistono&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; media che pongono l'accento sullo spazio e sono caratterizzati da materiali leggeri e facili da trasportare e poi ci sono i media che enfatizzano il tempo, che invece sono fatti di materiali pesanti, più difficili da trasportare, ma per questa stessa ragione sono più resistenti e durevoli. I primi tendono a rafforzare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;il potere politico&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, permettendo la circolazione delle informazioni su vaste aree e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;facilitando&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; in tal modo il sorgere di complesse organizzazioni burocratiche; i secondi favoriscono &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'accentramento del sapere &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;- e quindi del potere nelle mani di una casta &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;privilegiata&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, rafforzando dunque &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;i monopoli ecclesiastici e le istituzioni religiose.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sulla base di queste idee, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Innis&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; , ha ricostruito la storia dei grandi imperi - dal punto di vista dell'evoluzione delle tecniche di comunicazione. L'autore comincia la sua analisi dall'Egitto faraonico, caratterizzato dalla compresenza di due media di natura tendenzialmente opposta: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;la pietra &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;il papiro&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. La pietra, un materiale difficilmente trasportabile in ragione del suo peso, riduce al minimo la circolazione delle informazioni favorendo in tal modo l'accentramento del potere in una monarchia assoluta. Il papiro, al contrario, è un supporto estremamente leggero e trasportabile, tale da consentire una maggiore circolazione della conoscenza. Tuttavia, la complessità della scrittura geroglifica portò al monopolio di una classe sacerdotale, quella degli scribi, i soli in grado di padroneggiarla. Il conflitto tra potere monarchico e potere sacerdotale si risolse quindi in favore della religione - e dell'asse del tempo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;A causa della pesantezza della creta e dell'altissima complessità della scrittura cuneiforme, anche gli imperi babilonesi furono a lungo dominati da una casta sacerdotale. Solo l'introduzione della pergamena, un mezzo leggero, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;facilmente&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; trasportabile, e la semplificazione dell'alfabeto minarono il monopolio sacerdotale, portando gradualmente alla creazione di un sistema amministrativo e all'affermarsi delle città commerciali, che per prime adottarono l'alfabeto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-4676484503050921011?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/4676484503050921011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=4676484503050921011' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4676484503050921011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4676484503050921011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/innis-oltre-lo-spazio-e-il-tempo_27.html' title='&quot;Innis - oltre lo spazio e il tempo&quot;'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-891721795985722179</id><published>2008-08-27T06:15:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:49:46.798-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>La carta- secondo Innis</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.formianautica.it/images/carta%20igienica.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.formianautica.it/images/carta%20igienica.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Secondo l'autore tutto cambiò con l'avvento della&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; carta &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;(ovviamente non quella che vedete a sinistra, nonostante la sua indispensabile utilità) dopo l'anno mille, che unitamente all'adozione , secoli più tardi, della stampa a caratteri mobili, fu all'origine di una delle  svolte capitali nella storia dell'occidente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La carta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, è un supporto estremamente leggero e trasportabile, ha enfatizzato il governo sullo spazio e facilitato la formazione di ampie e capillari burocrazie, alle origini del moderno stato-nazione. La stampa a caretteri mobili, introducendo la riproducibilità su vasta scala del sapere , ha svincolato quest'ultimo dal monopolio degli amanuensi e dei copisti. La tecnologia di gutemberg ha reso inoltre possibile l'affermarsi di un opinione pubblica borghese, e  come conseguenza più indiretta, il sorgere del nazionalismo, che avrebbe dominato la storia ottocentesca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-891721795985722179?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/891721795985722179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=891721795985722179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/891721795985722179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/891721795985722179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/la-carta-secondo-innis.html' title='La carta- secondo Innis'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-3328794733669751418</id><published>2008-08-27T06:03:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:50:20.983-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>"Innis" - Il Bias</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Bias è una parola che si può tradurre in "propensione tendenziosa". Il bias circoscrive la proprietà specifica di un medium. E in quanto proprietà, il bias di un mezzo di un mezzo di comunicazione segna la demarcazione tra quello che un medium può fare e quello che non può fare. Il concetto di bias  racchiude in se non soltanto  la piena originalità della teoria di Innis, ma anche il senso della sua utilità per la riflessione attuale sui media. Bias indica &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"il pregiudizio"&lt;/span&gt; oltre che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"l'influenza deformante".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'influenza deformante:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;è la propensione di un medium per il governo dello spazio o per la vittoria sul tempo e struttura in maniera profonda i caratteri della civiltà in cui è adottato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pregiudizio:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se i media danno la loro impronta all'aspetto complessivo di una civiltà, condizionano anche i sistemi di pensiero nati all'interno di essa.  Per questa ragione, è impossibile una conoscenza oggettiva e non parziale di altre civiltà, sottoposte all'influsso di altri media dominanti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-3328794733669751418?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/3328794733669751418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=3328794733669751418' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/3328794733669751418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/3328794733669751418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/innis-il-bias.html' title='&quot;Innis&quot; - Il Bias'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-907435924500073123</id><published>2008-08-27T05:27:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:51:04.875-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>"Innis" - trasformazioni e conseguenze provocate dalla stampa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'enorme espansione dell'industria della stampa e l'affermazione della libertà di espressione, favorirono la nascita dei monopoli, ed intensificarono i sentimenti nazionalisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Tutti questi cambiamenti provocarono delle profonde conseguenze sul destino degli imperi: la concentrazione di un mezzo di comunicazione porta con se un condizionamento nello sviluppo culturale della civiltà, che di conseguenza sarà interessata o all'importanza dello spazio e quindi dell'organizzazione politica, o al tempo e quindi dell'organizzazione religiosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'introduzione di un secondo medium tende a frenare l'influenza del primo, e a creare le condizioni adatte alla crescita dell'impero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'impero bizantino da esempio, emerse da una fusione tra gli effetti del papiro sull'organizzazione politica e gli &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;effetti d&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ella pergamena sull'organizzazione ecclesiastica. Il dominio della pergamena ha portato, nella storia dell'occidente, al monopolio dell'organizzazione ecclesiastica, che a sua volta provocò l'introduzione della carta, favorevole invece allo sviluppo delle istituzioni politiche. Con l'avvento della stampa, la carta facilitò lo sviluppo effettivo dei vernacoli, e diede espressione alla loro vitalità nella crescita del nazionalismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'adattabilità dell'alfabeto alla produzione industriale su larga scala, diventò la base dell'alfabetizzazione, della crescita della pubblicità e del commercio. Il libro, quale prodotto specializzato della stampa, e successivamente il giornale, rafforzarono la posizione della lingua come base del nazionalismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La capacità di sviluppare un sistema di governo in cui l'influenza della comunicazione possa essere controllata, ed in cui sia possibile raggiungere una gestione equilibrata dello spazio e del tempo, rimane il problema di tutto il mondo occidentale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-907435924500073123?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/907435924500073123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=907435924500073123' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/907435924500073123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/907435924500073123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/innis-trasformazioni-e-conseguenze.html' title='&quot;Innis&quot; - trasformazioni e conseguenze provocate dalla stampa'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-7930160863086971075</id><published>2008-08-27T05:06:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:51:32.652-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>"Innis" - la cancellazione del tempo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I mezzi di comunicazione moderni, hanno determinato una progressiva erosione dell'importanza del tempo come durata storica a vantaggio di un suo appiattirsi sull'istante.&lt;br /&gt;Se la stampa attribuiva ancora una grande importanza alla durata dell'informazione nel tempo, la radio afferma il primato del presente e lo impone anche ai media tradizionali: le richieste dei nuovi mezzi di comunicazione vennero imposte sui mezzi di comunicazione più vecchi, cioè il giornale e il libro. Con questi forti sviluppi il tempo fu distrutto e divenne sempre più difficile raggiungere la continuità o richiedere di considerare il futuro.&lt;br /&gt;L'effetto disastroso del monopolio della comunicazione basato sull'occhio &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accelerò&lt;/span&gt; lo sviluppo di un concorrenziale tipo di comunicazione basato sull'orecchio, con la radio e con l'abbinamento del suono al cinema e alla televisione. Lo stampato cedette il passo in efficacia alla radiodiffusione e all'altoparlante. I capi politici furono in grado di appellarsi direttamente ai votanti e di costruire la pressione dell'opinione pubblica sull'assemblea legislativa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-7930160863086971075?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/7930160863086971075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=7930160863086971075' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/7930160863086971075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/7930160863086971075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/innis-la-cancellazione-del-tempo.html' title='&quot;Innis&quot; - la cancellazione del tempo'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-5689147840244973888</id><published>2008-08-26T06:06:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:52:18.172-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Règis Debray - la mediologia e le mediasfere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;mediologia&lt;/span&gt; aspira ad essere lo studio delle mediazioni attraverso le quali un idea diviene forza materiale. Insomma è un metodo che cerca di cogliere il legame che unisce l'evoluzione delle idee e delle credenze con lo sviluppo di macchine e strumenti, in special modo della comunicazione. Si può parlare allora, di una sorta di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;materismo&lt;/span&gt;, delineando così la possibilità di studiare anche la storia delle istituzioni sulla base dei media che ne hanno modellato la struttura. La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;mediologia&lt;/span&gt; dunque aspira a riconciliare la cultura con le sue basi materiali.&lt;br /&gt;Per far questo però, è necessario sgombrare il campo dai &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5 dragoni &lt;/span&gt;che si frappongono fra noi e la tecnica, impedendoci di comprenderla correttamente:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il dualismo ontologico&lt;/span&gt; - che ci porta a vedere spirito e materia come una coppia di opposti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lo spiritualismo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;antitecnico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;- che ha portato per più di un secolo molti pensatori a scorgere nella tecnologia un'occasione di salvezza o un rischio di dannazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;umanismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - che vede un soggetto sovrano che sovranamente si serve dei suoi docili strumenti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'individualismo&lt;/span&gt; - che tende a svalutare l'influenza che i supporti esercitano sulle idee che veicolano&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il modernismo&lt;/span&gt; -  secondo cui la diffusione delle tecnologie comprime lo spazio del simbolico, rendendo residuali e irrilevanti i fenomeni religiosi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;mediologia&lt;/span&gt; intende inoltre essere una sorta di ecologia dell'ambiente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;mediologico&lt;/span&gt;, che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;debray&lt;/span&gt; riassume nel concetto di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;mediasfera&lt;/span&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le tre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;mediasfere&lt;/span&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;logosfera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - corrisponde al periodo in cui l'oralità è imponente, ma sostanzialmente domina la scrittura a mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;grafosfera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - contrassegnata dalla stampa, vede l'aumento del numero di scritti che incentiva una lettura privata e la definizione di un individuo razionale ed al centro del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;videosfera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - Figlia dei media audiovisivi, si instaura invece con la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;fagocitazione&lt;/span&gt; (assorbimento) di ogni realtà nell'ambito del visivo, allorquando l'abbondanza incontrollata di immagini scandisce il vivere sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre secondo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Règis&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Debray&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; le tre cesure &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;mediologiche&lt;/span&gt; dell'umanità, vale a dire la scrittura; la stampa; e l'audiovisivo, corrisponderebbero  a tre regni distinti di immagine:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;L'idolo&lt;/span&gt; (associabile alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;logosfera&lt;/span&gt;) - con esso si mette in opera uno sguardo senza oggetto, in quanto esso si pone come semplice traduttore di istanze trascendenti. &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"teocrazia".&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;L'arte&lt;/span&gt; (associabile alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;grafosfera&lt;/span&gt;) - l'arte pone il soggetto dietro lo sguardo: sottolineando la centralità dell'uomo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;anziché&lt;/span&gt; del divino. &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"ideocrazia".&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;L'audiovisivo&lt;/span&gt; (associabile alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;videosfera&lt;/span&gt;) -  caratterizzato dalla TV e dal flusso incessante di immagini ed informazioni digitalizzate. Con il visivo si può parlare a pieno titolo di una visione senza sguardo &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;videocrazia&lt;/span&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Perchè&lt;/span&gt; si parla di visione senza sguardo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta a questa domanda è: a differenza del cinema, l'immagine in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;tv&lt;/span&gt; sembra essere originata dallo schermo stesso, cioè è un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;emozione diretta della realtà&lt;/span&gt;. Grazie al suono e al colore si amplifica a dismisura l'idea di trovarci di fronte all'impronta del reale. Così facendo secondo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Debray&lt;/span&gt; non solo si annulla il concetto di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; spettacolo,&lt;/span&gt; ma sostiene che questo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;far vedere tutto vuol dire in sostanza far vedere niente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TV democratica o antidemocratica?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;Debray&lt;/span&gt;, si può considerare la TV organo di democrazia per l'accesso generalizzato e diretto all'informazione, e allo stesso tempo una tecnica antidemocratica &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;perchè&lt;/span&gt; rende passivo il soggetto, gioca sulla credulità che l'immagine indiziale definisce, personalizza il potere, non dà a tutti le stesse possibilità di gestire il flusso di informazione, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;depotenzia&lt;/span&gt; quindi i contenuti a vantaggio dell'apparenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le conseguenze della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;videosfera&lt;/span&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;videosfera&lt;/span&gt; appare secondo l'autore, come un habitat di una società cinica, disordinata, priva di solidi legami sociali e di valori stabili, schiava del presente ed incapace di partorire argomentazioni razionali. Secondo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Debray&lt;/span&gt; con la TV l'individuo va incontro a varie forme di inattitudine:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inattitudine alla negazione&lt;/span&gt; - porta alla formazione di spiriti incapaci di cambiare il mondo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;poichè&lt;/span&gt; incapaci di concepire argomentazioni contrapposte.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inattitudine alla generalità&lt;/span&gt; - si sarà attenti agli individui, alla singolarità del vivente, ma anche privi di ancoraggi collettivi, di riferimenti simbolici condivisi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inattitudine all'ordinamento&lt;/span&gt; - ossia la capacità di gestire le situazioni con versatilità e scioltezza, ma anche l'assenza di vigoroso spirito critico.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inattitudine alla flessione temporale&lt;/span&gt; - saremo esseri senza memoria , esseri che vogliono tutto e subito.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Interazione fra stato e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;videosfera&lt;/span&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'avvento della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;videosfera&lt;/span&gt; e in particolare della TV, grazie alla quale si è passati da una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"civiltà simbolica"&lt;/span&gt; ad una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"civiltà indiziale"&lt;/span&gt;, non solo è cambiata la percezione della realtà in quanto tale, ma ha cambiato radicalmente la dinamica politica e della vita pubblica, insomma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Debray&lt;/span&gt; si trova di fronte uno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"stato immagine"&lt;/span&gt; debole e falso, che invece di governare si vede costretto a sedurre per rincorrere il consenso popolare.  La televisione definisce i canoni figurativi, estetici che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"l'uomo di stato"&lt;/span&gt; deve possedere, a  prescindere dalle qualità governative effettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Debray&lt;/span&gt; ad ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;mediasfera&lt;/span&gt; associa una tipologia statale:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;logosfera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - ha portato allo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;fabulatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, aiutato dalle pratiche ecclesiastiche di istruzione e formazione del consenso.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;grafosfera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - ha portato alla nascita dello &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stato educatore&lt;/span&gt;, in cui la scuola tende a creare le basi simboliche di adesione ai principi condivisi e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;legittimanti&lt;/span&gt; il corpus sociale e la gestione dell'autorità.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;videosfera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - ha reso possibile lo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stato seduttore&lt;/span&gt;, cioè una sorta di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;telestato&lt;/span&gt; che cerca il consenso tramite strategie pubblicitarie ed in cui è l'opinione pubblica a &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;legittimare&lt;/span&gt; l'autorità. L'uomo di potere oggi si concentra in un isterico tentativo di risultare simpatico, telegenico. Allora la seduzione non avviene sulla base di capacità governative, o sulla forza delle idee ma avviene sulla personalità apparente, o cercando di far leva su un umanitarismo di facciata.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;Debray&lt;/span&gt; sostiene che ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;mediasfera&lt;/span&gt; ha la sua magia politica preferita:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;logosfera&lt;/span&gt; sfrutta il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;verbalismo&lt;/span&gt;; dove la parola funge da atto.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;grafosfera&lt;/span&gt; sfrutta il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;dottrinarismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;; quando la tesi giusta basta a far cantare vittoria.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;videosfera&lt;/span&gt; sfrutta il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;mediatismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;; quando la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;mediatizzazione&lt;/span&gt; sostituisce il messaggio.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;Oggi la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;videosfera&lt;/span&gt; ha portato l'individuo ad una confusione tra il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"reale&lt;/span&gt; e il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"visibile"&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"io vedo"&lt;/span&gt; ha sostituito &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"io comprendo"&lt;/span&gt; .&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-5689147840244973888?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/5689147840244973888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=5689147840244973888' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5689147840244973888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5689147840244973888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/rgis-debray-la-mediologia-e-le.html' title='Règis Debray - la mediologia e le mediasfere'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-6541697141133984657</id><published>2008-08-26T05:21:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:56:08.591-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>intervista a Règis Debray</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://word.world-citizenship.org/wp-content/uploads/2007/11/R%C3%A9gis%20Debray%20-%20France.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://word.world-citizenship.org/wp-content/uploads/2007/11/R%C3%A9gis%20Debray%20-%20France.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="small"&gt;     Scritto da Paolo Mele   &lt;/span&gt;                          &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Médiologie e mediologia&lt;/i&gt;, per come quest'ultima viene intesa e studiata dalla scuola internazionale ed italiana, non sono la stessa cosa. Ce lo spiega in un'intervista esclusiva Régis Debray, filosofo e mediologo francese. Personaggio conosciuto più per i suoi trascorsi storici che non per gli approfonditi studi sulla &lt;i&gt;médiologie&lt;/i&gt;. Al fianco di Che Guevara nella rivoluzione in Bolivia, Debray fu fatto prigioniero dalle milizie boliviane e solo grazie all'intervento di De Gaulle fu liberato. Tornato in Francia dopo l'esperienza boliviana, l'intellettuale francese inizia a maturare una forma di rispetto nei confronti di uno Stato forte e autorevole, tanto da prendere parte anche lui alla vita politica con l'accettazione dell'incarico di consigliere del Presidente Mitterand. Ne uscirà deluso dopo aver constatato la debolezza e la falsità di uno Stato immagine, che invece di governare si vede costretto a sedurre per rincorrere il consenso popolare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Oggi Debray oltre ad essere direttore dell'Istituto Europeo in Scienze delle Religioni presso l'università di Paris IV dirige una neonata rivista trimestrale che si chiama &lt;i&gt;Médium&lt;/i&gt;&lt;i&gt;. &lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;(prima parte)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Signor Debray, si può rintracciare una data o un contesto di nascita per la Médiologie? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si, il 1979 "Le pouvoir intellectuel en France". Alla fine di questo libro annuncio l'emergenza di questa disciplina.   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;La médiologie è stata definita come una falsa scienza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non è una scienza. E non è né vera né falsa. É un campo di razionalità che non pretende la scientificità. Non considero che la sociologia sia una scienza; affinché si possa parlare di scienza è necessario che vi sia un sapere cumulativo e un consenso fondamentale tra gli imperativi di questa scienza. Dubito che le scienze sociali rispondano a queste caratteristiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Quindi potremmo considerare piuttosto la médiologie come una "forma mentis"?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si come uno sguardo sul mondo. Più un modo particolare di conoscere che un dominio preciso di conoscenze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Mediologia e &lt;i&gt;médiologie&lt;/i&gt;: quali le differenze?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;I Media possono essere considerati come un caso particolare di Mediazioni, le quali rappresentano l'interesse della mediologia. La mediologia, infatti, è lo studio delle interazioni tra tecnica e cultura o lo studio delle mediazioni della tecnica della cultura o lo studio delle conseguenze simboliche delle rotture tecnologiche. Quindi il dominio, o meglio, lo sguardo copre un campo molto più vasto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; rispetto a quello dei mass media. La mediologia non è una sociologia dei media. La Mediologia rappresenta un modo di guardare la cultura dal basso e di mettere in relazione due domini di realtà generalmente sconnessi quali, da una parte, il campo delle "idéalités" o delle produzioni culturali e, dall'altra, il campo delle produzioni tecniche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Qual è la differenza tra la vostra teoria e quella di Mc Luhan?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La teoria di Mc Luhan è incentrata soprattutto sui Mass Media, non é costruita razionalmente, è geniale da un punto di vista intuitivo ma non ha l'ampiezza storica e filosofica o antropologica della mediologia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 0cm; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoBodyTextIndent2"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Voi avete comunque affermato che possiamo definire McLuhan come uno dei padri fondatori della médiologie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si, certamente è un padre che bisogna riabilitare. Mc Luhan è un poeta, non lo dico in senso peggiorativo. Lui è un poeta e noi dei prosatori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Parafrasando Roland Barthes, si può dire che non si dà médiologie, scienza dei media, se essa non finisce per assumersi come &lt;i&gt;medioclastia&lt;/i&gt;, distruzione e conflitto con e dentro i media?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;No, la mediologia non è medioclastica; la mediologia vorrebbe astenersi dai giudizi di valore e vorrebbe descrivere delle tecniche dei mezzi, delle mediasfere&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; e non è affatto coinvolta in un combattimento contro i mass media; anche se privilegiando la trasmissione tenta di valorizzare le istituzioni, i corpi mediatori, ovvero la scuola, la chiesa, lo stato, i musei piuttosto che i mass media&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Nel manifesto della mediologia del '99 lei sostiene la necessità che vi è tra la tecnica e la cultura. È come voler promuovere la cultura del saper fare? Come lo si potrebbe fare? A chi conviene meno che venga attuata questa "rivoluzione culturale"? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La mediologia non fa al caso degli idealisti e degli spiritualisti, anche se ho fatto io stesso degli studi di mediologia degli studi cristiani e notamente su dio, unico e personale (nel mio libro Dieu, un' itinere) in generale lo spiritualismo non ama che gli si ricordino le basi materiali della cultura. Cultura e tecnica sono generalmente viste come antitetiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;In che modo, per lei, si differenziano informazione e comunicazione e dove si colloca la trasmissione?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La trasmissione è il trasporto dell'informazione nel tempo, la comunicazione è il trasporto dell'informazione nello spazio. L'informazione può essere definita attraverso un algoritmo,l'informazione è matematica, è l'inverso di una probabilità d'apparizione. L'informazione è un logaritmo. La mediologia è fondamentalmente una dottrina della trasmissione, non della Comunicazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;In molti Paesi si alzano pesanti critiche alla Comunicazione. In Italia Perniola, un noto filosofo, oppone alle aberrazioni della Com l'estetica; anche Enrico Grezzi, in tempi non sospetti ha mostrato il suo scetticismo nei confronti della stessa. Ramonet parla di tirannia della Comunicazione. La Com è veramente così pericolosa o queste critiche sono solo una conseguenza di una cattiva applicazione della stessa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;È una questione molto complessa alla quale non si può rispondere in qualche parola. È assurdo diabolizzare la Comunicazione; bisognerebbe prima dare un senso preciso a questo termine e c'è molta polemica politico-ideologica dietro, quindi la mediologia vorrebbe astenersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Louise Merzeau, nel numero 6 dei "Cahiers de Médiologie" (Pourquoi des mediologues?), parla di Hypersphère (la "Sfera di internet"): questa nuova dimensione ha preso il posto della videosfera o ne rappresenta solo un ampliamento?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;No, penso che ci sia una rottura ma diciamo che la videosfera esula l'accezione strettamente tecnica della parola. La videosfera letteralmente sarebbe solamente il mondo dell'immagine&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;televisiva con supporto numerico. Oggi siamo nella numerosfera e la televisione rientra come un caso particolare all'interno di un macro sistema tecnico che è numerico. Dunque siamo nella numerosfera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Crede che i nuovi media possano rappresentare una nuova frontiera della democrazia e del governo o è solo un'utopia? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il termine di nuova frontiera è molto ideologico. É un termine religioso che appartiene all'universo politico americano che non capisco esattamente cosa voglia dire in una descrizione storica. Si, ci sono delle rotture, delle soglie, ma non lo so se il numerico rappresenta un cambiamento nel modo di governare. Rappresenta sicuramente un cambiamento nell'accumulazione scientifica, nell'organizzazione sociale, ma nel sistema politico non sono sicuro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Cosa pensa del concetto di intelligenza collettiva introdotto da Pierre Levy?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Credo che sia un'utopia concreta del mio amico Pierre Levy, che non tiene conto delle differenze di cultura, di lingua, ma dona valore ad una nuova circolazione e accessibilità dei&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;dati scientifici. Una mondializzazione del sapere che non è molto positiva. In ogni modo nessuna rivoluzione mediologica è completamente positiva o completamente negativa. Ognuna ha i propri inconvenienti, ma, d'altra parte, tra i vantaggi del numerico c'è sicuramente un progresso formidabile nell'accumulazione delle conoscenze. E soprattutto nell'archiviazione e nell'accessibilità delle stesse. Perchè malgrado tutto Einstein ha scoperto la relatività con una matita e un foglio di carta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;A quando risale la prima forma di interazione tra Stato e Videosfera?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Aneddoticamente al 1968, l'anno dell'introduzione dei mass media nella politica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Ne "Lo Stato Seduttore" lei parla di umanitarismo come oppio degli uomini di stato, affermando che la concezione di Stato Umanitario si colloca negli anni 80-90. Si sentirebbe di dire che lo Stato Umanitario ha visto la sua fine oppure siamo ancor in pieno regime?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Bella domanda. No, credo che lo Stato umanitario sia in declino perchè ognuno si sta rendendo conto che l'umanitario non ha una collocazione politica e che il famoso diritto o dovere d'ingerenza negli affari interni di un paese serve come punto d'onore solo per l'imperialismo economico e politico più brutale. Quindi&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;credo che lo Stato Umanitario si trovi enormemente destabilizzato dagli eventi Iracheni .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Da un punto di vista mediatico, la guerra in Iraq rappresenta una nuova guerra? Mi riferisco ai video degli ostaggi, alle decapitazioni in diretta, alle immagini delle torture. Che succede?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La prima guerra mondiale è stata una guerra tra il libro e il giornale, vinta dal giornale; la seconda guerra mondiale è stata una guerra tra il giornale e la radio, vinta dalla radio; la guerra del Vietnam è stata una guerra tra la radio e la televisione vinta dalla televisione e l'attuale guerra in Iraq è la guerra tra la televisione e il numerico, vinta dal numerico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Quale è il vostro rapporto con i "Nouveaux philosophes?"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Nessun rapporto con i nuovi filosofi, che sono dei giornalisti, essenzialmente. I nuovi filosofi sono interessanti come fenomeno perchè è veramente l'introduzione dei mass media nella filosofia.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Ovvero, il filosofo diviene il suo proprio pubblicitario e si avvicina all'università per indirizzarsi direttamente all'opinione pubblica. Salta sulla testa dei suoi colleghi, dei suoi padri: è una rivoluzione demagogica. Ma non ho alcun rapporto con questo movimento, mi interessa come oggetto di riflessione ma in ogni modo il contenuto è completamente vuoto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-6541697141133984657?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/6541697141133984657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=6541697141133984657' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/6541697141133984657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/6541697141133984657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/intervista-rgis-debray.html' title='intervista a Règis Debray'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-3298650946030144193</id><published>2008-08-26T03:53:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T05:12:33.422-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Derrik de Kerckhove - "il brainframe"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://cdn.idc.com/italy/images/events/Foto/dekerckhove.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 140px; height: 185px;" src="http://cdn.idc.com/italy/images/events/Foto/dekerckhove.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Linguista e antropologo canadese, è stato studente del grande sociologo e teorico della comunicazione &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Marshall&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;McLuhan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, di cui è considerato l'erede intellettuale. Professore al Dipartimento francese all’Università di Toronto (Canada), è direttore dell'Istituto &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;McLuhan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; di Cultura e Tecnologia dell'università di Toronto, studioso degli sviluppi antropologici di Internet e anticipatore di un futuro che riunisce arte, ingegneria e comunicazione. Come consulente dei media e delle iniziative culturali ha partecipato alla preparazione e all’ideazione del padiglione di Ontario all’Expo ‘92 di Siviglia (Spagna), all’esposizione Canada in Space e al Centro di trasmissione della &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Canadian&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Broadcasting&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Company&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;; recentemente ha fatto parte della commissione incaricata della progettazione di una politica culturale per la comunità francofona in Ontario e del Comitato governativo di Ontario sulla strategia di telecomunicazioni. Si occupa da anni delle interazioni tra la tecnologia e il corpo, i media e la cultura, l'arte e la comunicazione, svolgendo studi sperimentali sul rapporto tra cervello umano e nuove tecnologie comunicative. Il suo lavoro su media, internet e intelligenza connettiva lo ha reso uno dei più autorevoli teorici della comunicazione. Consulente di molti governi per lo Sviluppo delle Telecomunicazioni, de &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Kerckhove&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è rappresentante della politica culturale delle comunità francofone e insignito dal governo Francese con la Palma Accademica. Tra i suoi libri recenti si segnalano: &lt;/span&gt;&lt;em style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;McLuhan&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;for&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;managers&lt;/span&gt;: &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;new&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;tools&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;for&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;new&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;thinking&lt;/span&gt;, Toronto, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Viking&lt;/span&gt; Canada, c2003; The &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;architecture&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;of&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;intelligence&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Basel&lt;/span&gt;; Boston, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Birkhäuser&lt;/span&gt;, 2001; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Connected&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;intelligence&lt;/span&gt; : the &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;arrival&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;of&lt;/span&gt; the Web &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;society&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;edited&lt;/span&gt; by &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Wade&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Rowland&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;London&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Kogan&lt;/span&gt; Page, 1998; The &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;skin&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;of&lt;/span&gt; culture: &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;investigating&lt;/span&gt; the &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;new&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;electronic&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;reality&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;edited&lt;/span&gt; by &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Christopher&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;Dewdney&lt;/span&gt;. Toronto, Somerville &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;House&lt;/span&gt; Pub., c1995.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="testo"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;                                   &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);" class="testo"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;strong&gt;Link                                      utili&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                          &lt;a href="http://www.mcluhan.utoronto.ca/derrickdekerckhove.htm" target="_blank" class="linkesterno"&gt;Sito                                      ufficiale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                          &lt;a href="http://www.mediamente.rai.it/HOME/bibliote/biografi/d/dekerckh.htm" target="_blank" class="linkesterno"&gt;Interviste                                      su mediamente.&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;rai&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                          &lt;a href="http://www.e-journal.it/special_event/relatori/articoli/de_kerckhove.htm" target="_blank" class="linkesterno"&gt;Intervento                                      di De &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Kerckhove&lt;/span&gt; su e-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;journal&lt;/span&gt;.&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                          &lt;a href="http://www.risorse.net/news/n/legginews.asp/id-1110" target="_blank" class="linkesterno"&gt;Intervista                                      su Internet Magazine&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                          &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;                                   &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);" class="testo"&gt;&lt;strong&gt;Bibliografia                                      essenziale (traduzioni italiane)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                          &lt;em&gt;La civilizzazione video-cristiana, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Feltrinelli&lt;/span&gt;,                                      Milano 1991&lt;br /&gt;                          &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;Brainframes&lt;/span&gt;. Mente, tecnologia, mercato, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;Baskerville&lt;/span&gt;,                                      1993&lt;br /&gt;La pelle della cultura. Un’indagine sulla nuova realtà elettronica, Genova, Costa &amp;amp; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;Nolan&lt;/span&gt; 1996&lt;br /&gt;L’etica civile alla fine del XX secolo (con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;Peter&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;Koslowski&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Alexander&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;Jeff&lt;/span&gt;), &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;Mondadori&lt;/span&gt;, 1997&lt;br /&gt;L'architettura dell'Intelligenza (La Rivoluzione Informatica), testo&amp;amp;immagine, Torino 2001&lt;br /&gt;La conquista del tempo, società e democrazia al tempo della rete, a cura di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;Derrick&lt;/span&gt; de &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;Kerckhove&lt;/span&gt;, Editori Riuniti, 2003.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="testo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="testo"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il concetto di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;bainframe&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);" class="testo"&gt;IL &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;bainframe&lt;/span&gt; (cornice mentale) è una struttura di percezione ed interpretazione fisiologica, cognitiva e sensoriale della realtà creata dalla forgiatura del nostro cervello da parte delle tecnologie di elaborazione delle informazioni. Ogni nuovo mezzo di comunicazione, in sintesi configurerebbe i nostri emisferi celebrali delineando sostanziali modifiche neuronali, fisiologiche cognitive e perfino corporee, creando insomma cornici che circoscrivono le modalità con cui intendiamo il mondo e reagiamo ad esso.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);" class="testo"&gt;La tecno-psicologia:&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="testo"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;De &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_58"&gt;Kerckhove&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, avanza l'idea di una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;tecno-psicologia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, ossia lo studio della psicologia intesa non come qualcosa di universale ed immutabile, ma come attributo psichico di individui soggetti storicamente all'azione delle innovazioni tecniche. Per l'autore una psico-tecnologia è una tecnologia che con le sue stesse parole emula, estende o amplifica le funzioni senso-motorie, psicologiche e cognitive della mente. Così facendo riformulano la &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_59"&gt;nostra&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; idea di realtà. Egli si riferisce in particolar modo ai mezzi di comunicazione elettronica che ci hanno permesso di entrare in una vera e propria era delle &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_60"&gt;psicotecnologie&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                            &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-3298650946030144193?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/3298650946030144193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=3298650946030144193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/3298650946030144193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/3298650946030144193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/derrik-de-kerckhove-il-brainframe_26.html' title='Derrik de Kerckhove - &quot;il brainframe&quot;'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-4641349811511033379</id><published>2008-08-26T02:28:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:58:26.915-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Derrik de Kerckhove - "il cervello cibernetico"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Secondo l'autore il computer ha delineato il passaggio dai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;bainframe&lt;/span&gt; di tipo analogico a quelli di tipo digitale. L'uomo si è trasformato, in una sorta di semiconduttore, che associa e sintetizza proprietà &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;psicoculturali&lt;/span&gt; dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;brainframe&lt;/span&gt; precedenti, trattenendo ed elaborando personalmente parte dell'informazione che fluisce incessantemente e copiosamente nel magma generico di espressioni collettive. Con la realtà virtuale che darà vita ad una nuova cornice e cioè &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il "cervello &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;cibernetico&lt;/span&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;si potrà poi concretizzare la possibilità di una condivisione simultanea di coscienza che coinvolga tutte le componenti sensoriali e cognitive. Intanto questo universo partecipativo ha luogo grazie ad internet. Un mondo virtuale illimitato che integrando aspetti di tutti i media, crea un nuovo spazio, costruito grazie al contributo multiplo di tutti i naviganti. De &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Kerckhove&lt;/span&gt;, parla infatti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"intelligenza connettiva"&lt;/span&gt;, vale a dire la condivisione di un pensiero collettivo all'interno della rete informatica. Questa forma di intelligenza condivisa è una sorta di intelletto sempre in funzione a cui ci si connette o sconnette senza influire sulla sua integrità complessiva. Si arriva a partecipare insieme ad intenti, progetti, idee, emozioni senza perdersi nel flusso differenziato di una indistinta identità complessiva. L'autore indica con il termine &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;webness&lt;/span&gt;" &lt;/span&gt;. La connettività, una delle condizioni della crescita culturale, sociale e intellettuale. Gli utenti di internet, come i neuroni celebrali, operano e generano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;idee&lt;/span&gt; e progetti quando interconnessi, negoziano significati godendo di una grossa libertà espressiva e delle nuove velocità tecnologiche.&lt;br /&gt;Si tratta dunque di una sorta di estensione smisurata dell'intelligenza privata, in forma collettiva.&lt;br /&gt;L'intelligenza connettiva, in quanto riformulazione del "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;logos&lt;/span&gt;" condiviso in forma elettronica, avrà l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;obbligo&lt;/span&gt; di divenire secondo de &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Kerckhove&lt;/span&gt;, il motore di una nuova sensibilità politica che consenta un ampliamento della responsabilità individuale e collettiva.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-4641349811511033379?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/4641349811511033379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=4641349811511033379' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4641349811511033379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4641349811511033379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/derrik-de-kerckhove-il-cervello.html' title='Derrik de Kerckhove - &quot;il cervello cibernetico&quot;'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-2256667610531047253</id><published>2008-08-26T01:36:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T05:13:11.199-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Derrik de Kerckhove -" I media eletronici"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'introduzione dei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;media elettronici &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ha comportato ulteriori effetti psicoattivi e trasformazioni antropologiche oltre che socioculturali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La Tv&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, per esempio ha favorito in particolar modo lo sviluppo di una nuova tipologia di brainframe, il&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; "cervello video"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; o videoframe, che enfatizza il ruolo di ogni schermo visivo nell' elaborazione delle informazioni e nell'organizzazione del nostro sistema nervoso. La TV secondo l'autore, stimolerebbe in primo luogo reazioni corporee e sensoriali, anzichè cognitive in senso stretto. All'interno di una cornice così condizionante, la riflessione personale cede il passo ad una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"ruminazione mentale"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; collettiva e crescente. La TV secondo l'autore privilegia contenuti ripetitivi e simili , anzichè analitici e razionali, comporta l'abbandono delle caratteristiche individualizzanti occidentali per la partecipazione ad un flusso di coscianeza collettiva, ad una psicologia di massa, ad una condivisione immaginaria che rappresenta, in un certo qual modo, un ritorno alle società orali pre-alfabetiche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-2256667610531047253?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/2256667610531047253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=2256667610531047253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/2256667610531047253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/2256667610531047253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/derrik-de-kerckhove-i-media-eletronici.html' title='Derrik de Kerckhove -&quot; I media eletronici&quot;'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-6610529232605517917</id><published>2008-08-25T05:23:00.001-07:00</published><updated>2008-12-02T05:11:28.027-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Meyrowitz - l'impatto dei media elettronici sul comportamento umano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.freedomlab.org/wp-content/uploads/2007/09/afbeelding-4.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 182px; height: 109px;" src="http://www.freedomlab.org/wp-content/uploads/2007/09/afbeelding-4.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Joshua&lt;/span&gt;  &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, cerca di descrivere l'adattamento dei modelli comportamentali alle nuove  situazioni sociali  prodotte dai media elettronici. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;  prende in considerazione tre grandi categorie di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ruoli&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; sociali che la diffusione dei nuovi media ha profondamente trasformato:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;1) I ruoli che si riferiscono all&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'identità di gruppo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, 2) i ruoli del divenire legati alla &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;socializzazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; 3) i ruoli di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;autorità e gerarchia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.  A ciascuna di queste famiglie di ruoli l'autore applica tre variabili:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;L'accesso relativo all'informazione sociale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La distinzione tra scena e retroscena.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'accesso ai luoghi fisici.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per quanto riguarda &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'identità di gruppo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; afferma che un gruppo si sente tanto più unito, quanto meno le informazioni di cui ogni suo membro dispone sono condivise da estranei. Inoltre il chiaro concetto di "noi" di un determinato gruppo dipende dalla forte condivisione di comportamenti da scena e da retroscena (leggi il significato di scena e retroscena nel post successivo). Di conseguenza i media elettronici, nel momento in cui offrono nuovi modi per svelare tali comportamenti, mutano l'identità di un gruppo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per quanto riguarda invece la "socializzazione" &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; sostiene che: in ogni processo di socializzazione gli individui tendono ad assumere informazioni condivise, ma specifiche, del gruppo di riferimento.  il processo di socializzazione secondo lo studioso, è cambiato &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;perché&lt;/span&gt; mentre prima dei media elettronici l'accesso alla conoscenza proprio dell'età adulta si poteva avere o tramite la frequenza di luoghi fisici o la lettura, oggi grazie alla &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;tv&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, i processi di informazione sono accessibili a tutti, dai bambini agli anziani. In questo senso l'accesso alle informazioni non è più legato ai luoghi fisici, ma adesso sono i media stessi a determinare il senso del luogo, quindi determinano il modo di interpretare i ruoli. Inoltre questa fusione di ambienti diversi porta a condividere i comportamenti da scena a retroscena, per cui il ruolo autorevole dell'adulto perde significato, una volta che il bambino riesce a decodificare i comportamenti di retroscena.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'ultima categoria di ruoli sociali che il mass-&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;mediologo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; prende in considerazione è quella dell'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;autorità, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;che a differenza del potere - che si possiede - deve essere rappresentata, deve cioè saper mettere in scena lo spettacolo gerarchico. Un individuo appartiene a uno status elevato quando detiene conoscenze e abilità che gli permettono di mantenere il controllo su altri individui. Quanto più i sistemi informativi che trasmettono queste conoscenze sono poco accessibili, tanto più cresce l'autorità. Il ruolo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;gerarchico &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;invece,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;è quello che , più di ogni altro, ha bisogno di mantenere segreti i propri comportamenti da retroscena, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;poiché&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; renderli accessibili a tutti significherebbe perdere autorità.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-6610529232605517917?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/6610529232605517917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=6610529232605517917' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/6610529232605517917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/6610529232605517917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/meyrowitz-limpatto-dei-media.html' title='Meyrowitz - l&apos;impatto dei media elettronici sul comportamento umano'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-5440493808990576673</id><published>2008-08-25T03:35:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:59:21.517-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>J. Meyrowitz; E.Goffman e M.Mc Luhan-"Teorie a confronto"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le elaborazioni teoriche di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; rappresentano il punto di incontro tra le teorie del grande &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Mc &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Luhan&lt;/span&gt;" &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;e quelle di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Erving&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Goffman&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Ricordiamo che &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Goffmann&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ritiene che la vita sociale è una sorta di recita su diversi palcoscenici, in cui lo stesso individuo può assumere ruoli differenti rispetto alla situazione, al proprio ruolo e alla composizione del pubblico. La vita sociale, quindi si divide in spazi di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"palcoscenico"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"retroscena"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, cioè in spazi privati, in cui gli individui non recitano, e spazi pubblici in cui inscenano invece una precisa rappresentazione. Mc &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Luhan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ritiene che la diffusione dei media elettronici, come estensione dei sensi, abbia modificato l'equilibrio sensoriale alterando la percezione del mondo in direzione di una predominanza dell'orecchio sull'occhio. Secondo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Goffman&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e Mc &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Luhan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; presentano debolezze e punti di forza complementari: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Goffman&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; si limita a studiare l'interazione faccia a faccia, ignorando gli impulsi e gli effetti dei media sulle variabili che descrive; Mc &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Luhan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; limita il suo interesse agli effetti dei media ignorando gli aspetti strutturali dell'interazione faccia faccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; considera complementari le teorie di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Goffman&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e Mc &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Luhan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e individua il loro punto di contatto nella&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; "struttura delle situazioni sociali" &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;sostenendo che quando cambia una situazione cambia anche il ruolo che in essa assume il soggetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le situazioni sociali sono contesti che prevedono determinati comportamenti esibiti in pubblico e ne escludono altri. Quando cambiano i limiti di tali contesti, cambia anche la definizione dei comportamenti appropriati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La tesi di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è che i media elettronici non ci influenzano tanto con i loro contenuti, quanto modificando la geografia situazionale della nostra vita sociale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; sostiene che i media , e in particolare la &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;tv&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, ha eliminato i confini tra palcoscenico e retroscena, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;rendendo visibili tutti gli angoli della società.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Oggi infatti attraverso la &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;tv&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, è possibile conoscere il retroscena, dei gruppi a cui non si appartiene. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Meyrowitz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ha ragione nel sostenere che, rispetto al pensiero di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Goffman&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;non esiste più identità tra luogo e informazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;perché&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; la &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;tv&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; ha illuminato ma nello stesso tempo anche eliminato tutti i retroscena unificando ciò che prima era separato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'avvento dei media elettronici implica lo sfaldamento della situazione dei luoghi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La situazione cambia pur non modificandosi il luogo fisico, di conseguenza cambia l'idea di soggettività&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. La situazione non va più strutturata al luogo fisico ma dall'accesso delle informazioni. O meglio, dalla capacità di accesso degli individui alle informazioni che i sistemi trasmettono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-5440493808990576673?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/5440493808990576673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=5440493808990576673' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5440493808990576673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/5440493808990576673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/j-meyrowitz-egoffman-e-mmc-luhan-teorie.html' title='J. Meyrowitz; E.Goffman e M.Mc Luhan-&quot;Teorie a confronto&quot;'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-4450596225116058236</id><published>2008-08-25T02:18:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:59:43.366-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>L'industria culturale:</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'espressione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;industria culturale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è scelta da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Harkheimer&lt;/span&gt; e Adorno&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, in opposizione al concetto di cultura di massa. Se quest'ultima, infatti, rappresenta la creatività culturale degli strati socialmente più bassi e conserva un pur esiguo margine di libertà rispetto alle forze sociali ed economiche dominanti, l'industria culturale non ha nulla di spontaneo: non è altro che uno strumento tramite il quale la società capitalistica riversa le sue norme e i suoi valori su una massa inerte e atomizzata. Attraverso l'industria culturale, la società capitalista mette in scena la sua inesausta &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;auto-celebrazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; e ribadisce la capillarità del suo potere, a cui nulla e nessuno sfugge. I difensori di questo sistema sostengono che non è in gioco nessuna forma di dominio autoritario, ma secondo Adorno e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Harkheimer&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; quello che si instaura è in realtà un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;" circolo di manipolazione e bisogno"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; in cui le aspettative preformate dell'industria vengono interiorizzate a tal punto dallo spettatore che gli si presentano con la naturalezza dei desideri e delle ambizioni spontanee.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'individuo nell'epoca dell'industria culturale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Secondo Adorno, nell'era dell'industria culturale l'individuo non decide più autonomamente: il conflitto tra impulsi e coscienza è risolto con l'adesione acritica ai valori imposti. L'uomo è in balia di una società che lo manipola a piacere: I&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l consumatore non è sovrano&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, come l'industria culturale vorrebbe far credere, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;non è il suo soggetto bensì il suo oggetto&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Cioè la società è sempre la vincitrice e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;individuo&lt;/span&gt; è soltanto un burattino manipolato  dalle norme sociali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'individualità è svuotata del suo potenziale critico e al suo posto si instaura una pseudo-individualità alienata, completamente in balia delle forze sociali: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"la particolarità del "se" è un prodotto sociale brevettato che viene falsamente spacciato come naturale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-4450596225116058236?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/4450596225116058236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=4450596225116058236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4450596225116058236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4450596225116058236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/lindustria-culturale.html' title='L&apos;industria culturale:'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-3252055715311727534</id><published>2008-08-24T10:04:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T05:00:02.326-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Walter Benjamin</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.braungardt.com/Theology/Benjamin/Benjamin.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.braungardt.com/Theology/Benjamin/Benjamin.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il suo contributo più significativo è senza dubbio il breve saggio &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica". &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'opera d'arte - dice Benjamin - prima dell'avvento dell'epoca della riproducibilità tecnica, godeva dello statuto di autenticità ed unicità. Un quadro ad esempio era un pezzo unico, originale ed autentico, ossia irripetibile e destinato ad un godimento estetico esclusivo nel luogo in cui si trova. Questa sua autenticità, irripetibilità e esclusività di godimento estetico viene da Benjamin chiamata &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Aura". &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'Aura è una sorta di carisma insito nell'opera d'arte, un elemento quasi magico che ha a che fare con la sua unicità. Diversamente l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica è sottoposta ad un processi di decadenza dell'aura. Cioè tanto è unico un quadro quanto labile e ripetibile è la sua immagine (es. foto), eliminando quasi totalmente i concetti di creatività, genialità, valore eterno e di mistero, poichè la riproducibilità tecnica ha l'effetto di rendere le cose, spazialmente e umanamente, più vicine, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;desacralizzandole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-3252055715311727534?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/3252055715311727534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=3252055715311727534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/3252055715311727534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/3252055715311727534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/walter-benjamin.html' title='Walter Benjamin'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-4567371830552425295</id><published>2008-08-24T09:19:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T05:00:22.757-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Il pensiero di Edgar Morin</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://win.raramente.net/public/foto/383.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://win.raramente.net/public/foto/383.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Al centro degli studi e delle prime ricerche di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Edgar&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Morin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; c'è una lucida e vivace analisi della cultura di massa, quale complesso di miti, simboli e immagini della vita reale e della vita immaginaria, in cui l'uomo quotidianamente si attua e si riconosce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma il contributo più ambizioso di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Edgar&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Morin&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; allo studio della cultura di massa è senz'altro " lo spirito del tempo". Lo spirito del tempo è stato il primo studio apparso in &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Europa&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; sulla &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;cultura di massa.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Nelle due parti in cui si articola l'opera &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Morin&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; analizza forme, contenuti e meccanismi ed effetti della cultura di massa riuscendo a dimostrare come questa non sia solo un nuovo strumento per fughe immaginarie dal mondo, ma anche produzione di precise modalità di partecipazione alla realtà del XX secolo. La prima caratteristica che salta all'occhio nello studio dell'industria culturale, è la contraddizione tra il carattere burocratico e standardizzato della produzione da un lato e la dimensione individuale del consumo - che esige originalità e innovazione dall'altra. La cultura di massa, in altre parole, si trova davanti l'ingrato compito di rispondere per vie industriali e seriali a bisogni che sono per loro natura personali, profondi, affettivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-4567371830552425295?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/4567371830552425295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=4567371830552425295' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4567371830552425295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/4567371830552425295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/il-pensiero-di-edgar-morin.html' title='Il pensiero di Edgar Morin'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-2548954950583558435</id><published>2008-08-24T08:14:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T05:00:51.745-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Guy Debord - "La società dello spettacolo"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.blogo.it/cineblog/guydebord.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.blogo.it/cineblog/guydebord.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Tutto ha avuto inizio tra la &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;fine dell&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'ottocento e i primi del novecento, quando il rapporto tra lavoratore e prodotto ha cominciato ad alterarsi ed il primo non si riconosce nel secondo. Si sente estraneo ed obbediente a modelli esterni, legato al sistema nel quale è inserito e che gli ha procurato la forma che serviva a farlo valere. Non è più importante che esso rifletta il lavoro richiesto per realizzarlo, che sia vero, autentico ma soltanto che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"appaia", &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;che faccia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; spettacolo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; è questo che vuole la nuova situazione economica e sociale. Il sistema economico che aveva espropriato il lavoratore della produzione, ora, trasformando tutto in merce spettacolare, completa l'operazione di estraniazione della socialità umana e di manipolazione della &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;coscienza collettiva. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ciò che dunque prevale in ogni contesto è la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;rappresentazione,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'apparenza&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;l'irrealismo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;falsificazione, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;oggi l'umanità è volta all'apparire, cioè al &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;non essere. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'uomo vive in una dimensione che non gli consente, la libera organizzazione delle proprie situazioni, un regime falso che lo separa dal suo mondo, rendendolo un individuo solitario incapace di completarsi socialmente. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Debord&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; distingue due tipologie dello spettacolo legate a due differenti sistemi politici: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Lo spettacolo concentrato" &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, tipico delle società totalitarie e dittatoriali, in cui &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;in genere&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; si è portati ad identificare se stessi in un solo uomo, con una dittatura burocratica che priva le masse della scelta. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Lo spettacolo diffuso"; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;caratteristico delle democrazie occidentali, pervase dal consumismo e dalla tirannia della merce. Successivamente l'autore presenta un terzo modello, attualmente dominante cioè &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Lo spettacolo integrato": &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;qui le sue analisi sono più vicine ai nostri tempi: la vittoria della finzione sulla realtà, della copia sull'originale, della forma sul contenuto è ormai totale. Per &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Debord&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; non c'è più niente di autentico &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;giacché&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; tutto è concepito, prodotto, vissuto, tutto esiste, si muove in funzione dell'immagine che deve attirare chi guarda, il quale a sua volta, lo fa obbedendo ad altri bisogni o richieste di apparenza. Questa è la società dello spettacolo ed in essa anche le più elementari espressioni della vita dell'uomo quali la famiglia, l'istruzione, il lavoro, i sentimenti, i pensieri, le aspirazioni, tutto segue una direzione unica, quella di conformarsi all'ambiente, al costume, alla moda, alla tendenza del momento sopprimendo qualunque bisogno o richiamo interiore, qualunque autenticità e verità. L'esterno vale più dell'interno, la forma più del contenuto: tutto deve apparire, quasi si trattasse solo di oggetti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Raggiungendo un grado massimo di estensione, questa forma spettacolare si contraddistingue per la combinazione di cinque proprietà fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;Il continuo rinnovamento tecnologico&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La fusione economico statale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il segreto generalizzato&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il falso indiscutibile&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Un eterno presente&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma un rapporto sociale fra individui, mediato dalle immagini, come dire!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;ciò&lt;/span&gt; che appare è buono, ciò che è buono appare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-2548954950583558435?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/2548954950583558435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=2548954950583558435' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/2548954950583558435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/2548954950583558435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/guy-debord-la-societ-dello-spettacolo.html' title='Guy Debord - &quot;La società dello spettacolo&quot;'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-38861020834502343</id><published>2008-08-24T07:36:00.000-07:00</published><updated>2008-12-02T04:54:11.791-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sociologia della comunicazione'/><title type='text'>Il pensiero di Philippe Breton</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.librairie-gaia.com/CML/ColloqDemoc/Auteurs/BretonPhilippe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.librairie-gaia.com/CML/ColloqDemoc/Auteurs/BretonPhilippe.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Possiamo sintetizzare il pensiero di P.Breton, prendendo in considerazione due dei suoi lavori più importanti: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;" L'utopia della comunicazione"&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Il culto di internet".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Nel primo dei due lavori Breton si domanda come la comunicazione sia diventata l'asse portante dell'organizzazione sociale e, soprattutto, in che modo la società della comunicazione abbia colonizzato l'immaginario sociale diventando un vero e proprio ideale utopico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Breton dice sostanzialmente che per capire bene il grande successo della comunicazione ed il suo affermarsi addirittura come valore dobbiamo rivolgere un attimo lo sguardo al passato, vale a dire il periodo sconvolgente che va dall'inizio della prima guerra mondiale alle esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Ed è proprio in questo periodo, nel vuoto creato dall'assenza di qualsiasi punto di riferimento morale e politico, che la comunicazione assume i connotati di un valore diventando un imperativo esistenziale secondo cui, a prescindere dai contenuti, l'atto stesso del comunicare rappresenterebbe la spinta verso un progresso sociale. In questo senso la comunicazione si afferma come valore salvifico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le tre tappe:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;La comunicazione si pone così come risposta assoluta alla grave crisi del XX secolo. Tre sono le tappe secondo Breton che portano allo sviluppo di questa moderna nozione unificante che si giova dell'interazione tra le principali tecniche della comunicazione ed il contesto sociale in cui esse agiscono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La prima tappa&lt;/span&gt; è rappresentata dalla nascita della cibernetica intesa come scienza del controllo dell'informazione in relazione agli uomini e alle società.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La seconda tappa&lt;/span&gt; è rappresentata dall'intenzione esplicita di impiegare la nozione di comunicazione anche nell'analisi e nell'azione politico-sociale.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'ultima tappa&lt;/span&gt; è rappresentata dall'evoluzione nel dopoguerra della società occidentale, che emerge dalle macerie del conflitto mondiale con la sua voglia di rivalsa e pone le basi effettive per la definitiva consacrazione dell'idea di comunicazione come valore utopico.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Homo communicans:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Breton sulla basi di alcune teorie di uno studioso di nome Weiner afferma che qualsiasi fenomeno è considerato come interamente costituito dagli insiemi di relazioni di cui fa parte, la sua essenza è completamente definita in termini di informazione e comunicazione. Ogni fenomeno diventa così la risultante delle informazioni che può scambiare nelle reti in cui accede. Tutto questo ha dati vita ad una nuova definizione antropologica dell'uomo. Si tratta della concezione dell'homo communicans, che secondo breton è un essere senza interiorità e senza corpo, che vive in una società senza segreti, un essere interamente rivolto al sociale, che esiste soltanto attraverso l'informazione e lo scambio in una società resa trasparente.  Grazie alle nuove tecnologie dell'informazione (internet), l'uomo diventa un essere informazionale collettivo, portando alla confusione tra la sfera pubblica e quella privata, indebolendo l'individualità, i rapporti diretti e il concetto di corpo inteso come incontro fisico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scarica&lt;/span&gt; tutti i post della categoria "sociologia della comunicazione" in un unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://documents.scribd.com/docs/2bk3rixz5gfa9dcq1ux4.pdf"&gt;.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4032850913718138777-38861020834502343?l=www.infomorfosi.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.infomorfosi.com/feeds/38861020834502343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4032850913718138777&amp;postID=38861020834502343' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/38861020834502343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4032850913718138777/posts/default/38861020834502343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.infomorfosi.com/2008/08/il-pensiero-di-philippe-breton.html' title='Il pensiero di Philippe Breton'/><author><name>Tommy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01641021634281594276</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SYcl1qF1Z9I/AAAAAAAAAY0/XmwV0vhKxRI/S220/io2.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4032850913718138777.post-8165865497626292832</id><published>2008-08-04T07:14:00.000-07:00</published><updated>2008-12-11T09:42:07.500-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia della comunicazione'/><title type='text'>Tesi d'esame: L'ultima evoluzione - Autore: Maglione Tommaso</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BX5i-_350tE&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/BX5i-_350tE&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;L’ultima evoluzione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Introduzione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Questa tesi intitolata “L’ultima evoluzione” è ispirata a un celebre film di fantascienza, del 1995 intitolato Ghonny Mnemonic, tratto a sua volta da un’antologia del 1986 di racconti scritti precedentemente dall’autore Cyberpunk William Gibson intitolata “La notte che bruciammo &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" href="http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SJcV0d1eDsI/AAAAAAAAAMs/qUM6C8fZ3fQ/s1600-h/44_thumb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230673483320397506" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SJcV0d1eDsI/AAAAAAAAAMs/qUM6C8fZ3fQ/s400/44_thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;chrome” (Burning chrome). È lo stesso Gibson, a scrivere l’adattamento cinematografico di Ghonny Mnemonic, diretto da Robert Longo ed interpretato da Keanu Reeves.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il film descrive: Un secondo decennio del XXI, dominato dalle multinazionali e un mondo minacciato da una nuova piaga: NAS (sindrome da attenuazione del sistema nervoso), incurabile ed epidemica. Le multinazionali sono combattute dai loteks : un movimento di resistenza nato dalla strada, ossia Hacker, veterani delle guerre informatiche. Per difendersi le multinazionali ingaggiano la yakuza, la più potente organizzazione criminale, racchiudono i loro dati nell’ ice nero cioè virus letali in grado di bruciare il cervello degli intrusi, ma i lotecks sono in agguato nelle loro roccaforti, nel cuore delle vecchie città, come topi nelle viscere della terra, a volte le informazioni più preziose devono essere affidate a corrieri mnemonici , e qui entra in gioco il protagonista, chi è Ghonny Mnemonic?: Ghonny Mnemonic si è fatto inserire nel cervello al posto della memoria, un microchip che è in grado di archiviare una quantità enorme di dati. Grazie a questo trapianto informatico, Ghonny diventa un moderno corriere che trasporta messaggi estremamente riservati in modo sicuro, al riparo da ogni insidia di pirati informatici. Ma quando vuole riappropriarsi dei suoi ricordi, per sfuggire al pericolo di una disorientante crisi di identità, la sua memoria diventa un territorio di scontro tra una potente multinazionale e un gruppo di rivoluzionari. Il cyber - cervello di Ghonny corre il rischio di condurlo alla morte fino a che riesce con l’aiuto dei lotecks. In questa tesi cercherò di analizzare sia da un punto di vista sociologico sia da un punto di vista filosofico i concetti chiave del film, estrapolandoli dal loro contesto immaginario e cinematografico e proiettandoli nella più reale società moderna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I concetti chiave che sono stati estrapolati e che cercherò di analizzare il più possibile con atteggiamento critico e relazionandoli a fenomeni sociali esistenti e reali della nostra società sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Fusione tra uomo e tecnologie informatiche (rapporto uomo-macchina)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il mondo è minacciato da una nuova malattia, incurabile ed è dominato dalle multinazionali che non diffondono informazioni a scopo di lucro.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le informazioni vengono protette nell’ice nero cioè virus letali che addirittura riescono bruciare il cervello degli intrusi .&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le multinazionali sono combattute da lotecks, hacker, che si battono come sempre, nel rispetto della loro etica di diffusione distribuzione e condivisione libera della conoscenza e del sapere.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Lo scenario futuro è caratterizzato da un nuovo oro, il bene più prezioso diventa l’informazione.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le informazioni sono talmente importanti, da proteggerle attraverso corrieri mnemonici, creando quindi una figura che non è altro che un contrabbandiere di informazioni.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Internet nel 2021 si presenta come una rete globale in grado di gestirsi autonomamente&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nel film è presente una componente mistica, una sorta di spirito o fantasma nella macchina, che interviene nei momenti più critici, l’idea dell’anima come una sorta di memoria virtuale, come pura energia che riesce a sopravvivere anche all’interno di impianti artificiali, la metafora dell’anima come un software e l’hardware come corpo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La salvezza del mondo avviene grazie allo spirito libertario della cultura hacker (i loteks).&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Homo technologicus (una simbiosi antica) .&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Quando parliamo di interazione tra uomo e tecnologia (o uomo-macchina) è impossibile non ricordare&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" href="http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SJcWiL4zVnI/AAAAAAAAAM0/QQBjObBqMJM/s1600-h/Cyb2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230674268776519282" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b_dgQcoKv9E/SJcWiL4zVnI/AAAAAAAAAM0/QQBjObBqMJM/s400/Cyb2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; la riflessione del padre del determinismo tecnologico ossia Herbert Marshall cLuhan. Per Mc Luhan i media, in un accezione “allargata,”che comprende l’intera gamma degli artefatti umani, dalla ruota al computer, sono estensioni del corpo umano: tutte le tecnologie possono essere considerate come estensioni specializzate delle funzioni psichiche e mentali dell’uomo. La parola estende il pensiero, la ruota estende il piede, l’abito estende la pelle, la radio estende l’orecchio e così via, fino ai media elettronici successivi all’invenzione del telegrafo, che estendono il sistema nervoso centrale. In particolare i media estendono i nostri sensi; e ogni nuova tecnologia, alterando gli equilibri sensoriali, modifica significativamente la nostra percezione del mondo, e uno dei concetti principali del film (Ghonny Mnemonic) è proprio questa simbiosi uomo-macchina e in particolare uomo e cibernetica. Il microchip che il protagonista ha nel cervello non è altro che un estensione artificiale della sua memoria, facendoci cogliere come molte capacità cognitive e sensoriali umane siano simili alle nuove tecnologie informatiche, si tratta dell’idea del cervello e in particolare della memoria come un hard disk sul quale è possibile scaricare una quantità massima di informazioni calcolata in Gigabyte. Ma questo non è l’unico elemento del film anticipato dalle idee di Mc Luhan, nel film il protagonista e però costretto a causa di questo trapianto cibernetico a cancellare parte della sua memoria o meglio la memoria artificiale in eccesso ha sovrascritto una parte della sua memoria naturale. Mc Luhan aggiunge: ogni estensione corrisponde a una parallela “amputazione”, giacchè ciascun medium o tecnologia, nell’estendere un senso, fatalmente ne narcotizza altri, se qualcosa si potenzia un’altra si perde, sbilanciando l’equilibrio sensoriale nell’una o nell’altra direzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L’importanza della tecnologia, quindi, nella definizione dell’uomo è sempre più evidente, ma fin dalla sua comparsa la nostra specie si è ibridata con gli strumenti che costruisce: in realtà homo sapiens è sempre stato homo technologicus, simbionte di uomo e tecnologia in perpetua trasmutazione. Parte dell’umanità sembra destinata ad una profonda trasformazione culturale, epistemologica e perfino fisiologica. Ma la rapidità del cambiamento, favorito in particolare dalla tecnologia dell’informazione, minaccia il nostro equilibrio biologico ed emotivo e lacera le componenti etiche ed estetiche tradizionali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;1.1 E’ l’uomo che fa la tecnologia o è la tecnologia che fa l’uomo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Quando si riflette sui complessi rapporti tra uomo e tecnologia, si fa spesso la tacita ipotesi che si tratti di due entità distinte e separate, per quanto interagenti , inoltre, si assume che oggi l’evoluzione dell’uomo sia lentissima o addirittura ferma, mentre la tecnologia si sviluppa con grande rapidità. A volte non si percepisce che il fenomeno davvero interessante non è tanto la tecnologia in sé, quanto il rapporto uomo-tecnologia. Il noto filosofo e informatico Giuseppe Longo in relazione a questo argomento fa delle premesse importanti: 1) tra uomo e tecnologia non esiste distinzione netta 2) l’evoluzione della tecnologia contribuisce potentemente alla nostra evoluzione, anzi ormai coincide con essa. Le due evoluzioni biologica e tecnologica, sono intimamente intrecciate in un’evoluzione biotecnologia, al cui centro sta l’unità evolutiva homo technologicus, una sorta di ibrido di biologia e tecnologia in via di continua trasformazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Da sempre il corpo umano è stato ampliato da strumenti e apparati che ne hanno esteso e moltiplicato le possibilità di interazione col mondo, in senso sia conoscitivo sia operativo. Tanto che non è facile stabilire dove termini il corpo. Per esempio se noi riflettiamo, oggi, la tecnologia produce sistemi di cui, ci serviamo senza capirne bene il funzionamento, e spesso non ci interessa affatto comprenderlo. Mentre la scienza ha sempre cercato di fare affiorare la complessità soggiacente per ridurla a darne una descrizione semplice attraverso le teorie, la tecnologia tende a nascondere la complessità dei manufatti sotto una superficie o interfaccia di grande semplicità ed efficacia operativa. Siamo indotti ad usare i suoi strumenti con la stessa inconsapevole disinvoltura con cui usiamo gli organi del nostro corpo. In questo senso la tecnologia è già incarnata nell’uomo. Osserviamo che l’invenzione e l’uso degli strumenti si configura non tanto come l’aggiunta di protesi, quanto una vera e propria ibridazione: la protesi supplisce ad una abilità compromessa o perduta, mentre innestandosi nell’uomo, ogni nuovo apparato da luogo ad un’unità evolutiva ( un simbionte) di nuovo tipo, in cui possono emergere capacità percettive, cognitive e attive, inedite e a volte del tutto impreviste, e di questa evoluzione ibridativa non è possibile indicare i limiti. Lo stesso G.Longo sostiene chiaramente che l’affermare che il corpo sia racchiuso nei suoi limiti topologici, segnati dalla pelle, è sotto il profilo comunicativo ed effettivo – arbitrario e sostanzialmente inesatto. Tutto ciò che è fuori è strumento. Non solo: come suggerisce implicitamente una metafora utilizzata da Longo quando scrive che il primo e più importante strumento tecnologico è il corpo, è il corpo stesso, in quanto esterno alla mente, che viene considerato come uno strumento. In conclusione possiamo dire che come l’uomo fa la tehonny cnologia, così la tecnologia fa l’uomo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L’intelligenza collettiva – internet una rete globale pensante&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nel film (GMnemonic) è descritto, con uno straordinario cupo realismo, il volto di internet nell’anno 2021. La rete si presenta come uno spazio infinito in grado di autogestirsi nella quale si accede non attraverso la tradizionale tastiera, mouse e un browser, ma direttamente con la propria mente, usando come strumenti un visore collegato al cervello e dei guanti, che permettono all’utente di immergersi nella rete come in uno spazio virtuale, di toccare con mano, anche se senza tatto, e di interagire in maniera tridimensionale con la rete stessa. Una rete minacciata da virus in grado di bruciare e recare danni al cervello degli utenti, che si intrufolano in spazi riservati dove risiedono informazioni top secret di proprietà delle multinazionali, un vero e proprio cervello planetario in grado non solo di gestire l’immenso flusso di informazioni ma anche di crearne delle nuove, insomma una rete globale pensante. Questa visione della rete ci ricorda seppure in parte Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Al padre gesuita Pierre Teilhard paleontologo e filosofo, nonché responsabile di un’affascinante teologia dell’evoluzione, spetterebbe di diritto il titolo di patrono della rete, dal momento che, elaborando il concetto di Noosfera, ha formulato l’idea di un cervello planetario. Il suo pensiero ottiene oggi ottiene entusiastici riconoscimenti da parte delle cyberculture, mentre gli esponenti della media philosophy citano con ammirato stupore la sua visione profetica in merito alla nascita di una “rete nervosa planetaria”, concepita quando l’intelligenza artificiale e realtà virtuale erano sogni nella testa dei pionieri della cibernetica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il pensiero di Derrick de Kerckhove&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In un autore come Derrick de Kerckhove, per esempio, troviamo un discorso su internet che ripercorre quasi puntualmente le tappe di quello di Teilhard de Chardin sulla Noosfera . All’inizio, scrive de Kerckhove, l’emergere di una sfera mentale planetaria che trascende la capacità di comprensione dei singoli genera angoscia: Non molto tempo fa, il mondo era scemo e noi eravamo intelligenti. Ma il mondo con l’aiuto dei computer, sta diventando più rapido e intelligente di noi. Molto presto la nostra intelligenza tecnologica collettiva supererà le intelligenze individuali e organiche per velocità e integrazione. Evento che appare tanto più inquietante in quanto rispetto alla noosfera , internet incarna la metafora del cervello planetario in modo assai più rapido, efficiente e realistico: la rete è infatti un cervello collettivo e vivente che clicca mentre voi leggete. È un cervello che non cessa mai di funzionare, di pensare, di produrre informazioni, di smistare e combinare. Infine, allo stesso modo in cui Teilhard de Chardin esortava l’umanità a vedere nella noosfera una tappa del cammino verso la propria unificazione con Dio, de Kerckhove ci invita a vedere nei nuovi media – o psicotecnologie. Come preferisce definirli, l’inedita e inaudita opportunità di costruirci un’identità allargata, che dall’io personale balza verso le distanza più grandi di tutto quello che possiamo raggiungere con queste sensibilissime estensioni percettive e motorie in perenne espansione – un nuovo umano si sta formando.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Pierre Lèvy - intelligenza collettiva e l’importanza dell’informazione libera nella società moderna&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Alla domanda che cos’è l’intelligenza collettiva? P.Lèvy risponde: In primo luogo bisogna riconoscere che l'intelligenza è distribuita dovunque c'è umanità, e che questa intelligenza, distribuita dappertutto, può essere valorizzata al massimo mediante le nuove tecniche, soprattutto mettendola in sinergia. Oggi, se due persone distanti sanno due cose complementari, per il tramite delle nuove tecnologie, possono davvero entrare in comunicazione l'una con l'altra, scambiare il loro sapere, cooperare. Detto in modo assai generale, per grandi linee, è questa in fondo l'intelligenza collettiva. E' il progetto dell'Illuminismo che si realizza , ma evidentemente senza l'ingenuità degli illuministi di credere che il progresso sia garantito dall'evoluzione scientific
